
Secondo la Treccani il pick-up è un “camioncino o fuoristrada adibito al trasporto di pesi leggeri, con cassone scoperto e sponde basse”.
L’ultima interpretazione della coreana KGM – la nuova denominazione della salvata e rilanciata Ssangyong – di questo veicolo è l’elettrico Torres EVT.

Questo nome è solo per l’Italia visto che quella originale (Musso) in dialetto veneto significa asino, e va molto oltre alla definizione della “bibbia” della lingua di Dante.
In parte fuori, ma soprattutto dentro, il pick-up a zero emissioni è più un veicolo per il tempo libero che professionale.
Nel Belpaese potrebbe essere un ostacolo, visto che ai cassonati è riservata una sola immatricolazione, quella di autocarri N1.
Le restrizioni agli impieghi sono molte, mentre la KGM ne ha immaginate poche, se si escludono guadi profondi e tracciati proibitivi in fuoristrada.
Non a caso lo stesso prezzo costituisce uno degli elementi di potenziale richiamo: da 40.041 euro a trazione integrale e in un allestimento praticamente (quasi) tutto incluso, ma senza Iva e messa su strada.
Più autonomia, più capacità, zero emissioni
Il debutto europeo è avvenuto nei giorni scorsi nei pressi di Francoforte – nel cui circondario si trova anche il quartier generale europeo del costruttore.

L’arrivo in Italia è previsto per la fine dell’anno, secondo i piani dell’importatore e distributore nazionale Atflow, una controllata di Autotorino.
Il pick-up elettrico è lungo 5,16 ed è nato su una piattaforma convenzionale (e non a longheroni, solitamente preferita per questi mezzi) con un peso a vuoto di quasi 2.300 kg.
Monta una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 80,6 kWh che si ricarica tra il 20 e l’80% in 36 minuti e che garantisce un’autonomia vicinissima ai 380 chilometri: chi conduce ha le leve al volante per gestire l’intensità della rigenerazione della frenata.
Dispone di un cassone (illuminato internamente per potere venire sfruttato anche con il buio) con 800 kg di portata ed è accreditato di una capacità di traino di 1.800 con un portellone in grado di sostenere altri 150 kg.
Prestazioni brillanti, abitacolo da prima classe
L’altezza libera da terra è di 181 millimetri e gli angoli d’attacco e uscita sono di 20,2° e 24,3°: off road sì, ma “leggero”, insomma.

La trazione integrale è garantita da due unità elettriche che complessivamente valgono 237 Cv, 177 km/h di velocità massima e una piuttosto impressionante accelerazione da 0 a 100 all’ora di 8”.
Stabile e credibile su strada, si guida con volante esagonale che non nasconde il cruscotto digitale da 12.3”, la stessa dimensione di quello inserito a fianco nella plancia e dedicato a navigazione e infotainment.
Si muove con discrezione, nel senso che è silenzioso malgrado il fondo talvolta di cemento delle autostrade tedesche, e con una certa agilità, anche se le curve strette erano numerose quanto i pozzi d’acqua nel deserto.
La doppia cabina dell’abitacolo (quasi ovattato grazie al generoso ricorso a materiali insonorizzanti e soluzioni fonoassorbenti) è quella di un’auto più che quella di un veicolo da lavoro.
Intanto perché anche la porta posteriore ha dimensioni normali e non è sacrificata come quella di altri pick-up.

E poi perché c’è spazio in abbondanza fra e sopra i sedili. Quelli posteriori sono frazionabili (60:40), reclinabili (fino a 32°) e scorrevoli (fino a 80 millimetri) oltre che addirittura riscaldabili (come quelli davanti).
Muscoli, eleganza e… lunga garanzia
Con un frontale decisamente muscoloso, quasi arrogante, ma con un profilo laterale filante, anche dal punto di vista estetico il Torres EVT si guadagna una certa fiducia.
Se non altro perché sembra molto più compatto di quanto non dica la scheda tecnica.
KGM offre 7 anni o 150mila km di garanzia e dieci o un milione di chilometri sulle componenti ad alta tensione con un’assistenza stradale di 7 anni.

















