La Opel Astra Sports Tourer si rinnova e convince

Abbiamo provato la nuova station wagon compatta della casa tedesca, auto vincitrice del titolo di Car the Year 2016, meritato grazie alla sua versatilità e ai contenuti tecnologici di segmento superiore.

Opel vanta una tradizione di oltre cinquant’anni nella produzione di wagon compatte e accessibili, visto che introdusse il primo modello di Kadett Caravan nel 1963; il nome Kadett si trasformò in Astra nel 1991 e, dopo svariate versioni, si è arrivati quest’anno alla decima interpretazione del modello.

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La station wagon è un tipo di carrozzeria che, se negli anni ’90 visse un periodo di boom, oggi a volte viene snobbata, spesso in favore dei più modaioli SUV e crossover, ma è indubbio come sia impareggiabile in quanto a capacità di carico e praticità nell’utilizzo quotidiano, inoltre le sue forme allungate la rendono vincente sotto il profilo della resistenza aerodinamica e quindi dei consumi.

PIU’ LEGGERA E TECNOLOGICA

Invariata nelle dimensioni rispetto alla precedente versione (4,7 metri la lunghezza), la nuova Astra Sports Tourer è costruita su una nuova piattaforma, che sarà la base dei futuri modelli e vanta un alleggerimento della scocca di ben 85 kg e una riduzione di 50 kg sui componenti del telaio, grazie all’utilizzo in massima misura di acciai alto-resistenziali. La riduzione di peso complessiva, a seconda delle versioni, può arrivare fino a 190 kg.

Completano il rinnovamento della vettura il vano di carico aumentato di 80 litri, la migliorata versatilità dei sedili, l’incremento dello spazio a bordo, nonché una serie di contenuti tecnologici, spesso unici nel segmento, tra cui spiccano i nuovi fari adattativi IntelliLED, il sistema di assistenza remota ONStar e il Traffic Sign Assist, in grado di leggere e visualizzare a bordo i segnali stradali come i limiti di velocità.

ESTERNI

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I gruppi ottici dal fondo scuro, ben incastonati nella calandra anteriore, rendono il frontale molto aggressivo, inconfondibilmente tedesco; le linee tese proseguono poi sulle fiancate, dove un rilievo orizzontale è posto in corrispondenza delle maniglie delle portiere, esattamente come sulla versione a cinque porte.

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Il posteriore si distingue ovviamente dalla sorella minore per il vano di carico allungato, che termina con fari grandi a sviluppo orizzontale e una sagoma piatta. La compattezza e la pulizia del design sono senz’altro uno dei motivi dell’ottimo coefficiente di resistenza aerodinamica di soli 0,272.

INTERNI

Materiali e finiture quasi equiparabili a quelle di un segmento Premium, fanno da cornice a un volante dalle giuste dimensioni, sapientemente sagomato e completo di tutti i comandi per la guida e l’infotainment.

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I sedili, sviluppati in collaborazione con AGR (società tedesca esperta nello studio della postura), li abbiamo trovati efficaci nel contenimento laterale  e facilmente adattabili alla propria corporatura. Come optional c’è la possibilità di averli riscaldabili e con massaggiatore incorporato, prerogative di auto di fascia superiore. Versatilità ai massimi livelli, con la scomposizione in tre parti della seduta posteriore, abbattendo le varie porzioni tramite un comodo pulsante.

Lo spazio a bordo non manca e ci ha impressionato soprattutto l’altezza del cielo (incrementata di circa 3 cm rispetto al vecchio modello) e la notevole abitabilità per i passeggeri posteriori.

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Il vano di carico ora arriva fino a 1630 litri di volume e può essere dotato (tramite il pacchetto Flex Organizer) di una serie di accorgimenti per fissare al meglio i bagagli, come rail laterali, reti e divisori.

Il portellone posteriore è automatico e con l’opzione “hands free” l’apertura può avvenire soltanto tramite il movimento del piede appena sotto al paraurti.

Un piccolo appunto sul cambio manuale, che ha innesti un po’ lunghi e la presenza del bracciolo centrale spesso interferisce con il gomito durante il cambio di marcia.

IL NUOVO 1.6 BITURBO CDTI 160 CV

Assieme alla vettura è stato presentato anche il nuovo sorprendente propulsore 1.6 Diesel Biturbo, che riesce a ottenere prestazioni pari al vecchio 2.0 CDTI 160 cv (che sostituisce), ma è drasticamente più piccolo e più leggero.

Per ottenere ben 100 cavalli/litro il motore è dotato di due turbocompressori: il primo, più piccolo e a geometria variabile è messo in movimento nei regimi bassi, fino a circa 2500 giri al minuto, quando è basso l’apporto di gas combusti che mettono in rotazione la turbina.

Dai 2500 giri in poi, l’apertura progressiva della valvola TGV (turbine bypass valve), mette in funzionamento anche la seconda turbina, più grande e a geometria fissa. Dai 2500 fino ai 4000 giri le tue turbine lavorano di fatto in parallelo, mentre oltre ai 4000 giri, l’unità più piccola viene esclusa dalla linea di scarico del motore.

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Lo spaccato della linea di scarico mostra in primo piano, al centro, il turbocompressore più grande, dedicato agli alti carichi. A destra, in alto, si intravede la seconda unità, più piccola, dotata di geometria variabile (si scorgono le palette sullo statore in grado di variare l’inclinazione e quindi il flusso d’aria)

La catena di distribuzione, oltre al consueto movimento dei due alberi a camme, ha il compito di muovere la pompa che immette in pressione il diesel, fino a 2000 bar, nel rail di alimentazione. Un’ulteriore catena, più compatta, è dedicata solamente alla rotazione della pompa olio, immersa nella coppa.

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Nella sezione si intravede la catena di distribuzione principale che sale fino alla corona che mette in moto gli alberi a camme e a destra l’ingranaggio della pompa del gasolio. In basso, la catena più piccola dedicata alla pompa dell’olio. La pompa dell’acqua si trova invece dall’altro lato del motore ed è mossa da una cinghia ausiliaria.

Il 1.6 Biturbo Diesel è quindi un’ottima alternativa sportiva al top di gamma 1.6 turbo benzina da 200 cavalli, mentre gli altri diesel ordinabili sono i 1.6 CDTI da 95, 110 e 136 cavalli, dove il secondo è quello che registra i consumi più bassi e sarà, a nostro avviso, la versione più richiesta nel nostro paese.

ALLA GUIDA

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Il percorso di prova della nuova Astra 1,6 Biturbo Diesel sono state le curve e la splendida cornice della valle del fiume Douro in Portogallo. Inizialmente, il breve tratto autostradale che da Porto ci conduce alla valle, ci ha consentito di apprezzare l’ottima silenziosità di marcia e l’assenza di vibrazioni del nuovo propulsore.

Giunti in prossimità del fiume e abbandonata la tranquillità della guida autostradale, ci siamo immersi nel misto di curve che hanno messo in luce una buona dinamicità del veicolo, anche se la taratura delle sospensioni è stata pensata tipicamente per privilegiare il comfort dei passeggeri.

In uscita dalle curve la spinta è poderosa, mentre il lievissimo lag del turbo è risultato avvertibile solamente al di sotto dei 2000 rpm; grazie al tasto Sport, si può rendere ancora più immediata la risposta del motore al pedale dell’acceleratore, dando così libero sfogo ai 350 Nm di coppia, disponibili già a partire da 1500 giri.

Ottimi i consumi rilevati che, in un tratto misto, con molti saliscendi, si sono fermati a una media di 5,7 l/100km.

CONCLUSIONI E PREZZI

La nuova Astra Sports Tourer è un’ottima wagon compatta che fa della versatilità e della tecnologia a bordo i suoi punti di forza, ideale per le flotte aziendali o per un utente a cui piace una vettura comoda e pratica, sia per l’utilizzo quotidiano, che per il tempo libero.

Importante sottolineare che il miglioramento generale non ha comportato ritocchi nel prezzo, il quale addirittura scende di qualche centinaia di euro rispetto alla precedente versione: con soli 18,600 euro si può acquistare la versione 1.4 da 100 cavalli a benzina, mentre ci vogliono 27,100 euro per la 1,6 Biturbo Diesel, ordinabile solo nell’allestimento Innovation, il più venduto e molto ricco di dotazioni di serie.

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