È stata recentemente presentata una tecnologia rivoluzionaria per la costruzione di autoveicoli che promette di far risparmiare 10 miliardi di litri di carburante e 50 milioni di emissioni di CO2 all’anno a livello globale. La tecnologia inrekorTM è stata ideata da Stewart Morley, ingegnere progettista che vanta più di sedici anni di esperienza in multinazionali del settore automobilistico, navale e aeronautico. Insieme al socio in affari Freddy Page-Roberts, ha lavorato per trasformare questa tecnologia in un’importante realtà. “Con questa tecnologia abbiamo visto la possibilità per l’industria automobilistica di ridurre il suo impatto sull’ambiente”, ha dichiarato Morley. “Si tratta di una struttura a sandwich ultraleggera costruita utilizzando un telaio in polipropilene espanso ARPRO® con rivestimenti interconnessi per offrire prestazioni basate su uno straordinario rapporto peso-resistenza. Test strutturali indipendenti sono stati condotti da Warwick Manufacturing Group e crash test da MIRA per esaminare a fondo il prodotto in base ai più rigidi parametri dell’industria automotive, che inrekor ha superato senza difficoltà risultando più leggero, semplice da fabbricare ed eco-compatibile di qualsiasi altro prodotto concepito finora”. Nel corso della recente presentazione alla stampa, è stato esposto un prototipo di telaio a quattro posti in grado di ridurre il peso da 300 kg a 160 kg. Per una classica family car, per esempio, un telaio inrekor leggero unito a risparmi di peso di altri componenti potrebbe comportare una riduzione di peso fino a 300 kg, assicurando risparmi di carburante per 10 miliardi di litri (ovvero 13 miliardi di euro) e una riduzione annua di CO2 di 50 milioni di tonnellate. Il lancio è stato supportato da JSP, produttrice del materiale leggero ARPRO®, che è alla base di inrekor. Paul Compton, Presidente EMEA di JSP ha dichiarato: “Ci siamo resi conto del potenziale di questa idea fin dall’inizio e ci siamo impegnati a sostenere il suo sviluppo. È una delle rare innovazioni che fa davvero un’enorme differenza per il mondo in cui viviamo e per i produttori, che possono cominciare a trarne vantaggio immediatamente”.
















