lunedì 25 Maggio 2026 - 16:12:14

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BYD ATTO 2 DM-i, il Suv che cambia le regole dell’ibrido

Ci sono i marchi cinesi, tanti (per qualcuno perfino troppi), e poi c’è BYD, uno dei colossi asiatici dell’automotive, talmente solido, aggressivo e forte di 65mila brevetti registrati da poter pensare a passi destinati a fare poca, come il possibile arrivo in Formula 1 e/o perché no, magari all’acquisizione di un marchio europeo storico.

Quanto ci sia di vero sarà la storia a dirlo, per adesso restano fantasie, anche se i cinesi non sono esattamente un popolo di sognatori: quando svelano qualcosa è perché hanno già deciso tutto. O quasi.

Ma nel panorama automobilistico europeo, dove ogni nuovo modello a volte sembra nascere per riempire una casella di mercato già affollata a sufficienza, la BYD ATTO 2 DM-i ha ambizioni decisamente più alte.

Non si limita a entrare nel segmento dei SUV compatti, quello dove si fanno i volumi veri e che vale il 30% del mercato, ma come sempre lo fa giocando la carta dell’ambizione, che questa significa rimettere in discussione i principi dell’ibrido plug-in spostando il baricentro tecnologico verso un’esperienza di guida che sia sempre più vicina a quella di un’elettrica. Non proprio roba da niente.

E tutto questo seguendo una delle più preziose magie del marchio di Shenzhen: proporre soluzioni avanzate ma senza alzare l’asticella dei prezzi, perché è lì che si gioca la partita vera.

Ma questo, precisano e ribadiscono i vertici italiani, non significa essere un marchio low cost, piuttosto una tech company in grado di mescolare lussi, dettagli, attenzioni e tecnologie senza alcun bisogno di alzare i listini.

Il risultato è un modello pensato per il pubblico europeo — in particolare italiano — che unisce dimensioni cittadine, autonomia da lungo viaggio e contenuti tecnici di livello superiore alla media del segmento.

Il design dell’equilibrio

La ATTO 2 DM-i si presenta con un design che non ha voglia di stupire a tutti i costi, ma costruisce un’identità propria attraverso proporzioni equilibrate e dettagli mirati.

In poco più di 4,3 metri di lunghezza, 1,8 di larghezza e 1,6 di altezza mantiene una presenza scenica compatta, solida e in linea con i dettami della mobilità urbana europea.

A dominare il frontale i fari full LED sottili e allungati che incorniciano una griglia più ampia rispetto alla variante elettrica dando così risalto alla doppia anima tecnologica del modello.

Il paraurti, con prese d’aria verticali e superfici scolpite, non è un puro esercizio da centro stile ma fa la sua parte nell’efficienza aerodinamica.

La vista laterale gioca sulla dinamicità delle linee, con un tetto che sembra sospeso e una superficie vetrata ben proporzionata, mentre al posteriore la firma luminosa con motivo ispirato ai tradizionali “Chinese knot”, i nodi cinesi, diventa un elemento distintivo del marchio, collegata da una fascia luminosa che amplia la percezione della larghezza.

Lo spoiler superiore, discreto, completa un insieme che punta più alla modernità che sull’aggressività.

Quattro, per finire, i colori carrozzeria: Time Grey, Skjin White, Obsidian Black e il nuovo Midnight Blue, creato appositamente per le Super-Hybrid.

Digitale, ma con misura

È entrando che diventa chiaro un raffinato studio messo in pratica per riuscire ad offrire un ambiente tecnologico ma non freddo, quanto piuttosto accogliente e senza cadere nella tentazione di trasformare l’auto in un gadget su ruote.

Lo spazio è uno dei punti di forza del progetto, merito di un passo generoso (2,6 metri) che consente una buona libertà di movimento anche per i passeggeri posteriori.

A dominare la plancia uno schermo Full LCD da 8,8” dietro al volante e un secondo touch screen al centro da 12,8” a orientamento orizzontale (e per adesso non ribaltabile) dedicato all’infotainment, che integra funzioni di connettività avanzate e “Hy BYD”, il nuovo assistente vocale evoluto, ma senza ricorrere ai soliti ChatGPT o Google Gemini, quanto piuttosto affidandosi ad un’Intelligenza Artificiale propria, fatta in casa da BYD come quasi tutto il resto.

Le finiture e i materiali contribuiscono a creare un’atmosfera di qualità superiore alle aspettative del segmento: le versioni più complete aggiungono elementi orientati al comfort, come il tetto panoramico in vetro, i sedili riscaldati e la ricarica wireless ad alta potenza per dispositivi mobili.

Anche la praticità è stata considerata con grande attenzione: il bagagliaio offre una capacità che parte da 425 litri per attestarsi sui 1.335 abbattendo l’abbattibile.

La nuova grammatica del plug-in

Ma il vero punto di svolta della ATTO 2 DM-i è il sistema “Super Hybrid Dual Mode”, una soluzione che giunta alla quinta generazione vuole voltare pagina alla tradizionale logica delle ibride plug-in.

Qui il motore elettrico ad alta efficienza da 197 CV è il vero protagonista della scena, mentre l’unità termica Xiaoyun da 1,5 litri quattro cilindri aspirato da 98 CV interviene principalmente come supporto energetico o per garantire autonomia nelle lunghe percorrenze.

Una soluzione che consente di mantenere una guida fluida e silenziosa per gran parte del tempo, con un’autonomia in modalità elettrica che può arrivare fino a 90 km. Sommando la carica completa e il pieno di carburante, la percorrenza complessiva si avvicina ai 1.000 km, aprendo le porte anche ai viaggi impegnativi.

A completare il quadro tecnologico il cambio automatico e-CVT a variazione continua che dal tunnel centrale si è spostato dietro al volante e l’ormai celebre “Blade Battery”, la batteria litio, ferro, fosfato giunta alla versione 2.0 e al momento disponibile sull’ormai prossima Denza Z9GT.

Dal punto di vista prestazionale, la ATTO 2 non punta su numeri estremi ma su un equilibrio convincente tra brillantezza e comfort, sintetizzati in 180 km/h di velocità massima.

All inclusive, senza sorprese

Uno degli elementi distintivi dell’offerta BYD è la tendenza a minimizzare la differenza fra le diverse versioni: tecnologia e sicurezza sono parte integrante e non optional da aggiungere.

Già dalle versioni di ingresso, il SUV offre un pacchetto completo di sistemi di assistenza alla guida, progettati per migliorare la sicurezza attiva e ridurre lo stress nei viaggi quotidiani.

Due le configurazioni, la versione entry level “Active”, dotata di batteria da 7,8 kWh con 122 kW di potenza che offre 40 km di autonomia in elettrico e 930 totali, e la “Boost”, con batteria da 18 kWh con 156 kW di potenza, 90 km in elettrico e 1000 complessivi, dotata di caricatore AC da 6,6 kW per ricariche rapide dal 15 al 100%.

Le versioni superiori introducono funzionalità più sofisticate, come il “Vehicle-to-Load”, la possibilità di utilizzare la batteria del veicolo per alimentare dispositivi esterni, soluzione che evidenzia il modo in cui la mobilità elettrificata stia trasformando l’auto in uno snodo energetico multifunzionale.

Insieme a prezzi che – come confermato dai 10mila ordini arrivati sulla fiducia – difficilmente passeranno inosservati (23.900 e 26.500 euro in fase di lancio) e la garanzia estesa su veicolo e batteria, rispettivamente a 6 anni o 150mila km e 8 anni o 250mila km, diventano un’ulteriore nota di tranquillità per un pubblico che tutto cerca nella vita tranne complicazioni da chiudere in garage.

Più elettrica di quanto sembri

Al volante, la ATTO 2 DM-i è fortemente influenzata dalla componente elettrica, con una risposta immediata all’acceleratore e una silenziosità tipica dell’elettrico puro che aiuta a creare un senso di relax anche nel traffico più intenso.

L’assetto privilegia il comfort, con sospensioni capaci di assorbire efficacemente le asperità dell’asfalto e una taratura generale orientata alla facilità d’uso.

Lo sterzo leggero e progressivo rende la vettura intuitiva, soprattutto nei contesti urbani e nei parcheggi.

Quando il motore termico entra in funzione lo fa con discrezione, senza alterare la fluidità complessiva della marcia.

Più che la seconda generazione di un modello fondamentale, la ATTO 2 DM-i rappresenta un tassello importante nella strategia di espansione europea di BYD: il tentativo di ridefinire il ruolo delle ibride plug-in offrendo una via alternativa.

Una proposta che non chiede di scegliere tra elettrico e termico, ma prova a far convivere entrambi in un equilibrio più maturo e, soprattutto, più vicino alle esigenze degli automobilisti europei.

LA SCHEDA TECNICA

Tecnologia – Super Hybrid DM-i Dual Mode

Motore termico – Xiaoyun quattro cilindri 1.5 litri

Efficienza termica – 43,04%

Lunghezza/larghezza/altezza – 4.330/1.830/1.675 mm

Passo – 2.620 mm

ACTIVE

Batteria – 7,8 kWh

Potenza – 122 kWh

Autonomia elettrica – fino a 40 km

Autonomia totale – fino a 930 km

BOOST

Batteria – 18 kWh

Potenza – 156 kW

Autonomia elettrica – fino a 90 km

Autonomia complessiva – fino a 1.000 km

Velocità max – 180 km/h

Bagagliaio – da 425 a 1.335 litri

Peso a vuoto – 1.510-1.620 kg