
La Fiat Ritmo di metà anni ‘80 – La Fiat Ritmo inaugurò un nuovo corso di progettazione e costruzione dei tecnici Fiat. Ma non solo. Fu anche la prima vettura di Torino ad essere costruita con il modernissimo sistema automatizzato Robogate. Al 31 marzo del 1986, la Fiat ritmo aveva già superato quota 2.000.000 di esemplari prodotti. Il sistema automatizzato e flessibile, definito Robogate, fece sicuramente la sua parte, ma la vettura aveva veramente tutte le caratteristiche per potersi definire innovativa.

A metà degli anni ’80 veniva offerta in ben dieci versioni che venivano declinate grazie anche ai 4 motori a benzina e ai due diesel. I primi venivano offerti con le seguenti cilindrate: 1.100, 1.300, 1.600 e 2.000 cm3 mentre i due propulsori a gasolio, di cui il primo aspirato e il secondo turbo, vantavano cilindrate rispettivamente pari a 1.700 e 1.900 (quest’ultima era l’unità sovralimentata). Al top della gamma c’era lei, ovvero il mito: la versione Abarth 130 TC, con motore a quattro cilindri di 2 litri e due carburatori doppio corpo. Come diceva chiaramente il nome, per lei c’erano 130 CV che le consentivano di raggiungere e superare i 190 km/h. Impossibile dimenticarla. Impossibile non rimpiangerla. Per chi se ne fosse dimenticato, questa belva con il bialbero Fiat sotto il cofano, opportunamente preparata, vinse una moltitudine di competizioni e tra i più importanti successi sportivi citiamo il Campionato italiano assoluto Rallies. La Fiat Ritmo di cui stiamo

parlando in questa pagina è quella del restyling del 1985, anno in cui, dalle forme più arrotondate della versione presentata nell’aprile del 1978, si passò a quelle linee più squadrate che vedete nelle immagini. Oggi si parla a dismisura di sistemi Start&Stop, ma la metodica dello spegnimento del motore a veicolo fermo, che ora è universalmente adottata, Fiat l’aveva già inventata negli anni ’80, proprio con la Ritmo Energy Saving che adottava il dispositivo “Citymatic”, un dispositivo in grado di spegnere il motore a vettura ferma, per poi riaccenderlo successivamente. Con il motore 1.300, inoltre, venne offerto, oltre al tradizionale cambio meccanico a cinque marce, una trasmissione automatica a tre rapporti. Fiat, nei propri comunicati stampa, tenne anche a sottolineare che la versione Turbo Diesel con i suoi 80 CV e la sua velocità massima di 170 km/h era la più brillante auto a gasolio della categoria. Come dargli torto.
















