Suzuki Vitara

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Suzuki Vitara è senza dubbio una delle vetture di maggior successo della Suzuki. Lo dimostrano i 2,88 milioni di esemplari prodotti dal 1988 a oggi, di cui 120.000 giunti in Italia, e gli ambiziosi programmi della Casa giapponese per il futuro, il cui obiettivo è di produrre nel 2017 trecentomila unità del suo storico SUV. Un traguardo possibile, se si considera nel 2014 Suzuki è stato il nono Costruttore mondiale con circa 3 milioni di auto prodotte e in Italia è cresciuta del 14,2%. Un vero colosso dell’automotive che produce più di PSA e Renault… Ma fedele al motto che per migliorare bisogna cambiare, Suzuki sta progressivamente evolvendo la sua gamma, intervenendo sui modelli ‘storici’ e proponendo novità con cadenza annuale. Dopo S-Cross e Celerio ecco dunque la nuova Vitara proposta da oggi fino ad aprile nell’allestimento V-Cool 2WD a un prezzo di lancio di 19.900 € sia a benzina sia diesel.

Downsizing e personalità

Seguendo la tendenza del momento, Vitara è scesa di cilindrata (da 1.9 a 1.6 litri), si è compattata (la lunghezza è passata da 4,30 a 4,17 m) e ha perso un po’ di massa (pesa 360 kg meno della Gran Vitara), guadagnando in prestazioni. Oggi, con entrambi i motori da 88 kW (120 CV), le emissioni di CO2 sono ai vertici del segmento 4×4: con 111 g/km Vitara eguaglia la Swift e fa meglio della S-Cross (114 g/km) e della Panda 4×4 Twin Air, la prima non-Suzuki in classifica.

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Un primato che ovviamente si ripercuote anche sui consumi. Sale invece la personalità, con uno stile che reinterpreta in chiave moderna gli stilemi caratteristici delle Vitara più classiche e perfino della storica Jimny, e la possibilità di adeguare il suo look ai gusti del cliente, a partire dall’esterno, con undici scelte cromatiche, e passando all’interno con una scelta di numerosi dettagli distintivi. Che poi alcuni stilemi ricordino altri SUV in commercio non deve sorprendere: con queste dimensioni e due volumi ben definiti non è facile fare rivoluzioni.

06Peraltro la Suzuki, la rivoluzione l’ha fatta 27 anni fa ‘inventando’ il SUV e dunque, se proprio vogliamo, le copiature vanno cercate altrove.

Ci è piaciuta la plancia, rimasta semplice ma con un esteso inserto in plastica che specie se scelto in tinta con la carrozzeria ne movimenta l’impatto visivo. Intuitivi i comandi ma non troppo pratica la pulsantiera posta a sinistra, che costringe a qualche distrazione per premere il tasto giusto. Comodi i sedili e adeguate le regolazioni: trovare la posizione corretta è semplice e rapido.

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Come si guida

Al volante la Vitara resta un SUV con ambizioni fuoristradistiche ed è dunque lecito aspettarsi qualche differenza rispetto al comfort di una berlina familiare. Tuttavia la reattività dello sterzo è buona e le sospensioni (l’anteriore è una MacPherson) hanno una taratura che dà un’eccellente sicurezza anche tra le curve affrontate con brio. Meglio così piuttosto del rollio e beccheggio meno controllati di qualche concorrente, anche se un po’ più confortevole. La frenata ci è parsa migliorata, sia come potenza sia come modulabilità. Merito anche del peso contenuto (si va dai 1075 ai 1295 kg a seconda delle versioni), un altro fiore all’occhiello della Vitara anche per contenere i consumi. Buona la visibilità verso l’esterno, anche in manovra stretta dove l’aiuto dei sensori di parcheggio è però determinante.

Abbiamo provato in autostrada l’ACC (Cruise Control Adattivo) che opera con l’RBS (Radar Brake System) attivato da un radar posto nel frontale della vettura, al centro della calandra. Quando è impostata la velocità di crociera, il sistema rileva la presenza del veicolo che precede e se questo è più lento interviene automaticamente adeguando la velocità. Uscendo dalla scia e trovando quindi strada libera la velocità si riporta automaticamente al valore impostato. Il funzionamento è sorprendentemente preciso ed aumenta enormemente la sicurezza attiva della guida, a patto di non avere pregiudizio sull’elettronica applicata. Il sistema radar funziona ovviamente anche indipendentemente dal Cruise Control, avvertendo il conducente della presenza di un veicolo e, se necessario, applicando lui stesso il freno, con un lodevole istinto di autoconservazione…

Abbiamo provato soltanto le versioni 4WD, dotate del sistema AllGrip già noto sulla S-Cross. Riassumiamo brevemente le quattro modalità di guida disponibili: la Auto privilegia i consumi con una mappatura della centralina motore meno brillante e la trazione anteriore coadiuvata dall’attivazione della motricità posteriore in funzione delle condizioni di aderenza; in Sport il motore esprime il meglio (il passaggio è netto e deciso) e la trazione è ripartita sui due assi per dare sempre il migliore grip. In questo caso la precisione di guida e la trazione su strada sono davvero eccellenti. Per le situazioni più difficili ci sono la modalità Snow, stabilmente su quattro ruote motrici e poi la Lock, che limita lo slittamento dei differenziali trasferendo la coppia dove serve. Dire che ci sono ABS ed ESP è ormai superfluo.

L’attitudine di Vitara al fuoristrada è noto: restano gli ampi angoli di attacco e di uscita, con un’altezza da terra di 185 mm, solo cinque meno di Gran Vitara. L’interasse è di 2.500 mm.

La dotazione di pneumatici consta di quattro Continental ContiContact nelle misure 215/60R17 (o 215/55R16) che offrono buone prestazioni anche sullo sterrato, dove abbiamo apprezzato l’Hill Discent Control che controlla la velocità nelle discese più ripide, limitando le manovre garibaldine dei meno accorti.

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Motori e trasmissioni

Due i motori, entrambi da 1.6 litri, 120 CV ed Euro6: il benzina (M16) ha una coppia di 156 Nm a 4.400 giri/min mentre il diesel (D16AA) eroga 320 Nm a 1.750 giri. L’M16 ‘frulla’ fino a 6.000 giri e rende un po’ più impegnativo ottimizzare i consumi. Qui il primato è del diesel che col cambio manuale a 6 rapporti e la funzione S&S arriva a 4,6 litri/100 km e 106 g/CO2 in città. Il motore a benzina ha consumi comparabili sia che monti il cambio manuale a cinque rapporti sia la trasmissione automatica (ovvero il cambio robotizzato) a sei rapporti; lo scostamento è tra 0,1 e 0,2 litri/100 km a favore del cambio manuale. Abbiamo provato il cambio robotizzato e come abbiamo ricordato in altre occasioni il suo utilizzo richiede un po’ di assuefazione, ma alla fine il risultato è una guida sicuramente più rilassante. Nel corso del 2015 arriverà un nuovo cambio a doppia frizione per il motore diesel, che su un motore così generoso di coppia renderà senza dubbio meno avvertibile il cambio di marcia.

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Allestimenti e prezzi

Come abitudine, Suzuki rende i suoi listini semplici e facili da comprendere, per limitare le sorprese quando si è dal concessionario. Per i prezzi rimandiamo alla tabella allegata, ricordando che ci sono due allestimenti, V-Cool e V-Top, e il kit Urban che arricchisce l’estetica della Vitara con cornici per i fari fendinebbia, modanature sulle fiancate e spoiler superiore sul portellone posteriore. Tra i servizi che Suzuki offre ai clienti ricordiamo i 3 anni di garanzia (o 100.000 km), i 3 anni di assistenza stradale e 3 anni di controlli gratuiti, oltre all’estensione della garanzia Suzuki Smile e la formula di assicurazione No Problem. (F.Daudo)

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