Nissan Pulsar: connessi e sicuri

Nissan Pulsar

Nissan Pulsar: connessi e sicuri. Tra le armi della nuova compatta Nissan l’infotainment fa la parte del leone, non solo in termini di connettività ma anche di sicurezza di marcia.

Per i “figli d’arte”, si sa, la vita è spesso paradossalmente più dura che per altri: il sospetto della raccomandazione paterna aleggia infatti sempre su di loro, al punto che dimostrare le proprie effettive doti può riuscire difficile. Lo stesso vale, fatte le dovute proporzioni, per le auto, e la Pulsar ne è un buon esempio: il suo lancio sul mercato europeo è stato infatti da molti descritto come un tentativo di sfruttare al massimo il “traino” d’immagine della SUV Qashqai, notoriamente uno dei successi di pubblico più massicci e inattesi degli ultimi anni. Questa tesi, senz’altro sostanzialmente corretta, ha però paradossalmente distolto l’attenzione dal prodotto in sé, la Pulsar appunto, che meriterebbe al contrario di essere tenuta in grande considerazione innanzitutto per le sue specificità tecniche, e solo secondariamente in quanto “figlia” della stravenduta SUV. In questa sede, in particolare, lasciamo da parte le pur notevoli doti di base della vettura, che spaziano dall’eccezionale volumetria dell’abitacolo alla raffinatezza dei motori turbocompressi, per concentrarci sui soli contenuti di infotainment, che per raffinatezza e funzionalità posizionano la recente compatta Nissan ai vertici del suo segmento.

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NISSAN CONNECT: Il cuore del “sistema nervoso” della Pulsar è il “Connect”, ovvero l’interfaccia multimediale con schermo touch da 5,8″ piazzato al centro della plancia. Le funzioni di base, naturalmente, sono quelle che offrono tutti: radio digitale DAB, ingressi AUX ed USB e funzione di streaming via Bluetooth dal proprio smartphone consentono di gustare i propri “pezzi” preferiti in tutti i modi possibili. L’integrazione del sistema con lo smartphone, però, sulla Pulsar raggiunge livelli di eccellenza, grazie alla possibilità di disporre di specifiche applicazioni la cui lista è peraltro in continua evoluzione. Tra le più significative citiamo ad esempio Google, Facebook, Trip Advisor ed Eurosports, tutte in grado di rendere più fluida, efficiente e confortevole l’esperienza di guida: L’applicazione di Google, ad esempio, è integrata con il sistema di navigazione di bordo e consente di effettuare ricerche e di visualizzare direttamente sulla mappa i risultati, le destinazioni ed i principali punti di interesse nei dintorni, mentre l’applicazione di Trip Advisor consente di documentarsi su locali ed alberghi in tempo reale e senza distogliere le mani dal volante, rendendo molto più facile la vita ai viaggiatori – soprattutto a quelli solitari, che non possono “delegare” al passeggero il ruolo di navigatore.

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Più frivolo è naturalmente la funzione dell’applicazione di Facebook, che consente di non staccarsi da notifiche, inviti e messaggini nemmeno quando si è alla guida: intendiamoci, saremmo vissuti bene anche senza, ma c’è da giurare che in un mondo dove essere connessi 24/7 sta diventando sempre più naturale saranno in molti ad apprezzarla. Ciò che conta è comunque il concetto generale, che è quello di una sempre maggiore integrazione dei vari network a tutto vantaggio dell’efficienza di utilizzo: dopo averci liberato dal fastidio del doverci studiare in anticipo la strada, ora la tecnologia ci consente anche di valutare e decidere “in corsa” la destinazione.

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LA SICUREZZA ANZITUTTO: il “Nissan Connect” incorpora inoltre un succoso pacchetto sicurezza, il cosiddetto “Safety Shield”, con alcune chicche inedite per il segmento C e di cui Nissan va di conseguenza molto fiera. La più scenografica è senz’altro il sistema Around View Monitor (AVM), il cui funzionamento si fonda sull’operato di quattro microcamere integrate rispettivamente nella griglia frontale, nel portellone e nei due specchietti laterali. Le immagini trasmesse, adeguatamente elaborate dal software AVM, vengono indirizzate al “Connect” sotto forma di una ripresa dall’alto della vettura e dell’intero ambiente circostante, che consente di fare manovra con estrema sicurezza, senza contorsioni del collo e senza rischi di centrare panettoni, paletti o – molto peggio – bambini troppo bassi per essere visti dal posto guida.

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La prova dell’estrema versatilità del sistema AVM e delle sue quattro telecamere è, peraltro, il fatto che su di esse si basano anche molte funzionalità di sicurezza attiva che le case concorrenti spesso demandano a sensori specifici: ad esempio, sia il dispositivo di controllo dell’angolo cieco che il dispositivo di mantenimento corsia operano mediante le suddette telecamere, in luogo dei più diffusi sensori radar laterali e telecamere sul parabrezza. L’efficienza dei dispositivi in questione è garantita, tra le altre cose, da un sistema di pulizia automatica della telecamera posteriore: un software di analisi dell’immagine è infatti in grado di capire autonomamente quando la lente è sporca, intervenendo selettivamente con un getto d’acqua e con un soffio di aria compressa fino al ripristino della corretta funzionalità. Infine, la ciliegina sulla torta è costituita dalla funzionalità “Moving Object Detection”, che sempre sulla base del sistema AVM è in grado di riconoscere, tra i vari ostacoli che circondano l’auto in manovra, quelli che si stanno muovendo e che potrebbero dunque essere pedoni o bambini, potenziali vittime di investimento.

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In tal caso la vettura interviene con un segnale di allarme acustico ben più determinato di quello previsto per i comuni ostacoli statici. E’ questo il lato migliore della moderna tecnologia di infotainment, che spesso può apparire sovrabbondante all’eccesso a chi, come molti di noi, si è formato all’epoca in cui l’automobile era tutta meccanica e prestazioni, ma che ogni tanto può salvare una vita, supplendo alla cronica distrazione di noi obsoleti esseri umani.