La visibilità durante la guida: quando il design diventa un problema

Alcuni potrebbero arguire che le auto di oggi siano tutte uguali. Sto ovviamente parlando di design. E, a dir la verità, come dare loro torto. In particolare, in alcuni segmenti, la somiglianza è a dir poco strabiliante. Forse, mai il mercato ha prodotto modelli di auto tanto simili tra loro come in questi anni. Però, che lo si voglia ammettere o no, in molti casi si tratta di linee interessanti, molto innovative e talvolta al limite di ciò che è possibile ottenere con i più moderni mezzi di produzione. Penso alla tecnologia delle vetrature, a quella dei proiettori e, in ultimo, ma certo non in ordine di importanza, a quella dei lamierati ottenuti con metodi di lavorazione una volta veramente impensabili. Insomma, si può dire tutto, ma non che le auto di oggi siano brutte. A parte qualche lemon car da manuale. Crescono le potenze dei motori e con loro le masse in gioco, a tal punto che, malgrado un incremento notevole di potenza specifica,  le prestazioni non sembrano decollare. Ma questo è un argomento interessante che è meglio lasciare ad un successivo editoriale. C’è però un aspetto che di questi tempi si sta trasformando in un vero e proprio tormentone: sono sempre di più le auto che offrono una visibilità limitata. Alcuni casi sono da considerarsi delle vere e proprie trappole che minacciano la sicurezza di marcia. Il problema esiste da tempo, ma anni fa si presentava in modo sporadico su pochi modelli. Oggi è diventato una piaga, anche per costruttori blasonati. Solo un anno fa ebbi modo di noleggiare uno Chevrolet Equinox negli Stati Uniti. Non ci volle molto per scoprire l’errore clamoroso di mamma Chevy. Il montante dell’Equinox è straordinariamente invadente, per non dire del tutto imbarazzante. Se vi capitasse di guidare un Equinox di questo periodo… attenti a pedoni e spartitraffico bassi, in prossimità degli incroci. Sono praticamente invisibili.

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Se poi consideriamo la visibilità posteriore, sempre per restare in tema, scopriamo che Chevrolet sta creando qualche problema anche agli utenti della nuova Impala. Ma fate attenzione. Presentato in questo modo, il problema sembrerebbe interessare solo il marchio del cravattino. Sbagliato. I due esempi citati mi sono capitati sotto mano di recente, ma il problema della visibilità interessa moltissimi veicoli, anche europei. Per tutto questo c’è però più di una spiegazione. Le nuove esigenze in termini di aerodinamica giocano un ruolo importante. Il raggiungimento delle condizioni di sicurezza imposte dalle recenti normative fanno il resto. I montanti sono molto più grandi e spesso molto più inclinati. E parlando con tecnici e designer ho avuto modo di scoprire un aspetto un po’ sconcertante: molto spesso, all’interno del progetto di un autoveicolo, la visibilità non è più considerata un obiettivo primario. Come mi è stato spiegato, i costruttori, ormai, realizzano modelli con target di vendita totalmente mirati e spesso il design è così importante da far passare in secondo piano il problema della sicurezza attiva garantita anche da una buona visibilità.

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Secondo alcuni Consumer Reports americani, tra i veicoli con ottima visibilità troviamo la Subaru Forester, la Nissan Altima e la Mercedes GLK. Per quest’ultima non posso che confermare personalmente la validità del sondaggio, avendola provata di recente. Sempre secondo i già citati Consumer Reports, invece, vengono annoverate tra le vetture con peggiore visibilità la Mini Cooper Cabrio, la Nissan 370Z, la Honda CR-Z e la Chevrolet Camaro.
Talvolta anche il sottoscritto è d’accordo a sacrificare un po’ di sicurezza attiva per un’auto che sappia sorprendere ad ogni sguardo. Credo però che la questione andrebbe limitata a modelli specifici di nicchia, per i quali possa essere considerata accettabile una tale rinuncia. Ma se state pensando ad un veicolo per uso quotidiano, il mio modesto parere è di dare particolare importanza a questo aspetto. In alcune circostanze, può fare veramente la differenza.

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Foto di: Stefano Lazzarino