SEAT Ateca: Viva Espana!

VISTADIFERENT

“Non me lo aspettavo da SEAT!”. Con questa frase, che tipicamente segue il primo approccio alle vetture di ultima generazione della Casa spagnola, Gianpiero Wyhinny, direttore di SEAT Italia, ha sintetizzato come non sempre il rapporto tra la qualità percepita del prodotto e l’immagine del brand vadano di pari passo. E la nuova Ateca ne è la prova: ben fatta, con un design personale (pur restando negli standard comuni a tutti i SUV) e con una dotazione tecnica che, in un segmento dominato da Nissan Qashqai, affonda le radici in quella di un Gruppo industriale leader nell’hi-tech, questa vettura può destare una certa sorpresa tra chi ha sempre considerato quello spagnolo il ‘budget brand’ del Gruppo Volkswagen. Una tendenza che a Barcellona stanno da tempo cercando di cambiare con prodotti solidi e ben posizionati, a partire da Ibiza e poi da Leon, seguite ora da questa Ateca e in futuro da altri tre modelli promessi entro i prossimi 18 mesi, a cominciare da un B-SUV di imminente presentazione. Un’offensiva senza precedenti che, come ha ribadito Luca de Meo, Ceo di SEAT, vuole proseguire l’attuale trend di crescita e di miglioramento dell’immagine del Marchio.

Made in EU
Disegnata e sviluppata al 100% a Barcellona, con una buona fetta di tecnologia tedesca e infine fabbricata nella Repubblica Ceca, negli stabilimenti Skoda, la Ateca può essere definita a pieno titolo una vettura europea. Dal punto di vista estetico è difficile essere originali dovendo unire due volumi le cui dimensioni di massima sono praticamente uguali per tutti i Costruttori. 15Tuttavia i designer SEAT hanno dato un’impronta caratteristica al frontale e al posteriore con delle linee che tracciano una X, mentre sui fianchi hanno forzato le scolpiture delle superfici che per essere evidenti richiedono la scelta di un colore deciso come il nuovo bronzo proposto nelle vetture in prova. Passaruota importanti con bordo plastico tipicamente off-road e ruote da 18″ (di serie solo sull’allestimento Xcellence e disponibili in opzione anche da 19″) aumentano l’impatto visivo del mezzo. Come consuetudine, l’illuminazione diurna a LED inserita nei gruppi ottici alogeni identifica la vettura sullo specchietto di chi precede, ed è utilizzata, col semplice cambio colore, anche per l’indicatore di direzione.

14
SEAT Ateca: bozzetto di stile

All’interno la cura dei dettagli è elevata e si vede anche il tocco dello stilista che ha sviluppato la consolle su linee orizzontali (per aumentare l’impressione di spazio) e rivolto le superfici funzionali verso chi guida.

04
SEAT Ateca: gli interni Xcellence con display 8″ e sedili in alcantara
VISTADIFERENT
SEAT Ateca: i cambi automatici sono DSG a 6 o 7 rapporti

Ci è piaciuta la strumentazione analogica, chiara e ben leggibile, mentre lo schermo da 8″ (solo nelle versioni con Media System Plus) farà felici gli amanti dell’infotainment, che sulla Ateca non ha nulla da invidiare alle concorrenti. C’è pure un sensore che avvicinando la mano al display attiva i comandi principali del menù.
All’esterno l’ingombro è di 4,36 x 1,84 m mentre lo spazio interno è paragonabile a quello della Leon ST in senso longitudinale e ovviamente maggiore in senso verticale, con la posizione di guida rialzata che è una delle chiavi del successo dei SUV compatti. C’è spazio per tutti gli occupanti e non mancano numerosi vani portaoggetti, con quello lato passeggero che ha però ridotta capacità per far spazio alle gambe.

Versioni ben assortite
Gli allestimenti seguono la filosofia di voler proporre al cliente delle versioni già complete delle dotazioni più comuni, compiendo degli step con un delta prezzo definito e accettabile. La base si chiama Reference, monta cerchi a 16″ e adotta il Media System Touch con display monocromatico da 5″ oltre a una discreta dotazione di sicurezza con sette airbag, Front Assist, Hill Hold Control e Start&Stop. Salendo alla versione Style c’è il Media System Colour con schermo 5″ a colori; i cerchi passano a 17″ e il clima da manuale si evolve nel Climatronic bi-zona e ci sono i sensori di parcheggio posteriori. Per il nostro mercato è stata concepita la versione Advance, col navigatore su display touch da 8″, otto altoparlanti, fari full LED, illuminazione interna a LED con l’ammiccante luce ambiente multicolor, la retrocamera e il SEAT Drive Profile che consente di selezionare quattro modalità di guida (sei nelle versioni 4WD) Normal, Sport, Eco e Individual (più Snow e Off-Road per 4WD).

VISTADIFERENT
La gamma SEAT Ateca

Ultimo step la versione Xcellence che, tra l’altro, monta sedili rivestiti in Alcantara marrone di ottima fattura e cerchi da 18″. Ovviamente l’elenco degli optional è ben fornito e dunque ciascuno potrà confezionarsi l’Ateca dei suoi sogni su web (lo hanno già fatto in tanti) o dal concessionario. Non manca la versione Business, dedicata a chi lavora con l’auto e derivata dalla Style più navigatore, ruotino di scorta anziché il ‘Tyre Fit’ e la retrocamera posteriore.

11

06
Test Hill Descent Control

Alla guida
Oltre al test su strada, è stato allestito un percorso di prova dove abbiamo provato la Ateca 2.0 TDI 150 CV DSG 4Drive su ostacoli tipici della marcia fuoristrada. Su una discesa ripida abbiamo apprezzato l’Hill Descent Control che assiste in automatico la marcia in discesa, utile specie quando il fondo è scivoloso. Quando la vettura ‘sente’ un angolo di beccheggio di almeno 10° si attiva il sistema e chi guida può dimenticare freno e acceleratore fino al termine del tratto: il sistema manterrà le condizioni ottimali di aderenza, sfruttando al massimo il grip dei pneumatici. Nel superamento di ostacoli con assetto fortemente sbilanciato, invece, interviene il ‘differenziale elettronico’ che sfruttando i sensori dell’ABS e dell’ESP fornisce la coppia alla ruota con più grip. Un modo per fare apprezzare la tecnologia, anche se la quota di mercato della trazione integrale per questo tipo di SUV è limitata al 10%.

Su strada abbiamo provato la motorizzazione 1.4 Eco TSI da 150 CV e la 2.0 TDi CR 4Drive da 190 CV entrambe col cambio automatico DSG a 7 rapporti. Più silenzioso, ovviamente, il benzina, ma comunque eccellente l’insonorizzazione anche col diesel sotto il cofano. Ottime le sospensioni, confortevoli ma non così morbide da innescare evidenti coricamenti in curva. Abbiamo apprezzato anche la loro silenziosità (ma non dimentichiamo che la vettura era nuova…) su un tratto di strada fresata in attesa di asfaltatura. Buono il feeling del servosterzo che trasmette sempre una sensazione di padronanza del mezzo.

VISTADIFERENT
SEAT Ateca ‘on the road’ a Barcellona

Motori per tutti
Riguardo le motorizzazioni, Wyhinny ha poi ribadito che l’offerta è inizialmente ampia per avvicinare a questa vettura una più vasta fetta di pubblico, ma non esclude che col tempo, quando le scelte si saranno stabilizzate su un numero più ristretto di motori, la gamma si possa compattare. In effetti in un mercato dominato per il 90% dal diesel e con potenze che nel 48,4% dei casi stanno tra i 115 e i 136 CV pare un po’ azzardato proporre l’1.0 TSI e l’1.4 TSI a benzina rispettivamente da 115 e 150 CV. Ma riteniamo che nell’uso prettamente cittadino e su bassi chilometraggi questi motori abbiano una precisa collocazione, grazie anche al peso relativamente ridotto di Ateca (1.280 kg in ordine di marcia per il piccolo benzina col cambio manuale). La gamma diesel punta invece sull’1.6 TDI da 115 CV e sul 2.0 TDI con due livelli di potenza (150 e 190 CV) adatti al granturismo o agli impieghi pesanti tipici dei clienti business e della flotte. Consumi allineati ed emissioni tra 115 e 131 gr.
La trasmissione può essere manuale a sei marce oppure automatica con un cambio DSG a sei o sette rapporti, a seconda della motorizzazione e del tipo di trazione. Ricordiamo che i cambi a doppia frizione del Gruppo Volkswagen si differenziano per la coppia trasmissibile e per le frizioni che possono essere a secco (solo per il 7 marce con coppia fino a 250 Nm) oppure in bagno d’olio (per il 6 e il 7 marce con coppie fino a 600 Nm).

VISTADIFERENT
SEAT Ateca ‘on the road’ a Barcellona