Sul tracciato di Castellolì… con ProCeed GT

Stupore e divertimento a bordo della nuova shooting brake coreana.

Esattamente un anno fa, agli inizi del 2018, siamo rimasti a bocca aperta nell’ammirare la muscolosa Stinger, la prima gran turismo di KIA, gustando il suo comportamento esuberante sulle strade collinari francesi, non lontano da Cannes. Quest’anno, ci troviamo nuovamente a contatto con un prodotto che vuole essere al centro dell’attenzione, non solo per il design anticonvenzionale, ma anche per il comportamento di guida divertente che è in grado di offrire: si tratta della nuova ProCeed, prima autovettura con carrozzeria shooting brake prodotta della casa coreana, alternativa snob alla versione station wagon.

Il nome è ripreso dalla serie precedente (anche se ha perso l’apostrofo), mentre il “Pro” non sta più a significare la versione sportiva della Ceed, bensì una carrozzeria differente, con un vano di carico da station wagon, un tetto spiovente da coupé e tutti gli stilemi tipici della casa, come l’aggressivo “naso di tigre” frontale. Lo stupore non deriva soltanto dall’auto in sé, quanto dal contesto al quale una casa generalista come KIA ci aveva abituato fin dalla sua origine, con un orientamento inizialmente rivolto ai costi ridotti e ai grandi volumi di vendita. Il primo grande passo verso il cambiamento è stato fatto dalla casa nel 2003, quando nacque il progetto di costruzione di una fabbrica in Europa, a Žilina in Slovacchia, conclusosi già nel 2006, anno di avvio della produzione della prima Cee’d. Il nome del modello deriva proprio dalle sue origini europee, sia per quanto riguarda la produzione, sia per la progettazione, ovvero “Community of Europe, European Design”. La prima berlina prodotta in Europa raggiungeva standard qualitativi talmente elevati, che si pensò di proporre 7 anni di garanzia, copertura divenuta poi uno standard, nonché un marchio di fabbrica. Oggi, se la qualità costruttiva è un fatto assodato, KIA vuole spostare i riflettori su design esclusivi, tecnologia e piacere di guida, come se si volesse prendere qualche soddisfazione, dopo aver lavorato duramente per tanti anni, lasciandosi trasportare da ciò che dovrebbe essere sempre alla base di tutto: la passione per l’automobile.


VERSO L’AUTODROMO

Ritiriamo la vettura di test all’aeroporto di Barcellona, si tratta di una ProCeed GT, la versione più accessoriata e appariscente, con motore 1.6 turbo benzina da 204 cv, in colore Blue Flame, cerchi da 18”, freni maggiorati, e inserti a contrasto rossi.

Mentre procediamo sull’Autovìa a quattro corsie in uscita dall’aeroporto, attenendoci ai rigorosi limiti di velocità, un taxi si affianca alla nostra sinistra e l’autista, dopo aver rallentato, si gira verso di noi, ammirando in modo plateale le forme della nostra KIA: non male come sensazione, considerando che si potrà avere con meno di 30.000 euro. La destinazione del tragitto è l’autodromo Parcmotor Castellolì, un complesso motoristico inaugurato nel 2009, situato a circa 40 minuti da Barcellona, che copre una superficie di circa 100 ettari; al suo interno troviamo un circuito asfaltato da 4140 metri (su cui abbiamo effettuato la nostra prova), una area sterrata dedicata all’Enduro e alle 4×4, e infine una foresta che circonda la struttura, nella quale i professionisti del Trial possono allenarsi. Ma la rotta impostata da KIA sul navigatore per raggiungere l’autodromo è pensata per far divertire, evitando le strade ad alto scorrimento, prediligendo invece i tratti ricchi di curve tra i boschi e i piccoli centri urbani. Qui la coreana simil-coupé si comporta in maniera più che soddisfacente, sorprendendoci soprattutto per la coppia del piccolo 1,6 turbo a bassi regimi e per la qualità del cambio manuale (sviluppato internamente), preciso negli innesti e perfettamente disaccoppiato dalle vibrazioni provenienti dalla trasmissione. E’ facile da condurre e piuttosto agile, considerando la lunghezza di 4605 mm, con uno sterzo molto comunicativo, se confrontato alle altre auto del segmento C. Come ci rivelano gli ingegneri KIA, sono serviti tantissimi chilometri di sviluppo per affinare l’handling di questa vettura, percorsi esclusivamente in Europa, tra le curve dell’altopiano Eifel in Germania, sulle tipiche strade “a schiena d’asino” in Inghilterra e sul famoso circuito del Nordschleife.


TRA CORDOLI E BIRILLI

Arriviamo per l’ora di pranzo in autodromo e, dopo una breve sosta presso il catering, saliamo di nuovo a bordo della ProCeed GT, questa volta pronti a spremerla per davvero. A Castellolì si respira un’atmosfera particolare, infatti oltre alla palazzina principale che contiene i 14 box, non vi sono altre infrastrutture né tribune lungo il tracciato. Qui si pensa soltanto a guidare, ascoltando il rumore del motore e lo stridio degli pneumatici, senza distrazioni, immersi in una natura che alterna alte rocce nude a zone boschive. Il circuito è utilizzato principalmente per i test o per gare minori, ma la sua conformazione è quella di un tracciato vero, impegnativo, veloce e dal disegno originale. Ci sono tantissime pendenze, come nel primo tratto, tutto in salita, e spesso il banking (l’inclinazione lungo l’asse longitudinale) rende di difficile interpretazione le curve. Sono ben due quelle con doppio punto di corda, dove occorre entrare con un pizzico di freno, per poi far scivolare verso l’esterno l’auto e infine richiudere nuovamente la traiettoria.

Ci sono poi due tornanti stretti, preceduti da un tratto di frenata in discesa. In sintesi, un mix micidiale che metterebbe in crisi un’automobile che non sia stata sviluppata con accortezza, perché come sappiamo la velocità e le pendenze amplificano i trasferimenti di carico. Entriamo in pista assieme ad altre due vetture. Il gruppo è guidato da una “Pace Car” davanti a noi che ci indica le traiettorie corrette, mantenendo un’andatura più che brillante, visto che ha trovato in noi tre allievi disciplinati e in grado di tenere il passo. La ProCeed GT ci conferma le sensazioni avvertite poco prima in strada, con un motore generoso e uno sterzo comunicativo e preciso. Rimaniamo sorpresi dal comportamento del posteriore (equipaggiato di sospensioni multi-link), immobile anche quando messo a dura prova da frenate repentine o da inserimenti in curva a velocità sostenute, senza che vengano richieste correzioni al volante.  Provata sia nella versione con cambio automatico DCT sia con cambio manuale, prediligiamo la seconda, perché il DCT ha mostrato alcuni limiti nella guida estrema, per via di qualche scalata di troppo (kick-down), nonostante venga impostata la modalità sequenziale.

La sensazione di portare al limite una KIA è un qualcosa che, se fino a qualche anno fa ci avrebbe fatto sorridere, oggi è realtà, grazie al lavoro di sviluppo svolto in maniera egregia dai tecnici coreani negli ultimi anni. In particolare, le versioni GT (sigla lanciata nel 2013 e che ha rappresentato la prima hatchback sportiva della casa) sono state curate da Albert Biermann, capo della ricerca e sviluppo dello Hyundai Motor Group, che ha apportato numerose modifiche orientate al raggiungimento di un comportamento sportivo e allo stesso tempo comunicativo per il guidatore. Per ProCeed GT si è optato, ad esempio, per l’irrigidimento degli elementi elastici del 13% all’anteriore e del 44% al posteriore, con un assetto ribassato di 10 mm, rispetto alla versione base, chiamata GT Line.

Prima di lasciare l’autodromo e tornare a Barcellona, ci togliamo ancora qualche sfizio, facendo due interessanti esercizi, allestiti all’interno del paddock: uno slalom e una prova di frenata con evitamento. Sinceramente, era la prima volta che ci capitava di farli con un’auto dalla silhouette così originale. Di solito, la difficoltà insita in questi contest sta proprio nel percepire dove si mettono le ruote e le auto dal passo lungo non agevolano, visto che le ruote posteriori spesso hanno derive e traiettorie diverse da quelle anteriori. Anche questa volta, ci dobbiamo ricredere, perché l’asse posteriore di ProCeed GT, ben guidato dalla geometria multi-link, segue con diligenza la traiettoria impostata, facendoci altresì fare bella figura, perché non abbattiamo alcun birillo durante la prova.


COME AVERE PROCEED

KIA ProCeed è disponibile con un prezzo di attacco di soli 29.000 € per la GT Line, con motore 1,4 turbo benzina T-GDi da 140 cv e cambio manuale (disponibile anche il diesel 1.6 CRDi da 136 cv). La versione GT provata in pista, costa invece 33.000 € ma è praticamente full optional (a parte il tetto apribile e il cambio automatico DCT a 7 rapporti) ed è equipaggiata con il brillante 1.6 turbo benzina T-DGi da 204 cv. Fino ad aprile 2019 è inoltre previsto uno sconto di 3,000 euro (4,500 con la rottamazione) sul prezzo di listino.