Changan, il brand cinese che ha studiato in Italia

È vero, visto in modo semplicistico “Changan” non è altro che l’ennesimo marchio cinese pronto ad invadere le strade italiane ed europee.

Ma questa volta c’è qualcosa di diverso, dettagli che stonano un po’ di fronte alla solita fretta di creare clamore & fatturare che è un po’ la cifra dell’automotive.

Base italiana nella capitale del design

Il primo indizio è sufficientemente illuminante: Changan ha preso casa in Italia nel 2003, creando a Rivoli – nella prima cintura di Torino – un Design Center di 3.100 mq, con tanto di aree secretate, che da più vent’anni si prepara al passo ufficializzato proprio in questi giorni: presentarsi agli occhi degli italiani e di quelli spagnoli, seconda fase del progetto “In Europe for Europe”, una discesa che finora ha toccato Germania, Regno Unito, Serbia, Norvegia, Portogallo e Grecia.

La lunga epopea di un colosso

Il secondo indizio è la storia scritta finora, che significa un lungo percorso iniziato nel 1862 come piccola fabbrica di armi per l’esercito diventato uno dei quattro colossi cinesi dell’automobile, con 117 filiali, 21 stabilimenti, 16 centri di ricerca e sviluppo, 180 laboratori e 110mila dipendenti ai quattro angoli del pianeta che una manciata di giorni fa hanno celebrato il traguardo dei 30 milioni di veicoli prodotti.

Visti i tempi che corrono, una sorta di record da incorniciare.

Una storia secolare iniziata a Chongqing, ancora oggi sede del quartier generale di “Changan Automobile Group”, una metropoli modernissima con 4 milioni di abitanti, poco conosciuta da queste parti e nata alla confluenza del fiume Azzurro e lo Jialing.

Una fase di studio necessaria

Una fase preparatoria lunghissima e anomala, necessaria per pianificare un’architettura commerciale che immagina per ogni regione italiana un punto vendita e tre o quattro show room con assistenza after-sales, ognuno collegato ad un magazzino ricambi che sta sorgendo a Verona.

Ma soprattutto, un arco di tempo che è stato concesso agli oltre 300 designer di 31 Paesi diversi per studiare e affinare il diverso palato degli automobilisti europei partendo da Torino, la città dove ancora oggi si respira l’aria buona del design italiano.

Una scelta a doppio senso di marcia, visto che proporre in patria qualcosa che profuma d’Italia ha un forte appeal anche sul pubblico cinese.

A proposito: come da buona tradizione orientale, il nome del brand è l’incontro di due termini cinesi: “Chang”, ovvero di lunga durata, e “An”, pace e stabilità.

Un cappello che sotto lo slogan “Smart you Future”, riunisce diverse linee di prodotto che a stretto giro diventeranno familiari sulle strade italiane: “Deepal”, “Oiyuan” e, in seguito, “Avatr”, la declinazione luxury del marchio.

Due Suv, per iniziare come si deve

Il punto più visibile della road-map silenziosa sono due Suv 100% elettrici di segmento Premium, entrambi concepiti a Rivoli, l’antipasto di un affondo pianificato nei dettagli che nel giro di tre anni porterà nella gamma Changan una sequenza di 8 modelli.

Deepal S05, la “piccola”

Il modello al momento più piccolo della gamma è C-Suv elettrico che ha debuttato all’edizione 2025 dell’IAA Mobility di Monaco.

Lunga 4,59 m, larga 1,9 e alta 1,6, vanta un look sportiveggiante decisamente piacevole fatto di linee e proporzioni morbide, pulite e dinamiche, con dettagli sia interni che esterni sintomo di ricercatezze stilistiche come le maniglie esterne a filo carrozzeria e un imponente tetto in vetro da 1,9 mq.

Il passo di 2,88 m si traduce in spazio abbondante per gli occupanti e i bagagli, con un frunk anteriore da 159 litri e un bagagliaio posteriore che parte 492 per arrivare a 1.250.

A completare gli interni una console centrale isolata a doppio strato da 13 litri e ben 34 vano portaoggetti disseminati lungo l’abitacolo, un tripudio di morbida pelle vegana che riveste volante e sedili.

La plancia, chiaramente di ispirazione “Tesla”, concentra ogni tipo di comando sul sistema “Intelligent cockpit”, un display da 2,5K ultra-HD orientabile da 15,4” che lascia a chi guida i dati essenziali sull’head-up display personalizzabile con realtà aumentata.

Il sistema, basato sulla piattaforma “Qualcomm” con aggiornamenti on-the-air, assicura i soliti collegamenti Apple e Android e racchiude 17 sistemi di assistenza Adas con funzioni di guida autonoma di livello 2.

Disponibile in due varianti, con trazione posteriore o integrale, nel primo caso presenta un motore elettrico sincrono a magneti permanenti sull’asse posteriore con 200 kW di potenza e 290 Nm di coppia.

L’AWD aggiunge un secondo motore sull’asse anteriore da 120 kW e 212 Nm.

Per entrambe batteria LFP ad alta tensione da 68,8 kWh e tecnologia “Golden Shield”, per un’autonomia dichiarata di 485 per la due ruote motrici e 445 per l’integrale, e 180 km/h di velocità massima.

Deepal S07, grandi forme per grandi viaggi

La sorellina più grande, lunga 4,75 m, larga 1,93 e alta 1,62, non differisce molto dalla precedente, se non per dettagli che la puntano verso l’alto di gamma.

Superfici fluide, linee eleganti, ed elementi a Led come la lunga fascia che attraversa il posteriore, sono elementi utili a dare carattere.

All’interno, lo stesso display orientabile da 15,4” è reso ancora più potente dal chipset Qualcomm “Snapdragon 8155”, che oltre a trasferire sull’head-up display le informazioni necessarie a chi è alla guida, include i comandi gestuali e gestisce un sistema di telecamera a 360° con visuale trasparente del telaio per facilitare i parcheggi e una dotazione completa di Adas.

Nell’abitacolo, la cura dei dettagli si fa sartoriale e di chiara ispirazione navale, con dettagli raffinati come i finestrini privi di cornice, le tendine parasole elettriche e il discreto tasto di apertura delle portiere sul bracciolo in simil legno.

Le misure catastali maggiori ritoccano anche la capacità del funk (125 litri) e quella del bagagliaio (da 510 a 1.385).

Sotto ai sedili si estende una batteria agli ioni di litio ternaria da 79,97 kWh con percorrenza dichiarata di 475 km (ciclo WLTP) e monitorata di continuo da un sistema di diagnostica machine learning che controlla temperatura e tensione.

A beneficiarne è il motore da 160 kW con 320 Nm di coppia e 180 km/h di velocità massima.

Test su strada

La prova, per quanto insufficiente con tempo e percorrenza per riuscire a testare la vettura in modo completo e articolato, ha confermato l’idea di due Suv piacevoli da guidare e reattivi quando serve.

La vocazione è prettamente familiare e da lungo viaggio, dove chi viaggia è coccolato da una particolare silenziosità, perfino superiore a quella che d’ufficio garantiscono le vetture elettriche.

I prezzi

La S05, disponibile in tre versioni (Pro, Max e AWD), è proposta – rispettivamente – a 36.900, 39.900 e 42.990 euro, mentre la S07, un modello per un solo allestimento, sale a 44.990.

Entrambe sono coperte da garanzia 7 anni/160.000 km sul veicolo e 8 anni/200.000 km sulla batteria.