
A Bruxelles è andato in scena l’Oscar dell’auto europea.
Infatti, c’è un premio che, più di ogni altro, riesce a fotografare lo stato dell’arte dell’automobile europea.
Un riconoscimento capace di raccontare non solo quale sia la migliore auto dell’anno, ma soprattutto quale direzione stia prendendo l’industria.
È il Car of the Year, un titolo che dal lontano 1964 rappresenta una sorta di Oscar a quattro ruote, ambito dai costruttori e rispettato dagli addetti ai lavori.
Per la terza volta nella sua storia, la proclamazione del vincitore si svolge nella cornice del Brussels Motor Show, che torna così al centro della scena internazionale.
Venerdì 9 gennaio 11:30 è stato annunciato il nome della vincitrice e ancora una volta non si è trattato solo di un nome inciso su una coppa, ma di una scelta simbolica, figlia di una valutazione tecnica profonda e condivisa.
E il vincitore è…
Secondo i giurati del premio, la Mercedes CLA ha saputo incarnare meglio lo spirito del tempo, conquistando il titolo di Car of the Year 2026.
Lo ha fatto grazie a una combinazione di innovazione tecnologica, visione industriale e capacità di rispondere alle reali esigenze del mercato europeo.
Un’auto che non ha semplicemente convinto (il distacco dalla seconda classificata è evidente: 320 punti contro 220) ma che ha raccontato una storia chiara sul futuro dell’automobile, con una piattaforma nuova e tanta innovazion e. Una storia che merita di essere ascoltata.
Alle sue spalle si è classificata la Skoda Elroq mentre terza (con 208 punti) la Kia Ev4.
Sessanta giornalisti, ventitré Paesi, un solo verdetto
Il Car of the Year non è un premio popolare né un semplice sondaggio.
È il risultato di un processo strutturato e rigoroso, affidato a 60 giornalisti automotive specializzati, provenienti da 23 Paesi europei.
Professionisti che, ogni anno, analizzano con occhio critico design, tecnologia, sostenibilità, efficienza, sicurezza e rapporto valore/prezzo.
Per essere eleggibile, un modello deve rispettare criteri ben precisi:
- essere completamente nuovo (non un semplice restyling);
- essere stato commercializzato in almeno cinque Paesi europei nell’anno precedente;
- rappresentare un passo avanti concreto in termini di progetto e contenuti.
Da qui nasce una long list che per l’edizione 2026 comprendeva 35 modelli, ridotti poi a una shortlist di sette finaliste, riunite in un unico luogo per una sessione di test comparativi ancora più approfonditi.
Ogni giurato dispone di 25 punti, assegnabili liberamente, ma un solo modello può ottenere il punteggio massimo.
Un sistema che premia l’equilibrio complessivo, non la semplice eccellenza in un singolo ambito.
Sette finaliste, sette visioni dell’automobile
La shortlist del Car of the Year 2026 è stata particolarmente interessante perché rifletteva la pluralità di approcci tecnologici che caratterizza il mercato attuale.
| Citroën C5 Aircross | SUV medio | Comfort evoluto, piattaforma multi-energia |
| Dacia Bigster | SUV C | Razionalità costruttiva, value for money |
| Fiat Grande Panda | Compatta | Progetto globale, elettrificazione accessibile |
| Kia EV4 | C-segment elettrico | Piattaforma E-GMP, software-defined vehicle |
| Mercedes-Benz CLA | Berlina compatta premium | Digitalizzazione avanzata, efficienza aerodinamica |
| Renault 4 | Crossover compatto | Rilettura elettrica di un’icona storica |
| Skoda Elroq | SUV compatto elettrico | Modularità MEB, razionalità funzionale |
Difficile trovare un filo unico, se non quello della trasformazione: elettrica, digitale, industriale. E proprio per questo la scelta finale sembra sia stata tutt’altro che scontata.
Bruxelles 2026, il Salone teatro della decisione
La proclamazione ufficiale si è svolta nel pieno della giornata stampa del Salon de l’Auto de Bruxelles, davanti a una platea di giornalisti internazionali.
Subito dopo l’annuncio, la vettura vincitrice è stata esposta sul palco dedicato nel Palais 6, insieme con tutte le finaliste, riunite per l’intera durata del Salone.
In questo modo Bruxelles diventa così luogo di confronto, spazio fisico dove il pubblico può toccare con mano le diverse interpretazioni dell’auto moderna, dalle elettriche pure ai modelli multi-energia, dai SUV compatti alle compatte globali.
Uno specchio del nostro tempo
Alla fine, il Car of the Year non premia solo un’auto, premia una direzione.
Un modo di interpretare la mobilità tra vincoli normativi, transizione energetica e aspettative dei clienti.
In un’epoca in cui l’auto è chiamata a essere più efficiente, più intelligente e più sostenibile, questo riconoscimento resta uno dei pochi capaci di fermare l’istante.
E forse è proprio per questo che, ogni anno, continuiamo a guardarlo con la stessa attenzione di sempre.
















