Mercedes e il futuro dei motori

TecDay Road to the Future

Mercedes e il futuro dei motori – Nulla è lasciato al caso, ogni possibile soluzione per Mercedes è una strada da percorrere. Il futuro dei motori parla elettrico, ibrido, idrogeno e, perché no, benzina e diesel.

In uno scenario internazionale sempre più attento ai consumi e ai livelli di inquinamento, complice anche il recente scandalo che ha interessato la Casa di Wolfsburg, tutte le aziende automobilistiche stanno compiendo passi da gigante per non rimanere indietro e per dare dimostrazione delle proprie capacità. Tra queste aziende primeggia la Casa della Stella che ha investito la maggior parte delle proprie risorse nello sviluppo di nuove soluzioni di mobilità a basso, o addirittura zero, impatto ambientale. Sfoderando tutto il loro attuale knowhow gli ingegneri di Stoccarda promettono ben 10 nuovi modelli elettrici entro il 2017, motori a combustione interna (sia benzina che diesel) ancora più efficienti, più performanti soluzioni ibride e perché no anche una soluzione plug-in hybrid composta da un motore elettrico più un motore Fuel-Cell o a idrogeno che dir si voglia.

Motori a combustione interna

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Etichettati da molti, erroneamente a mio parere, come la principale causa di inquinamento delle nostre città e considerati da altri come senza possibilità di sopravvivenza nel prossimo futuro, i motori a combustione interna hanno fortunatamente ancora un grosso peso all’interno dei progetti futuri della Casa di Stoccarda. Un primo assaggio lo abbiamo già avuto con il nuovo 2.0 litri turbo diesel (OM 654) montato per la prima volta sulla nuova Mercedes Classe E (E220d). Un propulsore 4 cilindri completamente in alluminio con architettura modulare capace di 195 CV e 400 Nm con soli 3,9 litri di gasolio ogni 100 chilometri e facendo registrare appena 102 grammi al chilometro di CO2. Grazie al catalizzatore DeNOx, all’aggiunta di AdBlue (Urea), al filtro antiparticolato (DPF) e al catalizzatore SCR, il propulsore a gasolio è pronto per le prossime misurazioni anti inquinamento RDE (Real Drive Emissions).

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Ma Mercedes tiene a farci sapere che numerose novità arriveranno anche per i motori benzina. In primo luogo, con il prossimo restyling della Classe S, arriveranno nuovi motori benzina 6 cilindri in linea con tecnologia modulare in luogo degli attuali motori V6. Stesso discorso verrà fatto sui propulsori diesel che vedranno adottare la disposizione 6 cilindri il linea in luogo dell’attuale disposizione V6. La scelta è dettata dal fatto che un motore 6 cilindri in linea, seppur più lungo di un classico motore V6, occupa decisamente minore spazio ai suoi due lati all’interno di un vano motore. Questo maggiore spazio a disposizione verrà sfruttato per portare tutti i sistemi di post trattamento il più possibile a ridosso del motore così da aumentarne l’efficienza. Sempre in materia di sistemi di post trattamento, anche i futuri motori benzina si vedrà l’introduzione del filtro antiparticolato. Soluzione necessaria per superare le sempre più stringenti normative anti inquinamento. Infine, sia i motori benzina che diesel, sei cilindri e quattro cilindri, adotteranno la tecnologia modulare così da poter sfruttare sempre più parti in comune su diverse motorizzazioni.

TecDay Road to the FutureSe ciò non dovesse bastare, la Casa della Stella non si è fatta scappare nemmeno l’elettrificazione dei moderni motori a combustione interna, soluzione recentemente adottata anche dalla Casa di Monaco di Baviera. Sfruttando le nuove tecnologie con sistemi a 48 Volt più performanti ed efficienti, i motori benzina di nuova generazione riceveranno un bell’aiuto nel contenimento dei consumi e delle emissioni inquinanti. Una reale applicazione saranno i nuovi starter e i nuovi alternatori che equipaggeranno i moderni sistemi micro ibridi da 48 Volt declinati a diffondere sempre più la tecnologia ibrida. Nello specifico stiamo parlando del sistema BSG (Belt driven Starter Generator) cioè di un sistema semplice, pensato per i quattro cilindri, che sostituisce in toto l’alternatore classico e si collega al motore tramite una cinghia. Questo sistema, sfruttando una seconda batteria da 48 Volt e un motore elettrico, funge da avviamento del motore, ricarica della batteria e aiutante del motore quando ne ha bisogno.

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Oppure del sistema ISG (Integrated Starter Generator) cioè di un sistema un pelo più complesso, sviluppato per il sei cilindri in linea, che, sempre sfruttando una batteria da 48 Volt, si inserisce perfettamente tra motore e cambio integrando le funzioni di avviamento e di supporto all’interno di un efficiente motore elettrico così da assistere il motore quando ne ha bisogno e ricaricare la batteria mediante un recupero energetico ad alta efficienza.

Motori elettrici e ad idrogeno

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Ma i più attenti all’ambiente non dovranno disperare perché Mercedes ha pensato anche al mondo dei motori elettrici puri. Numerose novità, infatti, permetteranno di innalzare l’asticella delle prestazioni anche in questo ambito da sempre molto caro alla Casa di Stoccarda. Si parte con SMART che sul nuovo modello, sia fortwo che forfour, vedrà l’arrivo di un motore elettrico totalmente nuovo. Nuove batterie, sempre più efficienti e compatte, permetteranno ai più recenti sistemi ibridi di raggiungere performance prima solo immaginabili. Grazie ad una capacità di ben 9kWh le moderne batterie agli ioni di litio permetteranno ai lussuosi SUV della Stella di ottenere un’autonomia di ben 500 chilometri.

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Ma la vera regina dell’evento è stata la Mercedes GLC Fuel-Cell, una SUV ibrida plug-in dove al posto del motore endotermico troviamo un ipertecnologico propulsore a celle a combustibile o idrogeno che dir si voglia. Questo moderno motore, avendo lo stesso ingombro del motore a combustione interna, può facilmente essere dislocato all’interno del vano motore con i bomboloni dell’idrogeno dislocati lungo la vettura sotto il pianale. Al posteriore, invece, verrà posizionato il motore elettrico, il pacco batterie ed il relativo sistema di ricarica plug-in con la classica presa. Una volta esaurita l’autonomia del pacco batterie, circa 50 chilometri, sarà possibile produrre ulteriore energia elettrica facendo reagire l’idrogeno con l’ossigeno contenuto nelle celle a combustibile. Una soluzione perfettamente funzionante e ormai pronta per essere introdotta nel mercato reale.