I risultati negativi erano stati anticipati ieri a Ginevra dai vertici della Fiat, ma affermare che si tratta di dati in linea con le attese non è sufficiente a smorzare l’eco di una situazione che per il mercato auto italiano (e per il Lingotto) si va facendo sempre più complicata.
D’altronde il confronto con un anno fa è impietoso per gli effetti ancora vigenti (all’epoca) degli incentivi, qualche segnale di ripresa dovrebbe arrivare da aprile, a patto che alcuni fattori chiave (quali aumento di inflazione e disoccupazione) non continuino a incidere sulle spese delle famiglie. Per ora, il settore ha chiuso febbraio con l’ennesima flessione del 20,49% a 160.329 esemplari, il peggior bilancio per il 2° mese dal 1995.
Ovviamente da dimenticare anche il dato relativo al 1° bimestre con un calo del 20,45% per un totale di 325.279 unità. Confermate le stime per l’intero 2011 a 1,8 milioni di vetture.
Bene gli ordini, sempre tenendo conto del paragone anomalo con la prima parte del 2010 (+18% in febbraio, +20% nei 2 mesi), mentre l’usato ha guadagnato rispettivamente l’11,5 e l’11,1%. In febbraio, il Gruppo Fiat ha perduto oltre il 27% con una quota scesa dal 31,01 al 28,45%.
Tra i marchi stranieri, in crescita Audi, BMW, Honda, Infiniti, Jeep, Lexus, MINI, Mitsubishi, Nissan, Porsche, Saab, Seat, SsangYong e Subaru. Per quanto riguarda i modelli, Punto leader nel bimestre davanti a Panda, Fiesta, 500, Golf e Ypsilon.
















