
1957 Ford Skyliner, un concentrato di tecnologia – Nel 1957 gli italiani si stavano motorizzando grazie alla Fiat 500 dell’Ing. Giacosa. Dall’altra parte dell’Atlantico, le automobili erano tutt’altra cosa, così come lo era la tecnologia, molto più avanzata di ciò che potevamo toccare con mano in Europa. E fu proprio nel 1957 che Ford mise sul mercato la Skyliner, un’automobile a due porte di categoria full-size, come amarono sempre chiamarle gli americani, con hardtop retraibile. L’allestimento Skyliner della gamma Fairlane venne prodotta dal costruttore di Dearborn per tre anni di
fila a partire dal già citato 1957. Con la Skyliner, Ford si esibì in un esercizio tecnico che è rimasto memorabile. La sua particolarità, infatti, fu proprio il sistema di apertura e chiusura dell’hardtop, qualcosa di inarrivabile per chi come noi si doveva accontentare di una Fiat 500. Il meccanismo di gestione dell’hardtop della Skyliner, tra l’altro, fu prerogativa assoluta di Ford, tanto che lo stesso costruttore non pensò mai di offrirlo attraverso gli altri suoi marchi. Fu così che Lincoln, Mercury, e anche Edsel, dovettero assistere a questa
escalation di tecnologia senza poterci mettere sopra le mani. La cosa fu clamorosa, se si pensa che i brand appena elencati appartenevano alla produzione di lusso messa in campo dalla Ford Motor Company, che di fatto ne era la proprietaria. Tra i dettagli tecnici di maggior interesse, ce ne fu uno che fissò la posta in gioca a valori molto più alti: a differenza di ciò che si vide in quel periodo, infatti, il sistema di movimentazione dell’hardtop della Skyliber non faceva uso di sistemi idraulici, ma il tutto era affidato ad una complessa organizzazione di motori elettrici. Le foto che vedete in questo articolo fanno riferimento ad un esemplare unico che potete trovare al Forney Museum of Transportation di Denver in Colorado. La vettura abbandonata in una roggia desolata in Colorado fu portata a nuova vita grazie ad un articolato restauro da parte del Mile Hi Skyliners Car Club. Alcuni dei pannelli della scocca sono stati sezionati per mettere in luce l’intricata serie di componenti che concorrono all’apertura e alla chiusura dell’hardtop. Tra i tanti, ricordiamo i sette motori elettrici, i tredici interruttori, i dieci solenoidi e i 610 ft di cavi elettrici (quasi 186 metri). Incredibile se pensate l’epoca in cui fu realizzata.
Come molti sanno, gli anni ’50 furono un periodo di grande fulgore per l’automobilismo americano. La fuel-economy e le emissioni non erano certo un problema, tanto che anche le motorizzazioni erano tutt’altro che parche. E la guerra del Kippur che avrebbe messo in ginocchio anche l’automobilismo americano sarebbe stato ancora una storia lontana (inizio anni ’70). Tornando brevemente ai motori, si partiva dal più piccolo, dove il termine piccolo è un eufemismo, 4.5 litri da 190 HP per finire al 5.8 litri da 300 HP. Tutti i motori offerti erano in configurazione V-8 e su questo
non avevamo dubbi. Il consumo medio di una Ford Skyliner si aggirava sulle 15 mpg, miles per gallon, corrispondenti a circa 6 km/litro.
In ogni caso, il modo più corretto per giudicare auto di questa portata rimane uno solo: contestualizzarle all’interno del periodo storico e del paese in cui vennero costruite e utilizzate. Agli occhi di un europeo potrebbero sembrare automobili esotiche, con velleità strane e poca sobrietà. Ma l’America del tempo era quella della baby boom generation e il paese ostentava tutto quello che poteva immaginare e sognare. Le considerazioni più pratiche, invece, dovrebbero riguardare la tecnologia messa in campo, avanzatissima per l’epoca.
Foto: Stefano Lazzarino


















