
“Ma”, “Jinba ittai” e “Kodo” sono i principi giapponesi ai quali si richiama Mazda.
Sono nomi che agli europei non dicono molto, ma per gli automobilisti che scelgono le auto del costruttore nipponico rappresentano qualcosa.

Ad esempio una sostanziale concretezza, che per quanto riguarda il “Ma” (la bellezza dello spazio vuoto), significa una sorta di esaltazione dell’indispensabile, ma non di più.
Il valore dell’essenziale
Dentro l’abitacolo – luminoso grazie al tetto panoramico in vetro stratificato da oltre un metro quadrato di superficie, trattato affinché non entrino i raggi ultravioletti (99,7% l’indice di protezione) – c’è praticamene solo quello che serve.

Magari lo schermo centrale da 26” poteva anche essere più piccolo, ma è sparito il cruscotto digitale, sostituito da un head-up display (di serie pure quello).
Minimalismo nipponico
Il “Kodo design” è lineare e minimalista, e sulla CX-6e viene espresso sempre da un cofano allungato e due soluzioni estetiche e aerodinamiche sistemate non solo all’inizio del cofano, sopra la griglia, ma anche ai lati dei montanti posteriori.
Per ridurre la resistenza all’aria, sulla top di gamma, la “Takumi Plus”, a listino da 49.750 euro, ci sono anche i retrovisori laterali esterni digitali (quello centrale interno dispone della stessa tecnologia, ma può essere utilizzato anche in modo convenzionale).
La trazione posteriore nel mondo dell’elettrico
Il Suv, la seconda elettrica di Mazda disponibile in gamma dopo il pensionamento della compatta MX-30, misura 4,85 metri di lunghezza e pesa 2.200 kg.
È relativamente “leggero”, offre cinque posti e un bagagliaio che al massimo delle potenzialità arriva a 1.434 litri.

Ed è anche relativamente “insolito” per via della trazione posteriore: il motore da 258 CV e 290 Nm di coppia spinge sulle ruote dietro e sarà interessante capire come si guiderà.
Mazda ha naturalmente garantito di essere intervenuta a livello europeo per adattare ogni aspetto (dallo sterzo fino alle prestazioni degli pneumatici) alle aspettative dei clienti del Vecchio Continente: una “correzione” europea dello “Jinba ittai” giapponese (applicazione automobilistica del rapporto tra il destriero e il suo cavaliere).
All inclusive (o quasi)
Di sicuro, nonostante i dazi (il Suv arriva dalla Cina, dove viene fabbricato nell’ambito di una cooperazione con la Changan), è riuscita ad adeguare il listino, che parte da 46.750 euro.
Un prezzo interessante (gli ordini sono stati aperti il 9 gennaio, giorno dell’esordio del modello al Salone di Bruxelles), soprattutto perché la CX-6e è quasi (quasi) full optional e tra gli “accessori” più costosi ci sono le tinte, tipo i 1.550 euro richiesti per il famoso e sempre gradevole “Red Soul Crystal”.
Quasi 500 km con un pieno di corrente

Circa le prestazioni, Mazda anticipa consumi tra i 18.9 e i 19.4 kWh/100 km (l’auto pesa 2,2 tonnellate), che con la batteria al litio ferro fosfato da 78 kWh (il solo “taglio” proposto) valgono fino a 484 km di percorrenza con una singola ricarica.
Quella dal 10 all’80% può avvenire in 24 minuti, mentre la velocità massima è di 185 orari e per lo spunto da 0 a 100 servono 7,9 secondi di attesa.
















