Un viaggio di 20 minuti a 1.100 metri di profondità: la nuova impresa ingegneristica della Cina

Nel 2020, probabilmente dopo aver costruito dal nulla un ospedale per ospitare i malati di Covid in appena cinque giorni, gli ingegneri cinesi hanno fatto le valigie per ritrovarsi davanti ai Monti Tianshan, una catena lunga 2.500 km nel cuore della Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, nel nord-ovest della Cina.

Un’impresa al limite dell’impossibile

Il loro nuovo compito, scavare un tunnel per eliminare una barriera naturale che da sempre divide lo Xinjiang in due: il nord, con il capoluogo Urumqi, e il sud, dove si trova Korla.

Un’impresa che significava mettere mano a 22 km di asfalto sotto la roccia a oltre mille metri di profondità, per trasformare un viaggio che da impresa rischiosa per chi si avventurava in auto diventasse una tranquilla traversata di appena venti minuti.

Completato nei tempi previsti

Nei giorni scorsi, a cinque anni di distanza e neanche un minuto di più del tempo concesso, lo Tianshan Shengli è stato ufficialmente inaugurato, diventando il tunnel stradale più lungo del mondo.

Fino a ieri, superare queste montagne significava affrontare strade tortuose, valichi oltre i 4.000 metri e frequenti chiusure invernali.

Oggi basta imboccare il tunnel e uscire dall’altra parte in meno di mezz’ora.

Tempi di percorrenza più che dimezzati

Il Tianshan Shengli – il cui nome significa “Tunnel della Vittoria del Tianshan” – è parte integrante della nuova autostrada G0711 Urumqi-Yuli, lunga 324,7 km e costruita in soli cinque anni con un investimento complessivo di 46,7 miliardi di yuan, circa 6,6 miliardi di dollari.

Grazie a questa infrastruttura strategica, il tempo di percorrenza tra Urumqi e Korla si è ridotto da sette ore a tre ore o poco più.

Una vera sfida tecnologica

Dal punto di vista ingegneristico, il tunnel rappresenta una sfida senza precedenti: lungo 22,13 km, è composto da due canne parallele con due corsie ciascuna e raggiunge una profondità massima di 1.112 metri sotto la montagna.

Nel suo percorso attraversa ben 16 zone di faglia geologica e per di più è stato realizzato in un’area ad alta sismicità, a quasi 3.000 metri di quota, dove in inverno le temperature possono scendere fino a –42 gradi.

Per affrontare condizioni così estreme, i costruttori hanno fatto ricorso a soluzioni tecnologiche innovative: dall’uso della prima fresa pressurizzata per roccia dura sviluppata interamente in Cina, a nuovi metodi di scavo che hanno ridotto di oltre un quarto i tempi di realizzazione del tunnel principale.

Sono state inoltre costruite strade di accesso ecocompatibili per limitare l’impatto ambientale e migliorare il trasporto dei materiali.

Massimo rispetto per la natura

L’autostrada attraversa anche aree di grande valore naturalistico. In un tratto di 116 km, quasi il 60% del percorso è composto da tunnel e ponti – 17 gallerie e 36 viadotti di grandi dimensioni – progettati per consentire il passaggio della fauna selvatica e ridurre la frammentazione degli habitat.

Non mancano sottopassaggi per i pastori locali e il bestiame, oltre a misure specifiche di tutela delle risorse idriche e dei parchi forestali nazionali.

Un rilancio economico per la zona

Dal punto di vista economico e sociale, l’impatto è già tangibile: l’autostrada si collega a grandi assi strategici come la G7 Pechino-Urumqi e la G30 Lianyungang-Horgos, rafforzando i collegamenti lungo il Nuovo Ponte Terrestre Eurasiatico e il Corridoio Economico Cina–Asia Centrale–Asia Occidentale.

Secondo le autorità locali, l’opera contribuirà a ridurre i costi logistici e ad accelerare il flusso di energia, manufatti e prodotti agricoli tra nord e sud dello Xinjiang.

E il resto del mondo, abituato a cantieri e lavori in corso che durano anni, applaude sbigottito: non sono i cinesi ad essere avanti, siamo noi a restare indietro.