
Le motorizzazioni ibride e ibride plug-in stanno pian piano prendendo il posto di quelle a gasolio nei listini e nei mix di vendita di molti costruttori, ma non di tutti: Volkswagen Tiguan eHybrid, che completa la gamma del suv compatto best seller del marchio arrivando contemporaneamente anche su Golf e Passat, approda infatti in un listino che continua a proporre tutte le opzioni, per quanto la sua importanza nel mix stia crescendo.
Già con la generazione precedente, infatti, Tiguan si è rivelato uno dei modelli più apprezzati della produzione Volkswagen anche nella variante eHybrid. Un top di gamma che oggi torna sul modello di nuova generazione, lanciato a primavera, aggiornato e migliorato sia nell’efficienza sia nella praticità. Sette le versioni proposte, frutto della combinazione di due livelli di potenza, 204 e 272 CV, e cinque allestimenti Life, Edition Plus, Elegance, R-Line, R-Line Plus. La versione base li offre tutti quanti, mentre quella al top è disponibile soltanto con gli ultimi due. Il range di prezzi va da 50.100 a 59.100 euro.
Volkswagen Tiguan eHybrid, come è fatta
Le differenze principali di Volkswagen Tiguan eHybrid rispetto alle altre motorizzazioni sono limitate alla presenza del secondo sportello, per la presa di ricarica, e alla riduzione del volume di carico, che comunque rimane prossimo ai 500 litri. Secondo i dati ufficiali scende infatti dai 652/1.650 litri del resto della gamma a 490/1.486 litri.

Lunga 4,54 metri, con un passo di poco inferiore ai 2,68 , una larghezza di 1,86 e un’altezza di 1,66, nuova Tiguan nasce sulla più recente evoluzione della piattaforma MQB Evo. Questa non ha visto novità significative sul piano strutturale ma piuttosto su quello delle tecnologie di bordo.

L’abitacolo ha una strumentazione standard con Digital Cockpit da 12,9″ e display centrale da 10,25″ accompagnato da una grafica che propone una barra superiore con icone fisse personalizzabili. In più, con questa generazione Volkswagen ha provvisto il volante di comandi fisici e inserti retroilluminati. La dotazione specifica dei modelli ibridi include anche alcuni highlight tra cui il sistema di ammortizzatori a controllo elettronico DCC Pro.
Volkswagen Tiguan eHybrid, la meccanica
Il sistema ibrido è stato evoluto secondo la tendenza più comune tra i costruttori, incrementando cioè soprattutto prestazioni e ruolo della parte elettrica. Tuttavia, le novità iniziando dal motore a benzina, che è il nuovo 1.5 TSI Evo 2 modificato per il funzionamento a ciclo Miller e dotato di turbina a geometria variabile.
Rinuncia alla disattivazione dei cilindri ma è dotato di un accurato controllo termico che assicura una temperatura di esercizio ottimale. Fornisce, a seconda della versione, la potenza base di 150 o 177 CV erogati tra 5.500 e 6.000 giri, con una coppia di 250 Nm, e ha intervalli di manutenzione portati a 2 anni o 30.000 km, il doppio del precedente.

Il motore elettrico HEM80 di nuova generazione fornisce invece 85 kW e 330 Nm di picco massimo ed è alloggiato all’interno del cambio doppia frizione DSG appositamente modificato, con una terza frizione che collega e scollega il rotore. Il compressore del climatizzatore è ad azionamento elettrico.
La batteria agli ioni di litio ha praticamente raddoppiato la capacità, passata da 10,6 a 19,7 kWh effettivi (quella lorda da 13 a 25,5 kWh). Un risultato ottenuto grazie a una nuova chimica e un diverso disegno delle celle, che sono 96 di tipo prismatico. Secondo il costruttore nel caso di Tiguan consente ora un’autonomia a trazione elettrica di 126 km. Le potenze massime di sistema ibrido sono invece di 204 e 272 CV, cn coppie massime rispettivamente di 350 e 400 Nm.

L’altra grande novità riguarda la ricarica. Volkswagen Tiguan eHybrid ora può essere effettuata anche a corrente continua fino a 50 kWh con un tempo di circa 25′ per passare dal 10% all’80%, mentre in corrente alternata a 11 kW occorrono due ore per una carica completa.
Volkswagen Tiguan eHybrid, come va
Come accennato, l’evoluzione del sistema ibrido va nella direzione di rendere il comportamento sempre più vicino a quello di un modello full-hybrid e ridurre l’intervento del motore a benzina. Alla prova pratica, la fluidità della guida di Volkswagen Tiguan eHybrid è infatti la prima caratteristica che spicca, con Un’alternanza quasi impercettibile tra i propulsori, ben coordinati dal cambio DSG che viene utilizzato anche quando è in funzione il solo motore elettrico ottenendo una delle rare guide elettriche multimarcia.

Il comportamento è però molto influenzato dal programma di guida selezionato tramite la schermata del Drive Mode, a cui si accede premendo tramite la rotella sul tunnel che normalmente fa da regolatore del volume.
Con i programmi Eco e Comfort, infatti, la risposta al gas è molto dolce, addirittura un po’ tardiva, con erogazione di potenza limitata anche da parte del motore elettrico e forzando troppo il gas innesca interventi improvvisi di quello a benzina con un risultato finale non sempre piacevole. Per questo, per i tratti in salita o sua strade ricche di curve e tornanti come quelle del nostro test sui colli veronesi, anche se non si cerca una dinamica sportiva è sempre consigliabile impostare il programma Sport che riduce le esitazioni e i ritardi di risposta.

Altrimenti, con il profilo Individual è possibile scegliere il proprio settaggio personalizzato, modificando anche la taratura delle sospensioni DCC Pro. Queste sono dotate di due valvole separate che gestiscono in modo indipendente i flussi di olio nella fase di compressione e di distensione, il loro comportamento può essere selezionato tra ben 15 gradi di rigidità.
















