
2015 Mustang Shelby GT350 – La nuova GT350 e la successiva GT350R sono il frutto del recente impegno di Ford nella realizzazione di vetture “track ready”, ossia di auto pronte per la pista, ma utilizzabili tutti i giorni senza problemi di sorta.
La Shelby GT350 nasce quindi con intenti particolarmente aggressivi e mantiene le promesse fatte. Anzi, va ben oltre. Il tutto grazie ad alcune soluzioni clamorose come il sistema di adattamento continuo del sistema di sospensione, l’adozione di freni di grosse dimensioni, particolari soluzioni aerodinamiche e un motore di 5.2 litri che è una vera novità in virtù dell’albero motore piatto, cosa inconsueta per un V-8 a stelle e strisce.
Il motore: tanta paura per nulla
La notizia sull’utilizzo dell’albero motore piatto aveva generato un po’ di smarrimento, soprattutto tra coloro che nel prodotto Mustang avevano visto sempre la classica filosofia americana, alla base della quale c’è sempre stato il noto brontolio del V-8 yankee con manovelle a 90°. In Ford però il problema era già noto, tanto che a detta degli stessi vertici dell’Ovale, l’ultimo dei pensieri sarebbe stato consegnare al pubblico una Mustang che avrebbe suonato come una Ferrari. Il risultato è una Mustang che suona come una… Mustang. Anzi. Come una Mustang pronta ad esprimere un potenziale enorme, tale da spaventare machi e modelli ben più blasonati, ma solo sulla carta.
Il telaio: una delle sue specialità
Tra la Shelby Mustang GT350 e una normale Mustang GT ci sono grandi differenze. Per quanto riguarda il telaio, per esempio, troviamo una carreggiata frontale più larga di 35 mm. Per qualcuno potrebbe sembrare poca cosa, ma questo cambiemento ha imposto di modificare ogni elemento del frontale rispetto alla sorella minore GT. E se vogliamo essere ancora più precise l’unica cosa rimasta invariata, forse, sono i proittori anteriori. E diciamo forse perché sebbene i gruppi ottici siano i medesimi, sono stati montati 25 mm più in basso. Tutte queste modifiche hanno imposto un intervento pesante sull’intera aerodinamica della vettura, senza mai trascurare il design. Da questo genere di considerazioni prendono origine proprio gli estattori previsti sui parafanghi anteriori. A loro vengono imputati due compiti importantissimi, l’uno funzionale, l’altro puramente estetico. Per quanto riguarda il primo, ovviamente, il compito è estrarre aria calda dal vano motore. Ma poi, avendo allargato così tanto la carreggiata e quindi i parafanghi, serviva un concetto formale che potesse riprendere la continuità con le linee della portiera. E per chi ancora non fosse convinto della finezza degli interventi portati a segno sulla Mustang Shelby GT350, basti sapere che la stessa griglia anteriore contribuisce a migliorare la rigidezza complessiva del corpo vettura. Questa griglia è stata realizzata con le recenti tecniche di stampaggio ad iniezione e si tratta di un componente in materiale composito (fibra di carbonio). Rimanendo sempre sul fronte dell’aerodinamica, qualche attenzione particolare la merita anche il posteriore. Il progetto originale della Mustang in edizione 2015 è stato portato a compimento tenendo in debito conto tutte le necessità aerodinamiche, tanto che la vettura, malgrado le prestazioni, non ha bisogno di avere un vero e proprio spoiler posteriore. Sulla Shelby GT350, però, era necessario fare un intervento sull’aerodinamica posteriore in virtù dell’incremento notevole di prestazioni. In Ford, però, sia gli ingegneri, sia i designer non volevano un elemento invadente come può essere uno spoiler. La galleria del vento e, lo ripetiamo, l’ottimo progetto iniziale, hanno permesso di ottenere le prestazioni cercate con un semplice nolderino (quello che spesso gli americani chiamano una Gurney strip).
Il comparto sospensioni ha portato una grande novità, almeno nel mondo Ford. Il sistema denominato MagneRide sfrutta la reologia del fluido presente negli ammortizzatori per modificare in tempo reale le doti di smorzamento. Si tratta di una tecnologia usata già da moltissimo tempo da altri costruttori come, per esempio, GM e Ferrari, ma per Ford, com appena detto, è una primizia assoluta. La gestione del grando di smorzamento è affidato ad un sistema di decisione che si basa sull’analisi di più sensori per determinare lo smorzamento più corretto. Vengono analizzati elementi come l’angolo di imbardata, l’angolo di sterzo, l’accelerazione laterale. Si faccia attenzione ad un fatto importante: il sistema che sovrintende il controllo delle sospensioni gestisce anche l’intervento del controllo di stabilità e trazione, la risposta dell’acceleratore e ovviamente l’ABS.
Poi ci sono quei cerchi neri di 19″ che sono tutto un programma. Belli, perfettamente armonizzati con il resto, ma la scelta del colore, incredibile a dirsi, è stata fatta non tanto per questioni estetiche, ma per una scelta a metà strada tra l’estetica e il funzionale. Le pastiglie scelte dai tecnici Ford sono talmente morbide che producono in breve tempo moltissima polvere, sporcando i cerchi all’inverosimile. I freni, tra l’altro, sono Brembo con pinze a sei pistoncini davanti e quattro pompanti dietro.
E il resto?
È vero, c’è ancora tanto di nuovo, come i sistemi di bordo per misurare i dati prestazionali e le statistiche più ricercate (dati di accelerazione, frenata, tempi sul giro). E per ottenere la prestazione assoluta in accelerazione ecco comparire anche il launch control. Dovrete solo preoccuparvi di giocare con la frizione, perché il sistema di controllo porta la velocità di rotazione del motore tra i 3.000 giri/min e i 4.500 giri/min garantendovi il massimo grip disponibile.



















