
Per comprare un litro di latte a tre km da casa muoviamo una macchina che pesa quanto un rinoceronte e consuma come un piccolo appartamento.
Un paradosso che oggi non ha nulla di anormale, almeno fin quando qualcuno non decide di chiedersi se ha davvero senso.
È un po’ la domanda che si fatto Denis Baulier, agricoltore, insegnante di equitazione con il pallino per l’ambiente e la meccanica, ma invece di limitarsi a borbottare sui social contro il traffico o il prezzo del carburante, Denis si è rimboccato le maniche costruendo la sua risposta su ruote: la “Scaramobile”.

Con quell’aria a metà strada fra un’auto in miniatura, un prototipo da fiera e un mezzo da esplorazione lunare, la Scaramobile è in realtà un quadriciclo ultraleggero alimentato dal sole, privo di volante e progettato per rendere semplice e pulito l’andare da A a B, ma senza usare per forza C.
Nata concreta
La Scaramobile non nasce per conquistare i boulevard delle capitali europee, non punta al glamour né a mettersi in coda alle colonnine di ricarica ultra-veloci nei parcheggi dei centri commerciali.
Il suo habitat naturale sono le zone rurali e periurbane, i luoghi dove l’autobus passa quando si ricorda e il treno è più un’idea che una realtà.
Qui l’auto tradizionale diventa spesso una necessità più che una scelta, essenziale per coprire tragitti brevi ma troppo lunghi per la bici come le commissioni quotidiane, piccoli impegni a cui non serve un SUV lungo 5,5 metri.
L’uomo dietro l’idea
Denis Baulier non arriva dall’industria automobilistica né da qualche laboratorio hi-tech californiano, è un ex agricoltore bretone oggi in pensione con una forte sensibilità verso l’ambiente, la biodiversità, la qualità dell’aria, dell’acqua e dell’energia.
Uno che la natura la frequenta davvero, non solo nei documentari e da oltre cinque anni porta avanti il progetto della Scaramobile.
Un girasole su ruote

Il colpo d’occhio è notevole: 6,5 metri quadrati di pannelli fotovoltaici integrati nella carrozzeria, il cuore di un veicolo “eliotropico” i cui pannelli possono orientarsi per inseguire il sole durante la giornata e catturare quanta più energia possibile, come fanno i girasoli in natura.
I prossimi sei mesi saranno cruciali: il prototipo sarà testato in condizioni reali per verificare l’efficienza anche in inverno, quando il sole scarseggia.
Pensata per durare
La Scaramobile pesa circa 600 kg (batterie escluse) e rientra nella categoria L7 dei quadricicli a motore, il che significa che per guidarla serve il patentino AM.
Può trasportare fino a tre persone ed è dotata di un abitacolo modulabile in grado di adattarsi a persone o carichi.
Ma la vera particolarità è la struttura leggera, riparabile e trasformabile, un manifesto contro l’obsolescenza programmata che domina il settore dei trasporti.
Niente volante

Aprendo la portiera arriva la seconda sorpresa: il volante non c’è, e al suo posto è nato un joystick, quando basta per assicurare una maneggevolezza sorprendente, assicura monsieur Baulier.
La strada ancora da fare
Nel 2022, il progetto è stato premiato e selezionato dall’ADEME nell’ambito di “eXtrême Défi”, programma che sostiene innovazioni radicali per la mobilità sostenibile, e oggi la Scaramobile è nella fase del prototipo avanzato.
Diversi modelli sono già stati realizzati e testati, ma per una commercializzazione su larga scala serviranno ancora tempo e verifiche.
Il prototipo è stato presentato ufficialmente a Penvénan il 26 gennaio scorso suscitando curiosità.
Una lezione di sobrietà
La Scaramobile non ha alcuna intenzione di mettersi in concorrenza con il mondo dell’auto, non promette miracoli né rivoluzioni globali, si acconta di ricordare che la maggior parte degli spostamenti quotidiani non richiedono mezzi giganteschi e soprattutto che l’innovazione non sempre significa aggiungere, ma togliere.
















