Monza, dove vai?

Con gli striscioni “Ecclestone, non toccare Monza” e “C’è solo un Gran Premio, in Italia”, la tifoseria presentatasi a vedere la propria scuderia del cuore correre sullo storico autodromo lombardo durante il gran Premio d’Italia del 6 settembre 2015 ha espresso senza remore il proprio interesse a tentare di far cambiare idea a Bernie Ecclestone, magnate milionario delle corse automobilistiche.

Bernard Charles Ecclestone, nato il 28 ottobre del 1930 ed accusato di aver trasformato il mondo delle corse in una attività redditizia a tutti gli effetti, si è espresso in termini glaciali, negando con certezza quasi completa un futuro per l’Autodromo di Monza: oggetto del contendere è la cifra richiesta dalla Federazione Internazionale dell’Automobile alla società gestrice del circuito, la SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport), quantificata in circa 25 Milioni di Euro.

 

UN PUNTO DI INCONTRO

Sebastian Vettel

Allo stato attuale delle trattative, Andrea Dell’Orto, presidente SIAS, non si è espresso in termini definitivi sulla possibilità di concludere o meno la mediazione; quel che è certo è che la somma offerta dal circuito all’organizzazione di Ecclestone è di circa 15 Milioni di Euro, ammontare reputato troppo esiguo dalla plurinominata federazione.

La situazione paradossale la si ritrova anche nell’atteggiamento di ambedue le parti: secco e fermo da parte della federazione con sede a Parigi, pronto al dialogo da parte della fazione del bel Paese. A tale proposito, sarà molto probabilmente necessario un intervento da parte di Regione e Governo, nella speranza che si possa mantenere viva quella che è a tutti gli effetti una delle icone ed eccellenze della nostra nazione.