
Il monomarca più combattuto d’Italia torna protagonista sulle strade del Nord-Ovest.
Infatti, la Suzuki Rally Cup 2025 entra nella sua fase calda con il quinto round stagionale, in programma il 19 e 20 luglio al 61° Rally Valli Ossolane.
Un appuntamento che non è solo spettacolo e passione, ma anche un importante banco di prova tecnico per le Swift Sport Hybrid, impegnate su un percorso complesso e selettivo che metterà alla prova assetti, strategie e capacità di adattamento dei piloti.
Con 87 km di prove speciali inseriti in un percorso totale di 380 km, il Valli Ossolane rappresenta da sempre un palcoscenico tra i più tecnici e impegnativi del panorama nazionale.
Strade montane, asfalti variabili, continui cambi di ritmo e altimetrie importanti richiedono il massimo in termini di messa a punto, tanto più in una serie come la Suzuki Rally Cup, dove l’equilibrio tecnico tra le vetture è strettamente regolamentato e ogni dettaglio può fare la differenza.
Swift Sport Hybrid Rally5 al microscopio
Il regolamento della Suzuki Rally Cup 2025 conferma il forte orientamento verso la sostenibilità.
Al centro della scena c’è la Suzuki Swift Sport Hybrid, configurata secondo le specifiche della categoria Rally5 nazionale Ibride.
Un’auto che, pur mantenendo moltissimi componenti di serie – come la centralina ECU, il cambio manuale a sei rapporti e il differenziale autobloccante epicicloidale Quaife – è in grado di offrire elevate doti di guida su ogni tipo di fondo.
La configurazione Racing5 garantisce un giusto compromesso tra performance e costi contenuti, grazie anche a componenti che esaltano l’affidabilità e riducono la manutenzione straordinaria.

Per esempio il peso contenuto sotto i 1.100 kg, gli assetti regolabili, gli pneumatici monomarca Extreme Performance Tires e l’impianto frenante standard con ottimizzazione su pastiglie e raffreddamento.
Il tutto permette alle vetture di mantenere comportamenti prevedibili, progressivi, ma anche molto sensibili agli affinamenti, con grande enfasi sulla qualità della guida e sulla capacità del pilota di interpretare il fondo.
Sfida chiave tra i piloti
Il Valli Ossolane rappresenta un crocevia decisivo per la stagione 2025, con una classifica che vede Lorenzo Varesco (86 punti) tentare la fuga su Jean Claude Vallino (74 punti), mentre alle loro spalle Stefano Vitali (67 punti) e Giorgio Fichera (50 punti) cercano il colpo grosso.
Le variabili tecniche della gara saranno determinanti.
La Cannobina (23,95 km) rappresenta il primo spartiacque, con lunghe sezioni miste che esalteranno le doti di motricità e gestione del bilanciamento dinamico.
La prova spettacolo notturna di Druogno (1,6 km) sarà un test di concentrazione, gestione delle temperature e aderenza su fondo più sporco.

La domenica proporrà invece prove brevi e nervose, come Fomarco e Crodo, dove la precisione d’inserimento e la fluidità saranno premianti.
Racing Start, equilibrio tecnico e sfida aperta
Anche tra le Racing Start – le Suzuki ancora più vicine alle versioni stradali – il confronto tecnico è serrato.
Qui il leader Andrea La Cola dovrà vedersela con l’esperto Roberto Pellè, entrambi su vetture basate sulla Swift 1.0 BoosterJet, che si distingue per la configurazione agile e reattiva, perfetta per prove strette e tecniche.
Tecnica, apprendistato e formazione
Dietro ogni sfida, c’è una filosofia tecnica chiara.
La Suzuki Rally Cup è pensata per offrire un campionato accessibile, formativo e altamente competitivo.
Tutte le vetture condividono specifiche che esaltano la precisione, la sensibilità del pilota e la qualità della messa a punto, mentre la presenza di categorie differenziate (Rally5, Racing Start, Ra5N) consente ai partecipanti di sviluppare competenze utili per ogni tipologia di fondo e gara.
Un montepremi importante (125.500 euro) e premi dedicati ai giovani, alle donne e ai navigatori sottolineano ulteriormente la volontà di Suzuki di incentivare la crescita e la partecipazione di nuovi talenti nel motorsport.
Valli Ossolane decisivo perché…
Le caratteristiche del percorso e la configurazione delle prove speciali metteranno in luce aspetti tecnici determinanti.
Per l’assetto sarà fondamentale trovare il compromesso tra stabilità sui tratti veloci e agilità nei tornanti più chiusi.
Per la motricità sarà cruciale la gestione del differenziale Quaife in uscita dai tornanti più sporchi o umidi.
A proposito delle frenate, la ripetitività degli appoggi laterali richiederà attenzione alla temperatura degli impianti.
E infine strategia gomme: la gestione delle mescole in funzione delle temperature variabili tra il giorno e la sera potrebbe fare la differenza nella prestazione finale.

















