
La pioggia ha condizionato il GP di Silverstone, nel bene come nel male. Ma alla fine il verdetto vede ancora una volta la McLaren davanti a tutti, e con una superiorità sconcertante.
McLaren: 10 e Lode
La McLaren di quest’anno gareggia in una dimensione superiore, così superiore che l’acqua sembrava non esserci.
Questa squadra – intendasi l’auto, i due piloti, il muretto box – può vincere sui ghiacci artici, nel deserto del Kalahari, su pista asciutta o bagnata.
Soltanto sabato in qualifica è sfuggita la pole, perché Max Verstappen s’era inventato un colpaccio dei suoi e per di più con un assetto praticamente inguidabile (come poi s’è visto in gara).
Si tratterà di capire quando finirà il duello tra i due piloti e se continuerà ad appassionare sino a fine stagione.

il GP di Silverstone l’ha vinto Lando Norris (voto 10) ed è stata una grande soddisfazione di fronte al pubblico di casa.
Ma soprattutto l’ha persa Oscar Piastri, che nel caos assoluto di una gara piena di colpi di scena, ha commesso un piccolo errore (ha frenato al momento della fine di una Safety Car, 60 bar sul pedale) ed è stato punito con 10 secondi. Voto 9.
“Baby Shark” ha preferito non commentare troppo (“Mi sono messo da solo nei guai e voglio evitarne altri, se parlo mi squalificano per un anno”), ma l’impressione è che la punizione sia stata eccessiva e forse ingiusta.
Lo pensa anche lui, ovvio, ma tant’è, così è andata.
Ed è un piccolo segno di debolezza, di cui Norris potrà approfittare.
Certo, dopo l’erroraccio in Canada, Landone sembrava sotto terra.
Ora è di nuovo sulla cresta dell’onda.
Andrea Stella, come al solito signorile, punta il dito contro la Direzione Gara, fermo e chiaro, ma con stile: “Siamo stati un po’ sorpresi da questa decisione”. C’è da crederci.
Sauber 10
Come contenere la gioia di Mattia Binotto al primo podio con la Sauber-quasi-Audi?
Basti dire che doveva rientrare in Svizzera sabato sera, invece (“sentivo buone sensazioni”) è rimasto, alla faccia degli ingorghi stradali (c’erano 500 mila persone in autodromo…).
Il “suo” è stato il primo motore Ferrari nell’ordine d’arrivo.

Ma è un dato di fatto che l’eroe di giornata è Nico Hulkenberg, anni 37, gare 239 e primo podio in carriera.
E’ emerso tra pioggia, pozze, uscite sui prati, incidenti, Virtual Safety Car e Safety Car.
Era stato ingaggiato perché portasse esperienza, sta facendo molto di più.
E’ il trait d’union tra il presente di una squadra di piccole-medie dimensioni e un futuro da grande marchio. Nico merita 10 e lode.
Bortoleto ha commesso un azzardo, puntando troppo presto sulle slick e finendo contro il muro. Voto 6.
Ferrari 5
La SF-25, dotata del nuovo fondo (che c’era già in Austria, ma quella del GP di Silverstone è una pista più probante), ha convinto al venerdì e al sabato.
In qualifica due piccole sbavature di entrambi i piloti sono state pagate in termini di posizione sulla griglia di partenza.
Discutibile che il Team Principal abbia detto – più o meno – che l’auto era a posto e i piloti hanno sbagliato.
In genere queste sono considerazioni che si fanno a porte chiuse.
La gara per Charles Leclerc (voto 5) è stata terribile: sbagliata la scelta di montare gomme slick prima del via (partendo dalle pit lane), poi un calvario costellato di uscite e rischi molto alti, con tempi sul giro via via peggiori.

E’ andata un po’ meglio a Hamilton (voto 6.5) che ha mixato lampi di antica classe a inevitabili scivolate su una pista spesso al limite.
Ha sognato il terzo posto, ma ci è arrivato solo vicino.

Sull’asciutto, forse la Rossa sarebbe andata meglio.
Si vedrà già sul prossimo tracciato, nientemeno che Spa, una dei più tecnici e probanti dell’intero Mondiale.
Dove, detto per inciso, la pioggia è tutt’altro che infrequente.
Di mezzo ci sarà anche un test (in realtà un filming day, come prevede il regolamento) al Mugello.
Comunque la Mercedes è andata peggio e in termini di Mondiale costruttori La Scuderia ne ha tratto un piccolo vantaggio.
Red Bull 5
In qualche modo che è difficile capire, visto il contesto quasi dadaista di questo GP di Silverstone, Max Verstappen (voto 7) è arrivato quinto, a volte è stato nei primi tre, a volte s’è trovato molto più attardato.

Ma la squadra ha corso un azzardo assoluto scegliendo un assetto super scarico che ha pagato in qualifica, mentre in gara sarebbe stato difficile gestirlo, anche sull’asciutto.
Tsunoda (voto 5) prosegue il suo momentaccio e anche la sua collezione di penalità.
Alpine 7
Franco Colapinto (s.v. in gara, 4 in qualifica) è fortemente a rischio, forse Briatore & C pensano a un grande vecchio come Valtteri Bottas.
Si vedrà.
Pierre Gasly (voto 8) porta fieno in cascina e la squadra di Enstone ha assolutamente bisogno di punti e risultati. Bravo il francese!
Aston Martin 7
Segni di vivacità da parte di una squadra che, un po’ come la Sauber, si candida a diventare una delle protagoniste negli anni a venire.
Per una volta è toccato a Lance Stroll (voto 7) recitare la parte di Fernando Alonso (voto 5.5).
Mercedes 5
Il timing delle chiamate ai box non è mai stato giusto.
Antonelli (voto 5) ha pagato tantissimo la decisione di partire con le slick e nel contesto di una prova non brillante (la seconda di fila, va riconosciuto pur facendo il tifo per lui) è stato tamponato da Hadjar.

Russell si perde e imponendo una scelta sbagliata nel contesto di una pomeriggio da tregenda anche lui paga dazio: voto 4,5.
Haas 6
I due piloti lottano, ma commettono anche errori.
Soprattutto finiscono per urtarsi a vicenda: sono cose che accadono, ma non dovrebbero accadere. Ocon e Bearman, che ha sfiorato la zona punti, oscillano tra 5 e 6.
Williams 6
GP di Silverstone non da protagonisti, ma meglio che in Austria.
Albon lotta e porta punti (voto 6), Sainz pure ma non prende punti (voto 6).
Racing Bulls 5
La crescita dell’auto e della scuderia in questa prima parte del 2025 è un dato assodato, così come restano le ottime impressioni suscitate da Hadjar e – con rendimento non costante – anche da Lawson.
Ma quanto è accaduto in Gran Bretagna è tutto da dimenticare, Lawson (voto 5) fuori gara e Hadjar (voto 5) a muro.
Pirelli 8
Le gomme verdi (quella da pioggia, teoricamente le intermedie, ma di fatto le blu heavy rain non si usano mai) assolvono molto bene al compito assegnato.
Il GP di Silverstone visto da Mario Isola, direttore Pirelli Motorsport:
“Dal punto di vista tecnico possiamo dire che, così com’era accaduto lo scorso anno, quattro delle cinque gomme disponibili sono state utilizzate”.
“Peccato non aver visto all’opera la Extreme Wet perché sarebbe stato interessante vederne il livello di prestazione in paragone all’Intermedia”.
“Quest’ultima è stata la vera protagonista di giornata, dimostrando di essere competitiva sia con tanta acqua in pista sia quando l’asfalto andava asciugandosi, come nel finale di gara”.
“Ovviamente, c’è stato graining e un livello di usura significativo, entrambi dovuti alle condizioni della pista, ma i piloti hanno potuto gestirne l’utilizzo in base allo svolgimento della gara”.
















