
Oggi il mondo dell’auto ha largamente sdoganato il concetto di ibrido riconoscendo efficacia e dignità a questo tipo di motorizzazione. Dal punto di vista tecnico, lo schema più diffuso è quello proposto da Toyota: un sistema misto serie e parallelo basato sulla connessione dei due motori con un particolarissimo giunto epicicloidale. Una delle più valide alternative è proposto da Peugeot, che sulla 508 RXH monta un motore termico diesel istallato sull’anteriore che lavora secondo uno schema parallelo con un motore elettrico che agisce esclusivamente sull’assale posteriore. La velocità dei due assali viene sincronizzata in modo automatico dal rispettivo contatto con il terreno, e viene monitorata attraverso una apposita centralina elettronica. I due motori non hanno componenti interni all’auto che li collegano tra loro, ma entrambi insistono su differenti assali senza alcun giunto o albero di trasmissione interno che li metta in connessione diretta.
Lo schema dell’ibrido parallelo offre importanti vantaggi in termini tecnici, in quanto disaccoppia completamente il funzionamento dei due motori, permette di utilizzare un propulsore diesel, ed infine offre enormi vantaggi dal punto di vista della trazione che può essere ripartita sui due assi e gestita in modo mirato dalla centralina.
Ovviamente la 508 RXH si colloca in cima alla piramide delle proposte della gamma Peugeot guadagnandosi meritatamente il ruolo di autentica ammiragia del marchio francese. Il suo valore aggiunto parte inevitabilmente dalla motorizzazione ibrida ma poi si estende a numerosi aspetti dell’auto che vanno dal comfort di marcia agli allestimmnti interni, dall’interfaccia infotainment alla gestione delle funzioni di bordo. Il prezzo di partenza comprende già di serie quasi tutti gli accessori necessari ad un’auto di questo tipo, dalla pelle al tetto panoramico passando per il cambio automatico ed i cerchi da 18″.
Una volta a bordo della 508 si apprezza da subito la seduta comoda e la grande quantità di spazio e di luce a bordo, complice anche l’enorme tetto panoramico che si estende dal posto di guida fino al vano bagagli. Il quadro strumenti è dominato da due elemetri circolari analogici mentre la struttura e il lay out del cruscotto è sobrio, elegante e realizzato in ottima plastica di tipo soft touch. Lo sguardo va subito al grande display centrale multifuzione, comandabile quasi completamente con i numerosi tasti posti sul volante oltre che con il pomello rotante posto nel tunnel centrale. Tunnel piuttosto affollato ma comunque razionale e facile da inteprepare, che permette la completa gestione delle numerosissime funzioni e apparati elettronici di cui l’auto è dotata.
Per quanto riguarda la guida tutto viene gestito dal piccolo selettore del cambio automatico e dal magico pomello rotante che sovraintende alla gestione della trazione. Ricordiamo che l’auto è dotato di un motore diesel a iniezione diretta da 2.000 cc e 163 CV, mentre la coppia è di 300Nm erogati a 1.750g/m. La potenza combinata tra motore termico e elettrico e normalizzata ai diversi numeri di giri è di circa 200 CV, più che sufficienti per rendere l’auto scattante e briosa anche nell’uso extraurbano. Questo consente all’auto di scattare da 0 a 100km/h in meno di 9 secondi e di superare i 210km/h di velocità massima, i consumi invece, come su tutte le auto ibride sono estremamente variabili in funzione del percorso e dello stile di guida del conducente, infatti possono spaziare su strada dai 4.7 l/100km in caso di percorso misto urbano e extraurbano associato ad un uso oculato del pedale dell’acceleratore, fino agli 7,8 litri/100km in caso di uso autostradale e continue richieste di potenza da parte del pilota. Va sottolineato in questo caso come il peso a vuoto dell’auto di circa 1.850kg renda ancora più interessanti tali valori in termini di efficienza gloale del sistema ibrido di cui è dotata.
Una volta in movimento si può scegliere tra diverse modalità di guida: auto che gestisce in modo autonomo il tipo di erogazione e la risposta all’acceleratore oltre al giusto mix fi potenza erogata dai due motori. La modalità Sport invece predilige una risposta più rapida e diretta la pedale dell’acceleratore oltre fornire il massimo dello spunto in fase di accelerazione. La funzione 4WD è quella preferibile in caso di fondi viscidi, scivolosi o in caso di guida sulla neve o in fuoristrada. L’ultima funzione è quella ZEV (Zero Emission Vehicle) che prevede la trazione affidata esclusivamente al motore elettrico posteriore alimentato da batterie, in questa modalità il motore diesel anteriore resta ovviamente spento, ma si possono percorrere fino ad un massino di 4 chilometri per una velocità che non può superare i 60km/h.
Su strada si apprezza la dolcezza di funzionamento del motore elettrico e il suo avanzare in totale silenzio alle basse andature. Alle alte velocità o quando si avvia il motore diesel il comfort si mantiene ad ottimi livelli e l’auto risulta ben insonorizzata sia dal punto di vista aerodinamico che nell’isolamento dalla vibrazioni del diesel. Il vasto tetto panoramico risulta molto piacevole seppure di tipo fisso e non apribile, si può però oscurare completamente con una tendina elettrica che ne ricopre totalmente la superficie vetrata. Comodi e ben realizzati i sedili anteriori rivestiti da una pelle di buona qualità , mentre il sistema di navigazione necessita di un pò di pratica per essere utilizzato al meglio.
Buona la tenuta di strada, le sospensioni non troppo rigide lavorano in parallelo con le ruote da 18 pollici mentre l’auto evidenzia un buon bilanciamento complice la presenza del motore posteriore che sposta in posizione centrale il baricentro dell’auto. Valido anche l’assorbimento delle asperità stradali grazie alla buona escursione delle ruote: l’interasse non troppo contenuto è di 2.815mm ma l’auto dimostra lo stesso una buona maneggevolezza anche su percorsi più stretti e guidati, in questa situazione forzando un pò l’andatura è inevitabile imbattersi in una certa tendenza al sottosterzo. Mentre sui percorsi più ampi e veloci l’auto si mantiene stabile e molto coerente nel seguire la traiettoria impostata dal pilota. buona anche la frenata che si avvale anche del sistema di recupero energia per ricaricare le batterie, mentre nell’uso in fuoristrada diventa più evidente il supporto offerto dalle 4 ruote motrici seppure su entrambi gli assali non sia presente alcun tipo di autobloccante per il differenziale se non il controllo della centralina tramite il sistema frenante che interviene sulla ruota con minore aderenza e che accusa il maggiore slittamento.
Globalmente possiamo ritenere la 508 RXH un prodotto ben riuscito oltre che un’auto matura nella sua dualità di veicolo ibrido a trazione integrale, infatti le 4 ruote motrici ne estendono il potenziale utilizzo anche in situazioni particolari, come la neve o il moderato fuoristrada, mentre la presenza del motore elettrico e la modalità ZEV la pongono in una posizione preferenziale nell’accesso ai centri storici o alle zone a traffico limitato delle grandi città . Questa doppia faccia della 508 fa da contraltare al buon livello tecnologico di cui è dotata oltre che alla qualità della vita a bordo. Unico neo una gestione poco corretta dei cambi marcia nella modalità sport e dei consumi molto variabili e leggermente penalizzati dal peso dell’auto.






























