Il Futuro è Connected

Il Futuro è Connected. Il Salone di Barcellona torna e si struttura su quattro aree tematiche. Le novità della rassegna catalana.

UNO SGUARDO SUL FUTURO
Con la consueta cadenza biennale si é tenuta l’edizione 2015 della rassegna catalana dei motori che, ormai, si avvicina all’edizione del centenario. Nel frattempo il Salone di Barcellona, l’unica esposizione spagnola riconosciuta dall’OICA (Organisation Internationale de Constructeurs Automobiles), si é rinnovato strutturandosi su quattro aree tematiche ed incorporando in maniera stabile alcune novità viste nell’edizione 2013, confermando ad esempio la vocazione a luogo d’incontro delle autorità e dei massimi dirigenti delle industrie automobilistiche.

Le quattro aree d’interesse ed approfondimento sono la tradizionale esposizione delle proposte delle marche e le tre aree denominate Connected Car, Urban Mobility e Sketch Car Design, ognuna dotata di un proprio spazio fisico. La manifestazione si é tenuta dal 7 al 17 maggio ed ha visto la partecipazione di 38 marche con oltre 60 novità, suddivise tra quelle di livello mondiale (2), europeo (3) e nazionale (tutte le altre). Il presidente del salone, Enrique Lacalle, ha affermato che “abbiamo davanti a noi una delle migliori edizioni del Salone dell’Automobile, nella quale il ruolo di Barcellona come piattaforma industriale, grande vetrina commerciale ed appuntamento ineludibile per gli amanti del motore si evidenzia in modo chiaro. E questo é frutto, in buona misura, dell’appoggio delle istituzioni e dell’impegno delle marche e specialmente dell’ANFAC (l’associazione spagnola dei costruttori, n.d.r.)”. Questa edizione, dopo gli anni della grave crisi che dal 2008 ha colpito in modo particolare la Spagna, si colloca in un momento di ottimismo dovuto alla ripresa di diversi indicatori economici, in particolare di quelli relativi alla produzione di autoveicoli, immatricolazioni ed esportazioni da parte della Spagna. Per l’industria ed il governo iberici, del resto, l’importante é produrre e continuare ad incrementare la produzione, per creare ricchezza ed esportare, proprio come si faceva da noi durante il boom economico degli anni ’60, quando l’industria italiana era in espansione a ritmi incredibili, non solo nel campo dell’auto ma della manifattura in generale (si pensi ai frigoriferi ed agli altri elettrodomestici). Puntando sulla produzione di autoveicoli su scala sempre più grande, la Spagna é divenuta oggi il terzo produttore europeo ed il nono al Mondo e continua a guadagnare posizioni.

Anche per questo l’importanza del Salone di Barcellona sta crescendo e noi di Auto Tecnica lo seguiamo sempre con interesse. Ciò, del resto, é confermato dal fatto che, per la seconda volta, il salone si é aperto con l’incontro al vertice che ha visto insieme i più alti rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali e le massime cariche rappresentative delle industrie del settore. Delle quattro aree tematiche in cui é stato suddiviso quest’anno, il Salone ha avuto la sua componente più tradizionale (quella che il pubblico immancabilmente si attende) nel settore dedicato alle marche, dove sono raccolti ed esposti i veicoli di produzione, le novità e le proposte stilistiche sotto forma di prototipi. Le due novità di livello mondiale, dato che SEAT giocava in casa, sono state le rinnovate Alhambra e Ibiza, mentre hanno esordito a livello europeo le Lexus GS e NX by Will.I.Am e la Jaguar XF. Per quanto riguarda l’Ibiza, a livello meccanico spiccano i nuovi motori Euro 6, ma questa vettura punta soprattutto su sistemi multimediali allo stato dell’arte, possibilità di personalizzazione e contenuti relativi alla sicurezza. I cambiamenti estetici sono invece limitati. Tra le “novità” per il mercato iberico abbiamo notato la nuova Audi Q7, la Renault Espace e la Peugeot 308 GT. In effetti il palcoscenico di Barcellona é stato scelto da molte case per il lancio nazionale di nuovi modelli e varianti, per cui abbiamo visto in anteprima per la Spagna l’Abarth 695 Biposto, l’Alfa Romeo 4C Spider, l’Audi RS3 Sportback, la Ferrari 458 Speciale, la Ford Mondeo, le novità di Jeep su base Wrangler e Renegade, la gamma Mazda rinnovata, le Mercedes Benz GLE Coupé e AMG GT, la Mini John Cooper Works, la nuova Suzuki Vitara e le Volkswagen Golf Variant Alltrack, Passat GTE e Touran.

08

Si tratta solo di una selezione dei modelli presentati, perché la lista completa sarebbe lunghissima ed é stata uno dei motivi di interesse di questa manifestazione, soprattutto per il pubblico spagnolo. Dal punto di vista degli indicatori economici e del mercato dell’auto, sempre facendo riferimento alla realtà nazionale, il Salone di Barcellona ha coinciso con un momento positivo. Infatti nel mese di aprile le immatricolazioni avevano registrato un incremento del 3,2% in rapporto allo stesso mese dell’anno precedente, fino a raggiungere le 82.715 unità. Nei primi quattro mesi dell’anno, la crescita é stata del 23,9% rispetto al 2014, con un totale di 349.857 veicoli immatricolati, segnando così otto trimestri di crescita continuativa secondo i dati diffusi dall’Anfac (l’Associazione dei Costruttori). Oltre la metà dei visitatori del Salone ha dichiarato di essere venuto per conoscere le ultime novità del settore, mentre il 23% era interessato all’acquisto di un’auto nuova o voleva valutare questo acquisto. Tra le cause che spingono il cliente a cambiare l’auto, la prima é l’obsolescenza della vettura attualmente posseduta (29,2%) che nel 37% dei casi ha un’età compresa tra 5 e 10 anni e per il 17,1% oltre 10 anni. Vi sono poi la decisione di possedere una seconda auto (22,9%), disporre di una vettura di categoria superiore (20,8%), che possegga tecnologia smart/mobile (10,4%) ed abbia consumi ridotti (10,4%).

INNOVAZIONE E NUOVE TENDENZE
Le altre tre aree tematiche della manifestazione catalana, come abbiamo anticipato, sono state l’area Connected Car, lo spazio Sketch Car Design e quello denominato Urban Mobility. Nell’area Connected sono state proposte ed affrontate le novità e le prospettive future del veicolo connesso, sotto i molteplici profili che questa espressione sottintende.

E’ stato, ad esempio, posto l’accento sulle opportunità che si hanno nel campo della sicurezza perché, mettendo in rete le auto, si possono chiamare automaticamente i soccorsi in caso di incidente, localizzare e conoscere tragitti alternativi, segnalare agli altri veicoli la presenza di un mezzo in avaria ma, in realtà, le possibilità sono infinite. Un’altra chance che riguarda sia la sicurezza, sia l’efficienza del veicolo e dei suoi sistemi, é la possibilità di ricevere in automatico gli aggiornamenti del software, esattamente come fa un PC quando ci colleghiamo ad internet. In questo modo anche un veicolo vecchio di qualche anno avrebbe ancora la possibilità di migliorare ed incrementare la performance rispetto al passato, ricevendo una nuova programmazione di iniezione ed accensione o della gestione dei sistemi di sicurezza. Questo aggiornamento del software avviene da tempo in campo aeronautico e ciò ci dice anche che le automobili tendono ad assomigliare sempre più agli aerei, dai quali storicamente hanno sempre mutuato soluzioni tecniche e tecnologiche (il che non é affatto la stessa cosa, almeno in un corretto ed appropriato linguaggio ingegneristico). Forse meno importante, ma pur sempre interessante, una soluzione come il Valet Parking.

12

In questo caso il veicolo connesso andrà a parcheggiare in modo autonomo, avviserà (ad esempio con un SMS) l’utente dell’avvenuto parcheggio e, poi, andrà a riprenderlo quando necessario. Per la messa a punto dell’area Connected del Salone hanno dato il loro apporto Enti ed aziende tra cui Bosch, KIA, Fondazione RACC, OTC Engineering, Altran Innovación, Applus Idiada, National Instruments, Inforserveis, Vexia, Fast Parcmotor e la STA (Società spagnola dei Tecnici dell’Automobile). Lo spazio del salone denominato Sketch Car Design si é proposto invece di ricreare all’interno della manifestazione un centro di design dell’automobile, in modo tale da mostrare ai visitatori il ciclo completo di disegno di una vettura. Partendo dalla domanda “Come si disegna un’auto da zero”, gli organizzatori hanno allestito questo spazio particolare, in cui hanno incluso la possibilità di “ripassare” la storia del design automobilistico attraverso la conoscenza dei nomi più importanti del settore. Oltre a questo, é stata predisposta una sintetica selezione dei veicoli più significativi per lo sviluppo delle linee dell’autoveicolo, vere icone note a tutti. Ma l’idea trainante di questo spazio di approfondimento e divulgazione é stata comunque quella di illustrare dal vivo il processo di disegno. Il primo passo si ha quando i disegnatori tratteggiano i primi bozzetti del futuro veicolo, successivamente é stato mostrato come da questi si passa ad un modello tridimensionale, dal quale si giungerà al prototipo del veicolo reale. Visto che SEAT giocava in casa, é stato ricostruito in scala ridotta il Centro di disegno della casa spagnola e mostrato il processo di creazione della SEAT Leon. Alejandro Mesonero-Romanos, direttore del design della SEAT, ha dichiarato che “L’automobile non é solo un mezzo di trasporto. E’ molto di più: é movimento, seduzione, stile, colore, libertà, potenza…

Per tutto questo, il disegno di una nuova automobile é un’avventura affascinante per tutti quelli che la rendono possibile. Grazie a questo spazio, lo é anche per il pubblico che scopre come noi disegnatori immaginiamo e costruiamo i primi modelli in argilla, i primi prototipi in metallo, fino a che giungiamo alla produzione di serie”. Ma, come abbiamo già detto, lo spazio dedicato al design é stato anche un modo per omaggiare i più grandi disegnatori e le loro creazioni. Abbiamo così potuto vedere come gli Italiani occupino un posto di primissimo piano nella top list del settore, con nomi di ieri e di oggi che tutti ben conosciamo, a testimonianza di quanto sia importante questo settore d’eccellenza per l’immagine del nostro Paese nel Mondo. In particolare, uno speciale riconoscimente é stato attribuito a Walter de Silva, attuale direttore del design del Gruppo Volkswagen, che ha ricevuto un premio alla carriera. A questo proposito Enrique Lacalle, presidente del Salone di Barcellona, ha evidenziato “l’indiscutibile apporto di Walter de Silva al mondo automotoristico negli ultimi decenni. La sua matita ha dato forma a veicoli che sono stati e sono parte delle nostre vite portando eleganza ed emozione nella nostra dimensione quotidiana. Senza di lui non esisterebbero modelli che hanno cambiato l’industria e la maniera di concepire le auto”. Ricordiamo che de Silva iniziò la sua esperienza professionale in FIAT (1972-1977) da dove passò all’Alfa Romeo (1986-1999), per passare poi in SEAT (1999-2002) e Audi (2002-2007) fino all’attuale incarico in Volkswagen.

Tra le vetture di maggiore successo di de Silva citiamo le Alfa 156 e 147 (entrambe premiate come Auto dell’Anno), in VW il nuovo Maggiolino, con il marchio Audi la A5 (molto amata dal designer italiano). Suo anche l’attuale family feeling di Audi, incentrato sulla mascherina adottata da alcuni anni ed ispirata a stilemi risalenti ai modelli da competizione del passato. Le sei automobili scelte come icone del design di tutti i tempi sono state invece il Maggiolino del 1938, la Cisitalia 202 del 1947, la Mini del 1957, la Jaguar E del 1961 e la Porsche 911, mentre per il XXI secolo é stata scelta la Lamborghini Egoista di de Silva. Per il suo disegnatore questa vettura rappresenta “la massima espressione dell’edonismo”. Tra i designer di tutti i tempi selezionati nell’ambito di questo particolare settore del salone troviamo Giovanni Battista (Pinin) Farina, Flaminio Bertoni, Dante Giacosa (considerato qui come disegnatore delle sue creazioni di maggiore successo, come la FIAT 600), Franco Scaglione, Giovanni Michelotti, Bruno Sacco, Ercole Spada, Giorgetto Giugiaro, Leonardo Fioravanti, Marcello Gandini. Il quarto spazio in cui é stato suddiviso il salone é stato quello dedicato alla mobilità urbana sostenibile, cioé alla Urban Mobility. E’ stato riprodotto un tessuto urbano dove si muovono veicoli in grado di offrire una propulsione pulita, con soluzioni intelligenti e idee alternative, in grado di contribuire allo sviluppo di una mobilità sostenibile.

21

Gli organizzatori, in questo modo, hanno voluto esemplificare una futura Smart City aperta a soluzioni innovative in tema di traffico, inquinamento e mobilità. Su una superficie di 8.000 m2 é stato realizzato tutto questo mostrando ai visitatori esempi di parcheggi in cui é possibile pagare con il telefono, sistemi che avvisano della disponibilità di posti auto all’interno di un parcheggio, punti di ricarica per veicoli elettrici ed a gas naturale, mentre sono stati presentati progetti già in itinere nella città di Barcellona come il bus elettrico, lo smart parking, il nuovo bike sharing e la flotta di taxi elettrici. Secondo fonti del salone “la creazione dell’area Urban Mobility nasce dalla volontà dell’industria automobilistica di impegnarsi nel processo finalizzato verso una mobilità urbana multimodale e maggiormente sostenibile, un obiettivo che é strettamente legato al concetto di Smart City”. E’ un fatto, del resto, che gli automobilisti sono sempre più consapevoli delle istanze legate all’ambiente e sono alla ricerca di forme di trasporto sempre più efficienti in senso energetico e, dunque, ambientale. Addirittura uno studio di Telefonica afferma che, nel 2034, il 35% dei consumatori non avrà un veicolo proprio e, come alternativa, impiegherà soluzioni come il car sharing.

LE NOSTRE IMPRESSIONI
Barcellona é sempre un salone interessante che, stranamente, viene un po’ trascurato dalla stampa italiana, mentre può essere l’occasione per cogliere alcune tendenze ed avere una finestra privilegiata sul mercato iberico, un contesto importante sia per la capacità produttiva installata che per quella di assorbimento del prodotto. Questa manifestazione ha una valenza molteplice, di incontro tra politici ed industria, di vetrina delle novità, ma anche commerciale perché si punta molto a vendere il prodotto durante le giornate del salone. Vi sono poi dei momenti di approfondimento tecnico che, a loro volta, sono divenuti un appuntamento tradizionale all’interno del salone. Tra questi ricordiamo la giunta dell’ANFAC ma, soprattutto, le giornate tecniche della STA (Società dei Tecnici dell’Auto), che hanno affrontato tematiche come il gas veicolare, il veicolo elettrico ed argomenti specifici come le novità tecniche e regolamentari nel settore della carrozzeria. Ad ogni edizione é evidente che gli organizzatori, ma anche la città (che ha una storica vocazione industriale), compiono uno sforzo notevole per la riuscita della kermesse, magari enfatizzandola un po’, ma facendo sempre un buon lavoro.