sabato 16 Maggio 2026 - 17:38:24

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Volvo EX60, il SUV elettrico che pensa veloce

EX60
La nuova EX60 durante l'anteprima italiana al Volvo Studio di Milano - foto © Volvo

Per anni l’auto elettrica è stata giudicata sempre con le stesse tre domande, cioè quanta strada fa, quanto ci mette a ricaricare e quanto costa.

La nuova Volvo EX60 prova a rispondere a tutte e tre in un colpo solo, ma ne aggiunge una quarta, più interessante.

E cioè la capacità di trasformare un SUV premium in una piattaforma intelligente, capace di elaborare dati, dialogare con il guidatore e alzare il livello della sicurezza.

È qui che la EX60 smette di essere soltanto una novità di prodotto e comincia a diventare un’auto da osservare con attenzione.

Prima italiana al Volvo Studio di Milano

La EX60 è costruita sulla nuova piattaforma elettrica SPA3, un’architettura sviluppata per veicoli “nativi elettrici” e pensata per migliorare insieme efficienza, modularità e capacità di evoluzione software.

Un vero salto di generazione, un progetto nato per sfruttare fino in fondo i vantaggi di una EV moderna.

La nuova base tecnica consente infatti di integrare soluzioni come la tecnologia cell-to-body, i motori elettrici di nuova generazione sviluppati internamente e il mega casting, tutti elementi che riducono il numero di componenti, tagliano peso, aumentano la rigidità strutturale e migliorano l’efficienza energetica.

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foto © Volvo

Il risultato secondo Volvo è che l’impronta di carbonio della EX60 è paragonabile a quella della più compatta EX30, un dato particolarmente interessante se rapportato a dimensioni e categoria del modello.

L’elettrica che toglie ansia

Se oggi ci sono ancora elementi che condizionano l’acquisto di un’auto elettrica (autonomia e tempi di ricarica) Volvo ha costruito la EX60 proprio partendo da loro.

La gamma è articolata in tre versioni, P6 Electric, P10 AWD Electric e P12 AWD Electric.

Le autonomie dichiarate WLTP arrivano rispettivamente fino a 620 km, 660 km e 810 km.

Sulla ricarica, la EX60 sfrutta un’architettura a 800 volt che consente di recuperare fino a 340 km in 10 minuti nel caso della P12, usando colonnine HPC da 400 kW.

Per P10 e P6 i valori dichiarati sono nell’ordine di 325 km e 305 km in dieci minuti. Sono cifre che collocano il modello in una zona molto competitiva del mercato europeo, specialmente per un SUV medio-lusso.

La soglia dei prezzi

C’è poi il tema, più sottile e delicato, del prezzo di vendita.

In Italia la P6 Plus parte da 65.350 euro, una soglia che Volvo ha voluto posizionare in allineamento con l’offerta plug-in hybrid del marchio.

È una scelta industriale e commerciale per “normalizzare” il passaggio all’elettrico, evitando che il full electric venga percepito come un salto economico proibitivo.

EX60
foto © Volvo

E il segnale che qualcosa si muove davvero arriva dagli ordini, in quanto in Volvo affermano che la raccolta in Europa è andata oltre le previsioni iniziali, tanto da spingere Volvo a rivedere i programmi produttivi del 2026.

Numeri che contano

Versione Trazione Autonomia WLTP Ricarica in 10 minuti
Volvo EX60 P6 Plus Posteriore fino a 620 km fino a 305 km
Volvo EX60 P10 AWD Integrale fino a 660 km fino a 325 km
Volvo EX60 P12 AWD Integrale fino a 810 km fino a 340 km

Un’auto “software-defined”

Ma la parte forse più interessante di questa vettura, per chi guarda con attenzione alle nuove tecnologie è un’altra.

La Volvo EX60 è un’auto profondamente definita dal software e quindi non bisogna solo più parlare di kWh, ma di potenza di calcolo, sensori, sistemi operativi, aggiornamenti OTA e intelligenza artificiale applicata alla guida.

Il sistema centrale della EX60 è in grado di eseguire oltre 250mila miliardi di operazioni al secondo. Al di là dell’effetto “wow”, tanta capacità computazionale serve per elaborare in tempo reale i dati provenienti dai sensori esterni e interni, migliorando percezione dell’ambiente, reattività dei sistemi ADAS, fluidità dell’interfaccia e funzioni di bordo basate su IA.

Una vettura contemporanea che guarda al futuro

Cuore innovativo della vettura è la piattaforma NVIDIA DRIVE con DRIVE AGX Orin su sistema operativo DriveOS, affiancata dalla nuova Snapdragon Cockpit Platform e dalla Snapdragon Auto Connectivity Platform di Qualcomm.

A governare il tutto c’è HuginCore, il sistema centrale sviluppato internamente da Volvo per supportare l’approccio human-centric del marchio e l’evoluzione continua del veicolo tramite aggiornamenti over-the-air.

In parole semplici, la EX60 nasce come un oggetto tecnico aggiornabile, capace di migliorarsi nel tempo non solo nelle funzioni di intrattenimento ma anche nella logica dei sistemi.

L’hardware resta fondamentale, ma il valore aggiunto si sposta sempre di più nel modo in cui il software interpreta il mondo, lo traduce per il guidatore e interviene quando serve.

Con Gemini l’interfaccia uomo-macchina cambia passo

Un’altra novità è l’integrazione di Gemini, il nuovo assistente AI di Google, fornito di serie sulla EX60.

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foto © Volvo

In teoria può sembrare l’ennesima evoluzione del comando vocale, ma in pratica se il sistema manterrà davvero la reattività promessa da Volvo, il salto è assai più interessante.

Volvo parla di una conversazione naturale con l’auto, con possibilità di gestire funzioni complesse senza togliere le mani dal volante o gli occhi dalla strada.

Chiedere indicazioni partendo da una prenotazione trovata nelle e-mail, verificare se un oggetto acquistato possa entrare nel vano bagagli, oppure organizzare un itinerario di viaggio.

È il passaggio dal classico assistente “a comando” a un’interazione più contestuale, più semantica, più vicina a un vero copilota digitale.

E su una vettura tecnica e premium, è esattamente il tipo di evoluzione che ci si aspetta oggi da una HMI di nuova generazione.

In realtà molte Case stanno promettendo un’auto sempre più “conversazionale”, la differenza si misurerà nella rapidità, nella precisione delle risposte e nella reale utilità durante la guida.

Ma la direzione presa da Volvo è chiara e il brand sembra aver deciso di imboccarla senza esitazioni.

Sicurezza, la cintura diventa intelligente

Poi c’è Volvo che torna a fare Volvo, cioè a parlare di sicurezza non come accessorio ma come “core” dell’auto.

La EX60 introduce la prima cintura di sicurezza multi-adattiva del marchio, una soluzione che usa i dati raccolti dai sensori dell’auto e la capacità di elaborazione del sistema per personalizzare la risposta della ritenuta in funzione del profilo dell’occupante e delle caratteristiche dell’urto.

Altezza, peso, corporatura, posizione sul sedile, severità e tipo d’impatto.

Tutti sono parametri che concorrono a definire l’intervento con una protezione diversa per ognuno, calibrata sul singolo caso.

È un’innovazione interessante perché porta nell’ambito della sicurezza passiva una logica adattiva finora rara. E diventa un modo simbolico per proseguire il lungo rapporto tra Volvo attorno e le cinture di sicurezza, che parte dalla celebre cintura a tre punti introdotta sul mercato nel 1959 e arriva oggi a una capace di “capire” chi sta proteggendo.

EX60 Cross Country, stessa base ma più libertà

Volvo ha annunciato anche la EX60 Cross Country, versione che trasferisce nel mondo elettrico una tradizione presente nella gamma svedese dal 1997.

Qui il tema non è soltanto estetico – passaruota specifici, piastre di protezione in acciaio inox, dettagli specifici e tinta esclusiva Frost Green – ma anche funzionale.

La Cross Country sarà disponibile in versione P10 AWD Electric con autonomia fino a 640 km, nei due allestimenti Plus First Edition e Ultra First Edition, con prezzi rispettivamente di 71.450 euro e 78.400 euro.

Dal punto di vista dinamico, guadagna 20 mm di altezza da terra rispetto alla EX60 standard.

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foto © Volvo

E grazie alle sospensioni pneumatiche, il guidatore può aumentare ulteriormente l’altezza di altri 20 mm oppure abbassare la vettura per favorire aerodinamica, efficienza e stabilità alle alte velocità.

È una soluzione valida, che abbina immagine outdoor e necessità molto concrete di gestione energetica.

Produzione, arrivo sul mercato e prospettive

La produzione della nuova EX60 inizierà ad aprile 2026 nello stabilimento Volvo di Torslanda, in Svezia.

Le consegne delle versioni P6 e P10 sono previste da luglio 2026, mentre la P12 arriverà successivamente. La EX60 Cross Country, invece, inizierà le consegne nel 2027.

Dal punto di vista commerciale, queste tempistiche sono tutt’altro che casuali.

Il segmento dei midsize SUV è uno dei più importanti in Europa e Volvo sa perfettamente che qui si gioca una partita importante per la capacità del marchio di traghettare la sua clientela storica verso una nuova idea di automobile premium.

Il punto, alla fine, è proprio questo. La nuova Volvo EX60 non colpisce solo perché promette tanta autonomia o ricariche molto rapide.

Prova a tenere insieme tre mondi che spesso viaggiano separati: la concretezza dell’ingegneria elettrica, la sofisticazione dell’architettura software e la visione storica di Volvo sulla sicurezza.

L’auto elettrica si porta ancora dietro la fama di “less is more”, meno rumore, meno emissioni, meno complicazioni meccaniche ma anche meno spontaneità, meno identità, meno relazione con chi la guida.

La EX60 prova invece a spostare il discorso da “che cosa si perde” a “che cosa si guadagna”. Un’auto che ricarica in fretta, che elabora dati in tempo reale, che dialoga con il guidatore, che personalizza la protezione e che vuole ridefinire il concetto stesso di SUV tecnico di fascia alta.

Le auto più interessanti sono sempre quelle che non si limitano a seguire un’epoca, ma la interpretano.

E questa Volvo, nel suo silenzio elettrico e nella sua intelligenza digitale, sembra volerci dire che il futuro è certo una questione di batterie ma sicuramente anche di visione.

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foto © Volvo