Al via il Mondiale Formula E: 10 team per 17 gare in programma

La serie riservata alle monoposto elettriche è sempre alla ricerca di nuova visibilità.

Alla vigilia del primo ePrix della stagione 12, che è anche l’ultima delle monoposto Gen3 (da 0 a 100 in 1,862”, il 30% più veloce rispetto ai bolidi di Formula 1), il mondiale elettrico ha promosso la gara di San Paolo (il via sabato 6 poco dopo le 18 italiane) mandando in pista il brasiliano Felipe Drugovich, ingaggiato dalla Andretti.

Si inizia da un aeroporto

Ma non sul circuito del sambodromo di Inhembi, bensì all’aeroporto di Guarulhos, il più trafficato della nazione con 43 milioni di passeggeri che transitano ogni anno.

E mentre in Italia continua la cooperazione con “Mediaset”, che trasmette le gare, in Germania si è accordata con la popolare (e generalmente scandalistica) “Bild Zeitung”, che diffonderà gli ePrix attraverso il proprio canale sportivo.

Tanto Brasile ai nastri di partenza

Drugovich è uno dei due brasiliani al via: l’altro è Lucas di Grassi, giù campione del mondo con Audi e adesso sotto contratto con la Lola Yamaha Abt.

Il “senatore” della Formula E lavora al suo futuro e per la Lola Cars ha già disegnato una supersportiva a batteria da 700 CV.

Il ritorno a 12 squadre

In Brasile, come in Messico, ha un grande seguito anche il portoghese Antonio Felix da Costa, che debutta ufficialmente con la Jaguar.

La casa britannica è uno dei sei costruttori che ha confermato l’impegno per la Gen4: dopo Nissan, Stellantis, la stessa Lola, e Porsche (che si è assicurata la dodicesima e ultima licenza e nella stagione 2026/2027 e correrà con due scuderie), è arrivata nelle scorse settimane anche l’adesione di Mahindra.

Si profila così un ritorno a 12 squadre: in questa stagione sono solo 10 (come nel 2017/2018), una in meno rispetto alla scorsa.

I team al lavoro

I debuttanti sono Citroën (subentrata alla Maserati) e Pepe Martì, ingaggiato dalla Cupra Kiro per sostituire David Beckmann, i cui risultati sono stati sotto le attese.

Oliver Rowland, il campione in carica, insegue con la Nissan una riconferma che finora è riuscita al solo Jean Eric Vergne (che ha traslocato dalla DS Penske alla Citroën, dove ha Nick Cassidy come compagno ai box).

La Porsche, che ha chiamato Nico Müller per affidargli la monoposto che era stata di Costa, punta sempre al bottino pieno e come lo scorso campionato avrà due squadre clienti: Andretti (in predicato di passare al powertrain con la Gen4) e Cupra Kiro.

La Jaguar Tcs non ha solo un nuovo e valido pilota, ma anche un altrettanto nuovo e valido Team Principal, Ian James, che aveva vinto tutto quello che poteva vincere con la Mercedes prima di portare la McLaren in Formula E, salvo poi doversi cercare un nuovo incarico con l’addio del team “papaya”. Come la Mahindra, aveva chiuso alla grande lo scorso campionato.

Un mondiale da gustare

Con le correzioni al regolamento (qualifiche ancora più compatte, un solo Attack Mode nelle gare con il Pit Boost e nessuna penalità nel caso non venga consumato il tempo della potenza aggiuntiva) e l’estensione del calendario (17 gare tra dicembre e agosto: mai così tante e mai in arco di tempo così grande), il mondiale elettrico promette di essere ancora più interessante.

Difficile se non impossibile fare pronostici, soprattutto dopo quanto visto a Valencia nei test ufficiali con la sola Lola Yamaha Abt che sembra avere un divario da colmare rispetto agli altri.