Peugeot Rifter: praticità con classe

Peugeot Rifter

Quando siamo di fronte a un’automobile, la prima cosa che attraverso i nostri occhi va a stimolare il cervello è senza dubbio la sua forma dal punto di vista estetico. Di conseguenza siamo tutti portati ad avvicinarci all’auto che, secondo i nostri parametri, è la più bella. Ma quando si sta pensando  all’acquisto della vettura per la famiglia, destinata magari anche al lavoro, occorre ampliare la sfera delle valutazioni e spingersi oltre il semplice impatto formale, andando a considerare altri fattori. Alla Peugeot hanno pensato di aiutare il cliente nella scelta trasformando la collaudata formula del mezzo commerciale ‘addomesticato’ per l’uso promiscuo, ovvero il precedente Partner Tepee (un successo venduto in 1,250.000 esemplari) nel nuovo Rifter, che ne rappresenta in effetti un l’affinamento sostanziale e si colloca nel segmento C. Detto ciò e premesso che il settore dei piccoli ‘van vetrati’ è importante e ne circolano davvero tanti, Peugeot ha fatto un deciso passo avanti arrivando a un mezzo la cui essenza è quella di una vettura (la piattaforma è la EMP2, quella di 308 e 3008) nella quale sono stati privilegiati lo spazio a disposizione e il comfort di marcia. Peugeot nutre grandi ambizioni per il Rifter in Italia, puntando a un forte incremento delle vendite in un mercato che è in leggera crescita numerica.

Peugeot Rifter

Alla guida
Il pianale EMP2 accomuna il Rifter alle vetture e questo rende la guida di questo mezzo dal baricentro piuttosto alto, precisa e reattiva, pur coi limiti di un mezzo non certo fatto per andare di fretta. Con un peso a vuoto senza conducente che va dai 1.387 kg ai 1.540 kg e la propensione al carico della clientela che si rivolgerà al Rifter, riteniamo la motorizzazione 1.5 litri BlueHDi a gasolio da 130 CV la più adatta ed equilibrata, specie accoppiata al cambio automatico EAT8. La versione col PureTech Turbo 110 S&S con cambio manuale a 5 rapporti ci è parsa un po’ al limite, specie guidando sulle tortuose strade in salita dell’entroterra sopra Montecarlo, sede del nostro test. Per chi preferisce il motore a benzina andrà meglio il PureTech Turbo 130 S&S col cambio EAT8 che sarà però disponibile nel 2019. Completano la gamma a gasolio i BlueHDi 75 e 100, entrambi abbinati al cambio manuale a 5 marce. Tutti soddisfano la Euro 6.2 e sono già adatti al futuro ciclo di omologazione WLTP. A livello si sospensioni abbiamo all’avantreno un MacPherson e un assale posteriore a traversa deformabile adatta a sopportare i forti carichi indotti dalla portata che, a seconda del peso, va dai 650 ai 750 kg.

Peugeot Rifter

Doppia taglia
Il Rifter è disponibile in due diversi passi (2.785 e 2.975 mm) e lunghezze (4.403 e 4.753 mm) e può ospitare 5 o 7 passeggeri. Questo la dice lunga sulla sua versatilità, ma i 180 mm di altezza minima dal suolo, i pneumatici con la spalla alta (diametro 690 mm, +30 mm rispetto al normale), i passaruota evidenti in plastica e le protezioni del sottoscocca, per non parlare degli interni, le donano una personalità che si stacca nettamente dai ‘commerciali’ e lo pongono in una posizione a se stante, che alla Peugeot definiscono alternativa a MPV e SUV, ma che di fatto non perde l’aspetto visivo di vettura con grande capacità di carico e ospitalità da primato nel segmento, caratteristiche che stanno alla base del successo di questo genere di veicoli. Peugeot RifterAll’interno, invece, tutto Peugeot Rifternuovo e decisamente più ricercato, a partire dall’i-Cockpit che Peugeot utilizza anche sulle sue vetture di alta gamma e che come noto unisce un volante di piccole dimensioni a una plancia portastrumenti sollevata rispetto allo standard e ben visibile senza distrarre troppo lo sguardo dalla strada. La posizione di guida rialzata e il ridotto raggio di sterzata rendono agevole manovrare il mezzo, che all’interno offre anche diversi vani ripostiglio e numerose combinazioni di abbattimento dei sedili, per ottenere volumi e dimensioni di carico adattagli a qualunque esigenza. Si va dai 775 litri a filo cappelliera della versione 5 posti con passo corto ai 4.000 litri a filo tetto nella versione passo lungo (che ha anche lo sbalzo posteriore maggiore) coi sedili abbattuti. Disponibile, come in passato, il tetto panoramico Zenith, mentre il portellone posteriore, di grandi dimensioni vista l’elevata altezza dal piano di carico, ha il lunotto vetrato ad apertura indipendente (opzionale) per consentire l’accesso al vano di carico anche quando non c’è spazio sufficiente per il sollevamento del portellone completo. L’accesso ai sedili posteriori avviene tramite porte scorrevoli, una reminiscenza decisamente pratica dei van…

I prezzi
Tre gli allestimenti, Active, Allure e GT Line, tutte disponibili nei due passi. In Italia la commercializzazione inizierà in autunno e comprenderà 26 versioni proposte in 8 colori. Si parte dai 21.550 € della Active passo corto Blue HDi 75 per arrivare ai 26.650 € della Allure Blue HDi 130 S&S EAT8 che nell’allestimento GT Line raggiunge il top di gamma e sale a 27.850 €. Il passaggio al passo lungo, per tutte le versioni, comporta 200 € di extra prezzo. La Active PureTech 110 S&S costa 21.650 €. Non ancora definiti i prezzi della versione da 130 CV, disponibile, come detto, dal prossimo anno.

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