Torna la Saab 9-3 con un nuovo marchio e… elettrica

La nuova NEVS 9-3 EV

La Saab 9-3 è stata un’auto molto apprezzata, anche se in Italia è sempre stata un modello di nicchia: ora l’azienda NEVS, a capitale cinese, che ha rilevato la linea automobilistica Saab, ha annunciato il 5 dicembre l’inizio della produzione della 9-3 elettrica plug-in. Non è, però, una novità inattesa: ne era già stato l’annuncio a giugno ma in realtà l’ex-Saab stava lavorando ad una versione “green” della berlina già diversi anni. Non si può parlare della nuova 9-3 senza fare un accenno a quella con motore a combustione interna ormai uscita di produzione.

La Saab nel 1989 era stata scorporata dal gruppo, il cui prodotto principale era costituito da aeroplani, ed era diventata autonoma, con una partecipazione del 50% del colosso General Motors. La sua 9-3  fu presentata nel 1998, con una prima serie derivata dalla 900. Fu offerta con diverse motorizzazioni (2 litri, 2,3 litri turbo e 2,2 litri diesel, con potenze comprese tra 131 e 205 HP). Dopo 326.370 esemplari prodotti, nel 2003 apparve la seconda serie che, tra l’altro, passava dalla piattaforma GM2900 alla Epsilon (sempre GM, la stessa della contemporanea versione della Fiat Croma). Nel frattempo, già dal 2000 la Saab era passata sotto il totale controllo della GM.

La Saab aveva continuato a coltivare la sua vocazione di eccellenza tecnologica, applicando soluzioni raffinate e dedicando grande attenzione alla sicurezza. La Saab 9-3 fu sempre offerta in un buon numero di versioni e con differenti tipi di carrozzerie mentre lo spirito “green”, che costituiva un’altra delle vocazioni della ditta di Trollhättan, si manifestò nell’adozione di un motore  che poteva funzionare a etanolo. Nel gennaio 2008, infatti, apparve la concept 9-4X BioPower con un motore 2 litri turbo da 300 HP alimentato da Etanolo 85 (cioè l’85% di alcol etilico ed il 15% di benzina). Questa possibilità di alimentazione è stata poi prevista sui modelli 9-3X che introducevano su svariate versioni l’opzione del propulsore 2.0 turbo BioPower. Nonostante questo innegabile dinamismo progettuale, la Saab non riusciva a produrre numeri sufficientemente interessati per GM; tra l’altro, la 9-3 fu anche alla base della Cadillac BLS che doveva costituire l’entry level di questo marchio ma non incontrò il gradimento sperato.

Nel 2010 GM vendette la Saab all’olandese Spyker ma neppure questo nuovo proprietario riuscì a risollevare le sorti dell’azienda. A quel punto furono avviati contatti con investitori cinesi ma, mentre era avviata la procedura di amministrazione fallimentare, la GM fece opposizione all’ingresso cinese per bloccare il trasferimento di tecnologie. In ogni caso alla fine, il 13 giugno 2012,  la ricapitalizzazione andò in porto ed il costruttore svedese riapparve come NEVS (National Electric Vehicle Sweden), con capitale cinese e con la parola Electric nel marchio che dava una chiara idea degli sviluppi futuri. Intanto la produzione della 9-3 era andata avanti ed il 2 dicembre 2013 era apparsa la versione MY14. Dal 26 agosto dello stesso anno Saab AB e Scania AB annunciarono che non avrebbero più concesso l’uso del tradizionale marchio Saab con il grifone. Dal 20 maggio del 2014 anche l’ultima serie della 9-3 uscì definitivamente di produzione e il 28 agosto fu la volta della NEVS di accedere all’amministrazione controllata. Dal giugno 2015, però, con la comparsa di nuovi investitori cinesi, il marchio NEVS è riapparso. Nel dettaglio la storia è ancora un po’ più complessa di così ma, probabilmente, non basterebbe un libro per raccontarla tutta nei particolari.

La nuova NEVS 9-3 EV
Nel dicembre 2015 NEVS ha siglato un accordo di partnership con Panda New Energy Co., compagnia di leasing interessata ad immettere sul mercato cinese 150.000 auto tra il 2017 ed il 2020, da far produrre a NEVS in un nuovo stabilimento nella Tianjin BHIDA, la Silicon Valley cinese. E siamo così arrivati al progetto attuale. I produttori non hanno dato molto spazio agli aspetti tecnici ed hanno insistito su quelli economico-finanziari, vertenti sui nuovi partner e sul programma che prevede una Fase 1 con 50.000 auto l’anno ed una Fase 2 da 220.000. La macchina, comunque, è essenzialmente la NEVS 9-3 Aero MY14 unita alla nuova piattaforma Phoenix realizzata durante il periodo Spyker, con ritocchi al muso ed alla coda e, ovviamente, con il passaggio al motore elettrico.  Si tratta di una berlina classica a quattro porte con passo di 2,67 m, una lunghezza (tutti questi dati devono intendersi come approssimativi) di 4,67 m, una larghezza di 2,04 m ed un’altezza di 1,45 m. Il peso è attorno a 1.800 kg.

La propulsione è affidata ad un motore elettrico, derivato da quelli dei prototipi precedenti, da 132 kW (177 HP), alimentato da un battery pack Amperex a ioni di litio per un’autonomia di 300 km. Le prestazioni velocistiche non si possono definire… brucianti: velocità massima di 135-140 km/h ed accelerazione da 0 a 100 km/h compresa tra 10 e 8.5 secondi. Un aspetto che i costruttori tendono a sottolineare (per i cinesi è importante) è un impianto di condizionamento e filtraggio dell’aria di tipo ACAC (Always Clean Air Cabin) capace di intercettare il 95% degli elementi inquinanti. Una storia travagliatissima, quindi, ma che potrebbe giungere a buon fine grazie ai forti investimenti cinesi.