Introduzione all’infotainment: annessi e connessi

Sebbene diverso da come i film di fantascienza lo hanno dipinto negli anni ’60, è innegabile che il 21° secolo sia profondamente diverso, rispetto all’ultimo periodo del millennio passato: essere disconnessi dal mondo e lontani dall’informazione prêt-à-porter è impensabile. Ovunque ci giriamo, siamo invasi da informazioni, tecnologie che avvicinano le persone e velocizzano il raggiungimento di scopi ed obiettivi di ogni natura. Dall’unione delle parole information ed entertainment, nasce quindi l’infotainment, una parola americana che unisce l’informazione all’intrattenimento: tutto ciò sta a significare la possibilità di unire l’utile ed il dilettevole in un unico pacchetto.

Nato come termine per il mondo del broadcasting televisivo che consta della possibilità di spettacolarizzare un avvenimento e raggiungere l’attenzione del fruitore in maniera più efficace, è oggigiorno quasi univocamente associato allo spettro della tecnologia: nello specifico della sfera dell’automobile, ci si riferisce al termine “automotive-infotainment”, con particolare indirizzo verso quei sistemi multimediali di ultima generazione che permettono di associare navigazione satellitare, controllo delle funzioni di bordo del veicolo, ascolto di musica personalizzata, visione di filmati e quant’altro.

 

DOVE SI VA?

Mazda Eunos GPS

La storia dei sistemi di in-car entertainment è strettamente legata allo sviluppo degli impianti di navigazione: contrariamente alla convinzione popolare, il sistema satellitare di posizionamento, meglio noto come GPS (Global Positioning System) non è stato il primo sistema di guida su mappe ad essere implementato su un veicolo. Essendo, infatti, lo stesso di derivazione militare e strettamente e gelosamente custodito dal reparto di operazioni belliche degli USA, era necessario sfruttare altri meccanismi.

Pioniera nel settore è stata la casa costruttrice Toyota, introducendo dapprima nel 1981 un computer di navigazione nella Toyota Celica e, nel 1987, il primo sistema di navigazione al mondo basato su CD-ROM sull’ammiraglia del marchio: la Toyota Crown. Abbinando i segnali estrapolati dai sensori applicati alle ruote con gli impulsi calcolati dagli accelerometri, la vettura era capace di guidare il conducente in una navigazione “turn-by-turn” fino al raggiungimento della destinazione pre-impostata con un discreto margine di precisione.

Il sistema GPS, invece, è stato reso disponibile al pubblico civile dopo l’increscioso incidente che ha portato fuori rotta un Boeing 747 della Korean Air nel 1983, causandone l’abbattimento dello stesso da parte delle forze militari dell’allora Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS): per merito di Ronald Reagan, fu emanata una direttiva che estendeva l’utilizzo della tecnologia come ausilio, rendendola di fatto un bene comune. La prima automobile dotata della tecnologia capace di riceve i segnali dei satelliti è stata la Mazda Eunos Cosmo del 1990, per mezzo di quello che è stato uno degli antenati dei moderni sistemi di infotainment: per mezzo di uno schermo touch-screen, era possibile manipolare un computer denominato “Car Control System, che permetteva di regolare la climatizzazione, ricevere i segnali televisivi, ascoltare la radio, effettuare telefonate e tenere a bada tutte le funzionalità del veicolo.

 

SI, PRONTO?

BMW iPhone

Un’altra funzionalità molto importante all’interno del veicolo, soprattutto in rapporto con quelle che sono le normative vigenti al giorno di oggi, è quella relativa alla comunicazione con l’esterno: sviluppati a partire dal secondo dopoguerra, i telefoni veicolari sono sempre stati oggetto di grande attenzione da parte del pubblico, in quanto aumentano la sicurezza di marcia nelle condizioni in cui sia necessario effettuare delle chiamate nel mentre in cui ci si trova alla conduzione di un’autovettura. Viste le dimensioni degli apparati di telefonia mobile di quegli anni, a cavallo del 1980 i telefoni veicolari erano più diffusi dei classici “telefonini”; a contribuire a questo boom, vi era anche la capacità di ricezione maggiore delle vetture, dotate di antenne ad alto potenziale e posizionate all’esterno dell’involucro metallico, invece che nell’abitacolo, garantendo una ricezione migliore ed una qualità dell’interlocuzione di tutto rispetto.

Sebbene ad oggi esistano ancora alcuni rari modelli di telefoni veicolari dedicati, il mercato è andato via via sparendo in favore dei sistemi di infotainment integrati, che garantiscono una connettività senza fili tra gli apparati stessi ed i telefoni grazie alla tecnologia Bluetooth

 

INTEGRAZIONE

BMW ConnectedDrive: BMW Apps

Il vero passo avanti visto nel ventunesimo secolo non è stato volto all’invenzione di nuovi e futuristici dispositivi; bensì ad una perfetta integrazione tra di loro, rendendo la vita a bordo più facile ed improntata verso il comfort, riducendo lo stress caricato sul conducente ed i loro passeggeri. Per esempio, oggi per effettuare una chiamata è sufficiente pronunciare con un normale tono di voce il nome del contatto che si vuole interpellare; o, per raggiungere una destinazione mediante il sistema di navigazione satellitare, è sufficiente enunciarla: sarà compito del calcolatore, trovare la strada ed impartire istruzioni al guidatore per giungere all’arrivo. Sarà compito del dispositivo abbassare il volume della musica prima di attivare le indicazioni del sintetizzatore vocale, trasferire il comando al quadro strumenti per impartire ordini visivi senza distrarre l’attenzione del conducente.

 

CIAK, SI GIRA!

MINI GoPro

Le possibilità dei sistemi di infotainment moderni si sono spinte fino a livelli mai pensabili: nello specifico, il gruppo BMW ha lanciato sul brand MINI la possibilità di controllare le note telecamere GoPro mediante lo schermo principale della vettura. Il fulcro del sistema è una nuova app che permette di vivere in auto un divertimento simile a quello che si avrebbe al cinema, riprendendo scene o foto con telecamere montate sia all’interno che all’esterno della vettura.

Il conducente, mediante un menu apposito presente sul computer di bordo, può avviare o fermare la telecamera, regolare la modalità di ripresa, modificare la frequenza degli scatti, accendere o spegnere la telecamera e visualizzare, nel caso in cui il veicolo sia fermo, un’immagine in anteprima che permette di verificare la prospettiva della telecamera e scegliere l’inquadratura perfetta.

 

MECCANICO A DISTANZA

Mercedes Me

Infotainment non è solo intrattenimento ludico; è anche la possibilità di tenere monitorata l’autovettura a distanza per mezzo di una serie di dispositivi ed applicazioni che consentano di non lasciar sfuggire nulla della propria vettura. In questo, il gruppo Daimler lancia sul suo noto brand Mercedes-Benz la piattaforma Mercedes.Me, per mezzo della quale si intende rappresentare tutta una serie di servizi che ruotano attorno alla rete.

Mercedes.me è la soluzione della firma della stella per poter integrare in maniera ottimale i servizi di assistenza e di mobilità, di modo da creare un punto di riferimento per il service ed offrire profili personalizzati sulle esigenze di ognuno dei fruitori. Grazie al sito internet dedicato, infatti, è possibile conoscere informazioni come il luogo in cui il veicolo è parcheggiato, il livello di carburante, lo stato di manutenzione, la carica della batteria e altre nozioni che possono risultare utili; in aggiunta a quanto descritto, il collegamento ad internet permanente fa sì che il veicolo sia in diretto contatto con tutte le officine autorizzate Mercedes-Benz, di modo da poter anticipare qualunque intervento di garanzia ed ottenere un aiuto in tempo reale da parte di un tecnico ufficiale.

 

IL FUTURO

Apple CarPlay

Nel 2015, ognuno di noi si avvia sempre di più a vivere in simbiosi con il proprio smartphone; la direzione delle case è quella di favorire il passaggio dall’abitacolo all’ambito pedonale nella maniera più indolore possibile. A tale, scopo, sono state messe a punto delle piattaforme studiate per interfacciarsi con i due grandi colossi della telefonia intelligente: Apple e Google. I giganti di Cupertino e di Mountain View hanno lavorato a due progetti distinti, denominati Apple CarPlay ed Android Auto: lo scopo principale delle due piattaforme è quello di offrire un modo intelligente e sicuro di usare le funzionalità principali dei telefonini quando ci si trova al volante. I dispositivi sopracitati saranno presto disponibili su brand automobilistici del calibro di Alfa-Romeo, AUDI, BMW, Mercedes-Benz, Peugeot, e Volvo; inoltre, sono già disponibili nel mercato della tecnologia after-market, sui dispositivi di ALPINE e Pioneer, per offrire un connubio perfetto tra integrazione e personalizzazione.

Un’altra interessante alternativa a coloro che fossero in possesso di un telefono Android di ultima generazione è la piattaforma MirrorLink, sviluppata e messa a punto appositamente per creare un environment protetto e sicuro tra veicolo e dispositivibo mobile. Già disponibile per molti veicoli come Honda, SEAT e Smart, permette di visualizzare i contenuti presenti nello smartphone, di ascoltare musica e connettersi ad Internet utilizzando il piano dati già proprio del dispositivo mobile.