
Mercato auto, eppur si muove. La frase, di galileiana memoria, potrebbe essere lo sfondo al commento sui dati di vendite delle auto in Europa diffusi da Acea, l’Associazione dei Costruttori europei. Le vendite di auto nel Vecchio Continente nel mese di aprile è cresciuta del 6,9% rispetto allo stesso mese del 2014; anche se lentamente e a fatica, il settore automotive rialza la testa. Analizzando più da vicino i dati si scopre che le vetture vendite sono 1.209.551, rispetto alle 1.131.946 dello stesso periodo 2014 (è la migliore performance dal 2009). Questa cifra porta a 4.848.058 le immatricolazioni totalizzate nei primi 4 mesi del 2015 (+8,1% rispetto al periodo gennaio-aprile 2014, vale a dire 362.500 auto vendute in più).
Dei cinque mercati emergenti, l’Italia tira il gruppo con un 24,2%, mentre gli altri quattro paesi crescono, nel mese, meno della media europea. Nella classifica, meglio dell’Italia hanno fatto la Grecia (secondo posto con 43,3% di aumento delle vendite) e l’Islanda (+90,8%). Il motivo di questa crescita è sostenuta, oltre che dal noleggio a breve e lungo termine, dagli acquisti dei privati, grazie anche alle politiche commerciali delle Case e delle reti, che però non pare finanziariamente sostenibile a lungo. Come osserva Romano Valente, direttore generale di UNRAE, “Di fatto tutte le Case e le Concessionarie si stanno sostituendo allo Stato nell’esigenza di ringiovanire il parco circolante. A questo ritmo, però, si impiegheranno molti anni per rinnovarlo significativamente”.
Se puntiamo la lente d’ingrandimento sui dati nostrani scopriamo che il Gruppo Fiat chiude aprile con un confortante +13,3%. La performance del Gruppo torinese è però in gran parte sostenuta da uno strabiliante +179,6% del marchio Jeep, mentre Fiat chiude con un +9,5%; sono invece negative le percentuali di Alfa Romeo (-8,6%) e Lancia/Chrysler (-0,5%). Il resto del Gruppo (Dodge, Ferrari e Maserati) chiude con +10,9%.
Guardano in Casa d’altri, i numeri sono tutti positivi: Gruppo Volkswagen +5,6%, Gruppo PSA Peugeot/Citroën +2,1%, Gruppo Renault +14,9%, Ford +2,7%, Opel +1,7%, Gruppo BMW +11,9%, Gruppo Daimler +8%, Gruppo Toyota +0,2%, Nissan +9%, Hyundai +8,5%, Kia +7,2%, Volvo +11,3%, Mazda +12,1%, Gruppo Jaguar/Land Rover +17,6%, Suzuki +2,3%, Mitsubishi +32,1%. Unica voce fuori dal coro quella di Honda, che chiude il mese di aprile con -24,9%.

















