McLaren inventa la papaya-roulette e regala il GP del Qatar

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Sicuramente una delle vittorie più apprezzate da Max Verstappen - foto © Red Bull Content Pool

Max Verstappen porta a casa il GP del Qatar: è la sua vittoria numero 70.

Numero incredibile. Un successo che ha conquistato con pieno merito, anche se la strategia della McLaren è stata a dir poco suicida.

Per non scegliere tra Norris e Piastri in Qatar s’è compiuta la scelta peggiore, cioè quella di non effettuare il pit stop in regime di Safety Car.

Un’applicazione delle papaya rules (leggasi: cercare di non fare favoritismi tra Norris e Piastri) che rischia di fare perdere il titolo.

Sarebbe uno spreco assurdo, vista la superiorità dell’auto. Se ne parlerà domenica prossima ad Abu Dhabi, una gara da all in.

RED BULL – 10

Come riescano gli uomini capitanati da Laurent Mekies a ribaltare l’auto in modo tale da risultare vincente quando conta davvero è un caso da studiare.

Per gli appassionati di Formula 1 è anche una fonte di ispirazione e divertimento.

Non dimentichiamo che prima della gara “vera” c’è stata una Sprint nella quale Tsunoda (che non sa ancora se verrà confermato) ha svolto un ruolo da gregario pressoché perfetto.

Nel GP di Losail, in una corsa che ha avuto un solo colpo di scena nella Safety Car al settimo giro, la “chiamata” (ossia la decisione di effettuare il pit stop) è stata perfetta.

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Sul podio di fianco ai raggianti Verstappen e Sainz, un deluso Piastri – foto © Pirelli.com

Detto questo, è chiaro che Max Verstappen si trova probabilmente nel punto più alto della sua parabola sportiva, quello della piena maturità. Il voto non può che essere 10 e lode.

Con soli dieci punti di svantaggio su Norris e alla vigilia della gara finale, come si può non individuare in lui il miglior candidato a vincere il titolo?

Sarebbe il quinto, il più inatteso. Tsunoda il suo compito lo ha assolto nella Sprint, in gara ordina amministrazione, voto 6.5.

MCLAREN – 7

Tra Las Vegas e Losail la squadra diretta da Andrea Stella ha preso due schiaffi di quelli che fanno davvero male.

Non si sbaglia di molto se si dice che dopo la doppia squalifica di Las Vegas, si sarebbe dovuta compiere una scelta tra Norris (che era e rimane in testa alla classifica) e Piastri – che è tornato a vita dopo una lunga parentesi di crisi.

Se così fosse stato, anche la McLaren – come tutti gli altri team – avrebbe potuto fermare i piloti al settimo giro, durante la Safety Car. Prima andava fermato Norris (per evidenti questioni di classifica), poi Piastri, anche se era davanti al compagno.

Invece s’è buttato tutto alle ortiche, con una strategia che ha spalancato le porte alla vittoria di Verstappen. Alla faccia della papaya rules.

Ora Norris è ancora davanti, ma solo con 10 punti di vantaggio. Ad Abu Dhabi può succedere di tutto, anche che Norris vinca il Mondiale.

Ma certamente questo finale, nel quale si sono evitati ostinatamente ordini di scuderia e regole chiare, potrebbe pesare molto sul futuro di tutti a Woking.

In ogni caso, Piastri ha fatto il massimo, ma ormai è pressoché fuori dalla volata finale: voto 7. Norris ha fatto quel che ha potuto (voto 8) e si prepara a vivere una settimana psicologicamente terribile.

WILLIAMS – 8

La squadra diretta da Wolves sta crescendo a vista d’occhio, sebbene la strada per tornare al vertice sia lunga e irta di difficoltà.

Carlos Sainz, alias Smooth Operator (soprannome che lui gradisce), ha disputato una prova maiuscola, rimediando il secondo podio della stagione.

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“Ma sì, hai fatto bene a lasciare la Ferrari” sembra dire Verstappen a Sainz, al termine del GP – foto © Red Bull Content Pool

Ci ha messo un po’ a prendere in mano l’auto, ma alla fine ci è riuscito. Voto 9.

C’è qualcuno che lo rimpiange a Maranello? Mah… Di certo lui, negli anni in rosso, non s’è mai lamentato che a Maranello si faccia la pausa pranzo, come invece ha fatto Hamilton (ma lui non pranza?). Albon comprimario. Voto 6.

MERCEDES – 8

Terza forza acclarata del Mondiale, ma ovviamente non è quello che interessa a Brackley.

Russell (voto 7) non ha brillato. Antonelli è stato perfetto sino all’ultimo giro, quando una sbavatura ha regalato la posizione a Norris. Peccato, ma il voto è comunque buono: 8.

Se poi i due punti che ha regalato (involontariamente) a Norris si riveleranno decisivi, come minimo “Landone” dovrà ricordarsi di lui a Natale…

ASTON MARTIN – 7

La scelta di designare Adrian Newey (progettista puro, probabilmente il migliore in circolazione) nel ruolo di Team Principal ha sorpreso.

È chiaro che in Aston Martin si pensa al 2026, non certo agli ultimi scampoli di questa stagione.

Ma nella squadra si coglie un’aria frizzantina, che sicuramente fa bene, specie al sempreverde Fernando Alonso (voto 8) che rimedia un ottimo piazzamento e punti preziosi.

Stroll (5) comprimario, anche penalizzato.

RACING BULLS – 7

Risultato nel solco di un rendimento costante, nell’arco di una stagione in cui si è scoperto un talento come Isack Hadjar e si è rivitalizzato Liam Lawson.

A Losail entrambi i piloti hanno compiuto il loro dovere. Voto 6.5 a entrambi.

Ora il francese aspetta una chiamata in Red Bull per rimpiazzare Tsunoda, ma a Milton Keynes sono imprevedibili, anche se le asperità di Helmut Marko sono state limitate da Mekies. Si vedrà.

SAUBER – 6,5

Hulkenberg, suo malgrado, senza un errore non eclatante e tuttavia evitabile (ma che lui ha comunque pagato con il ritiro) ha movimentato la gara, imponendo una Safety Car che è stata decisiva.

Però non merita la sufficienza, voto 5. Bortoleto arriva in fondo, cercando di non sbagliare. Voto 6.

HAAS – 6

Ocon colleziona penalità, non sempre per colpa sua, nulla di eccezionale. Voto 5,5.

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Nessun problema per Piastri al via, dalla pole al comando dopo la prima curva – foto © Pirelli.com

Diverso il discorso per Bearman. Chissà perché i commissari di gara lo prendono di mira: la squadra sbaglia al pit stop (non gli fissa una ruota) ma lui resta pressoché fermo nella piazzola e non si vede perché debba subire una penalità, che gli viene puntualmente rifilata. Voto 6,5.

ALPINE – 5

Finale in tono con la stagione.

Colapinto entra nell’incidente decisivo, ma senza responsabilità (né meriti, ovviamente). Ma almeno, una tantum, va meglio di Gasly, però è poco. Voto 5,5 a tutti e due.

PIRELLI – 6

Non bellissimo che sia stato necessario imporre il doppio cambio e 25 giri al massimo per ogni set di gomme.

Ma la pista di Losail è impegnativa e i cordoli terribili: non si potrebbero cambiare? In ogni caso, nessuno ha avuto grossi problemi e questo è un bene.

Spiega Mario Isola, direttore del Motorsport Pirelli: “Tutte le scelte strategiche sono state condizionate dall’ingresso della safety car. La mescola che è stata considerata il miglior compromesso tra aderenza e prestazione è stata la Medium, scelta dalla maggior parte dei piloti per la partenza.

Nonostante quasi tutti abbiano utilizzato la Hard solo per lo stint conclusivo, la C1 avrebbe potuto rivelarsi competitiva anche a metà gara. I tempi registrati indicano che, in alcuni casi, ha offerto prestazioni migliori.

Tutte le mescole hanno comunque mostrato un degrado molto contenuto, consentendo ai piloti di spingere al massimo. Non c’è da sorprendersi che il titolo venga assegnato nell’ultima gara, con tre contendenti di grande valore pronti a sfidarsi per l’ultima volta quest’anno il prossimo weekend”.

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Forse Hamilton durante la gara ha rimpianto la maneggevolezza del suo monopattino… – foto © HP Ferrari Media