Il consiglio di amministrazione del Gruppo Fiat ha approvato la scissione parziale proporzionale attraverso la quale Fiat Spa trasferirà alla nuova Fiat Industrial Spa i business relativi a veicoli industriali (Iveco), macchine agricole per le costruzioni (Case New Holland), motori industriali e marini e i debiti finanziari. Queste attività saranno dunque separate da quelle automobilistiche e dalla componentistica che inglobano Fiat Group Automobiles, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid, Comau e FPT Powertrain Technologies (motori). Come previsto, quindi, Sergio Marchionne vara lo storico spin-off del Gruppo che sarà operativo presumibilmente dal 1° gennaio del 2011.
Le azioni di Fiat Industrial saranno assegnate agli azionisti Fiat sulla base di un rapporto uno a uno. Fiat e Fiat Industrial sbarcheranno poi separatamente a Piazza Affari e opereranno come società quotate indipendenti con rispettivi manager e Consigli di Amministrazione. Come conseguenza dello scorporo, il patrimonio netto di Fiat si ridurrà di 3,75 miliardi di euro, operazione da attuarsi con una riduzione proporzionale del valore nominale di ciascuna categoria di azioni che, alla data del 1° gennaio 2011, sarà pari a 3,50 euro. Il valore nominale di ciascuna categoria di azioni di Fiat Industrial sarà di 1,50 euro e dopo la scissione Fiat deterrà il 3% di Fiat Industrial. Lo spin-off dovrà ora essere approvato dall’assemblea degli azionisti Fiat (oltre che dalla Consob e dalla Borsa Italiana) che molto probabilmente sarà convocata per il prossimo 16 settembre. Fiat Industrial, infine, beneficerà di un nuovo finanziamento dagli istituti di credito fino a quattro miliardi di euro (da finalizzare prima della data prevista dello scorporo), del quale sono protagoniste Barcklays Capital, BNP Paribas, Citi, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank, IntesaSanpaolo, Société Générale Corporate & Investment Banking, The Royal Bank of Scotland e Unicredit Corporate Banking.
















