EMotion il nuovo progetto di Henrik Fisker

Fisker Surf

EMotion il nuovo progetto di Henrik Fisker. Fisker è sinonimo di supercar ma anche di un percorso industriale travagliato che può essere interessante ripercorrere. Tutto cominciò tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, quando Henrik Fisker lasciò l’inglese Aston-Martin, in quel periodo controllata dall’americana Ford. La figura di Fisker merita un approfondimento: questo designer danese, che all’epoca aveva 41 anni, è stato “autore” di macchine come le Aston-Martin DB9 e V8 Vantage, la BMW Z8 e, successivamente, la poco nota Artega GT.

Fisker Tramonto
Con il marchio Fisker Coachbuild al salone di Parigi del 2006 fu presentata la Tramonto.

Assieme a Bernhard Koehler (ingegnere e progettista, con una maggior vocazione per gli aspetti industriali e precedenti esperienze in posizioni di responsabilità alla BMW ed alla Ford) costituì a Irvine, California, la Fisker Coachbuild che diventò operativa nel gennaio 2005. Con questo marchio nel 2006 realizzò la Tramonto, su pianale e meccanica della Mercedes SL55 AMG, della quale furono prodotti 15 esemplari, e nel 2007 la Latigo CS su base BMW 645i, destinata a rimanere esemplare unico. Sempre nel 2007 partecipò allo sviluppo iniziale della Tesla Model S.

Latigo CS
In veste di carrozziere Fisker realizzò la Latigo CS, su base BMW 645i, che rimase senza seguito.

È possibile che proprio il lavoro preliminare compiuto per Tesla abbia rappresentato “la via di Damasco” verso le auto elettriche. Infatti, ancora in società con Koehler, il 5 settembre 2007 la Fisker Coachbuild si fuse con la Quantum Technologies per dare vita alla Fisker Automotive, con sede ad Anaheim, sempre in California, terreno ideale per il trasporto ecologico. Come disse alla stampa, il suo programma era “dimostrare che un’auto elettrica può essere bella ed eccitante e divertente da guidare”.

VLF Destino V8
La VLF Destino V8 del gennaio 2016: questa volta niente elettrico ma il V8 della Corvette.

La Karma
Nacque così la Fisker Karma, con l’obiettivo di produrre un’automobile chiamata, appunto, Karma e l’obiettivo non dichiarato di fare concorrenza alla Tesla. La Karma fu presentata sotto forma di prototipo al North American International Auto Show di Detroit del gennaio 2008. La Karma è stata definita “elettrica plug-in ad autonomia estesa” con una motorizzazione ibrida basata su un quattro cilindri in linea a benzina General Motors Ecotec LNF a iniezione diretta, con distribuzione VVT (bialbero con valvole ad apertura variabile) di 1998 cm3, 260 HP a 5.300 giri/min e coppia massima di 353 Nm a 2.000 giri/min. La propulsione elettrica era affidata a due motori da 120 kw (161 HP) e coppia di 479 Nm ciascuno, con trazione sulle ruote posteriori, alimentati da una batteria a ioni di litio da 20,1 kW/h. La carica della batteria consentiva una percorrenza di 51 km mentre l’autonomia massima dell’auto era di 370 km.

VLF Force 1
La VLF Force 1 V10 è un modello realizzato in parallelo alla Destino, in questo caso con il V10 della Viper.

La Karma fu pronta per la produzione nel 2011 e in mancanza di adeguate strutture ne fu incaricata la finlandese Valmet (già Saab-Valmet), un’azienda robusta che, tra l’altro, produce le Mercedes classe A e GLC. Evidentemente però il… karma (parola che in sanscrito ha un significato non molto diverso da “destino”) non era favorevole: il fornitore unico delle batterie, A123 Systems, nel novembre 2012 entrò nella procedura fallimentare e la Fisker Automotive dovette sospendere la produzione, dopo che aveva venduto 2.450 macchine, delle quali 1.600 sul mercato USA. Nel marzo 2013 licenziò i dipendenti e, non potendo restituire i finanziamenti ottenuti dal Department of Energy, dichiarò fallimento. Ciò che restava dell’azienda e la proprietà del progetto furono rilevati per 25 milioni di dollari dalla Hybrid Technology. Il tutto il 18 febbraio 2014 è passato sotto il controllo del Warxiang Group cinese, attivo in campo automotive, che un anno prima aveva già acquistato all’asta giudiziaria la A123 Systems.

Prima della chiusura Fisker aveva disegnato ancora la hatchback Surf nel 2011 e la cabrio Sunset nel 2012, destinate a rimanere prototipi, decidendo di affiancare alla Karma un ulteriore modello, l’Atlantic che, date le vicende dell’azienda, rimase senza seguito.

La Karma Revero (senza Fisker)
Divenuto proprietario dei marchi 123 e Fisker Automotive, il gruppo cinese li ha fusi nella Karma Automotive e l’8 settembre 2016 ha lanciato il modello Revero, essenzialmente un restyling della Karma con diversi aggiornamenti.

Nel frattempo, però (nel 2012) era nata un’altra start up, VL Automotive, fondata da Bob Lutz (che aveva ricoperto incarichi ai massimi livelli presso BMW, Ford, General Motors e Chrysler) e dall’industriale Gilbert Villareal. Ad essi si associò Fisker ed il risultato fu la presentazione di una nuova auto, la Destino che, se ci si consente una certa approssimazione per evitare che questa narrazione si trasformi in una “never-ending story”, si potrebbe definire come una Karma con il motore General Motors LS9 da 6,2 litri V8 della Corvette con 658 HP. Nel maggio 2014 VL Automotive si è fusa con Green Tech Automotive (che, tra l’altro, aveva prodotto l’elettrica GTA MyCar) e a questo punto il marchio diventava, nel gennaio 2016, VLF Automotive, con in catalogo la Destino V8 e la nuova Force 1 V10 con il motore Chrysler Viper 8,4 litri da 745 HP (che era in parte una creatura di Lutz).

Fisker EMotion
Un primo schizzo della nuova EMotion, presentato da Fisker nel corso del 2016.

Il ritorno di Fisker
E arriviamo così a oggi: l’indomabile Fisker il 3 ottobre 2016 ha costituito la Fisker Inc., con sede a Los Angeles, con l’obiettivo di produrre una nuova auto elettrica, la EMotion, della quale ha fornito le prime immagini allo scadere del 2016. Il tutto non è stato privo di risvolti giudiziari: nel 2008 parte offesa era stata la Tesla, secondo cui Fisker aveva fruito dell’accesso ad informazioni riservate per “copiare” alcuni aspetti della Model S; il tribunale, però, aveva dato pienamente ragione al designer che aveva ottenuto un risarcimento di 1,14 milioni di dollari. Nel 2016 era stato Fisker ad accusare la Aston-Martin di interferenze con il lancio della Force 1 V10 che, secondo il costruttore britannico, sarebbe stata troppo uguale alla DB10; in questo caso si arrivò ad una composizione amichevole.

Ed eccoci alla nuova Fisker EMotion, per la quale un’anteprima apparsa il 25 ottobre aveva suscitato commenti piuttosto tiepidi sia per le passate disavventure finanziarie e societarie di Fisker sia per la soluzione delle quattro porte con apertura “ad ali di farfalla”, unico aspetto ben visibile nella foto d’anticipazione. Il 4 novembre sono state diffuse immagini più dettagliate.

Fisker EMotion
Le prime foto del prototipo della Fisker EMotion diffuse a fine 2016; la ricerca di ottenere dimensioni esterne compatte ha reso l’auto meno armoniosa dei modelli precedenti.

La presentazione dell’auto definitiva è prevista nel corso del 2017 e quindi, per il momento, non si può andare molto più in là di quanto hanno comunicato i progettisti (che è molto poco). Le Fisker EMotion è un’auto a propulsione elettrica plug-in, con un’autonomia di 644 km ed una velocità massima di 259 km/h; dopo l’esperienza negativa con le batterie a ioni di litio A123 Systems, Fisker ha deciso di costituire un’azienda, la Fisker Nanotech, affidandone la direzione a Jack Kavanaugh (proveniente dalla Nanotech Energy). La nuova società sta lavorando, e a detta di Fisker ha già iniziato la produzione a basso regime, sul concetto delle batterie a grafene; il grafene consente di migliorare le prestazioni dell’accumulatore e – ma non sappiamo se sia questa la formula scelta da Fisker e Kavanaugh – una batteria con anodo in grafene/ossido di vanadio e ioni di litio promette maggiore densità di energia ed autonomia di esercizio; l’impiego del grafene nel catodo, invece, migliora le prestazioni delle batterie al solfato di ferro.

Come si dice sempre in questi casi, è impossibile sapere oggi se la Fisker EMotion sarà realmente costruita in serie e, in caso affermativo, se riuscirà a fare realmente concorrenza alla Tesla. In ogni caso, se avrà successo, potremmo sempre dire: noi sappiamo come è nato tutto ciò…