GP d’Italia F1: le pagelle di Ottavio Daviddi

GP d'Italia F1
©Red Bull Content Pull

Nelle prove del GP d’Italia si nasconde, poi al momento di fare sul serio stampa il record della pista e firma la pole position.

Max Verstappen chiude un weekend perfetto facendo capire che se c’è un fuoriclasse nella griglia della Formula 1 questo è lui.

McLaren resta sempre sugli allori e tutto sommato è interessata più a portare a casa entrambi i mondiali (Costruttori e piloti) e a corso per questo, senza rischiare sfida con chi oggi era un gradino sopra tutti.

Ferrari? Dopo i proclami pre-gara, il quarto posto in griglia che, come consolazione, è stato giudicato di buon auspicio essendo la stessa posizione dell’anno scorso, quando Leclerc riuscì a vincere, non riesce ad andare a podio, lasciando una marea di tifosi a guardare gli avversari festeggiare.

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Red Bull: 10 e lode

Non ci sono dubbi che quest’anno l’auto migliore sia la McLaren, basta guardare le classifiche iridate, sia nel campionato piloti sia in quello costruttori.

Però quando Max Verstappen – di cui quest’anno ci si è un po’ dimenticati, perché così è che va la Formula 1 nel bene come nel male – dispone di un colpo da sparare è difficile che il suo mirino punti dalla parte sbagliata.

Nel GP d’Italia, a Monza, il colpo non è arrivato nel contesto di una gara rocambolesca.

Anzi, tutta l’emozione del GP d’Italia si è condensata nelle primissime fasi delle corsa, poi di azione non se n’è vista molta.

Verstappen, bene assistito dai suoi ingegneri, ha scelto di adottare un assetto impossibile: non solo ha scaricato l’aerodinamica (quello lo fanno tutti) ma la Red Bull s’è spinta sino a tagliare (“trimmare” in gergo) il profilo superiore dell’ala posteriore.

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L’auto, a quel punto, è diventata velocissima, nonché impossibile da guidare.

Impossibile per tutti, salvo che per SuperMax.

Ha lottato alla Prima Variante, ha dovuto concedere la posizione a Norris, poi se l’è ripresa.

E ha vinto con l’autorità di un pilota che ha già scritto un pezzo di storia. Voto 10 e lode.

GP d'Italia F1
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Voto 10 e lode anche alla squadra, menzione d’onore per Laurent Miekes (prima vittoria della sua gestione).

Tsunoda, come solito, chiude nel gruppone (voto 6). Ma la RB e Max sono un tutt’uno.

McLaren: 10

Quasi tutti, alla vigilia del GP d’Italia, avrebbero puntato sulla vittoria di uno dei due piloti papaya, ma dopo l’incredibile pole di Max è parso chiaro a tutti che il copione sarebbe stato diverso.

Anche perché la McLaren delle meraviglie ha un solo, piccolo punto debole, proprio sulle piste molto veloci.

Norris. ©Pirelli.com

Detto questo, Norris e Piastri (o Piastri e Norris in ordine di classifica iridata) ormai giocano in un campionato tutto loro.

Alla prossima gara la squadra potrebbe già chiudere il Mondiale costruttori, poi diventerebbe una faccenda privata (e lo diventerà di certo, caso mai un po’ di tempo dopo).

Unico momento di stress quando il pit stop di Norris è andato maluccio e Piastri è passato davanti; ma la squadra ha posto rimedio imponendo lo swap (alla fine accettato senza nemmeno troppo malumore).

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Piastri. ©Pirelli.com

Voto a Norris 9, voto a Piastri 9.

P.s.: molti tifosi hanno criticato la scelta, qualcuno anche in autodromo. Il tema esiste, ma la squadra diretta da Andrea Stella non è sotto esame da parte di nessuno.

Ferrari: 6

Bella lotta di Leclerc al via che – parole sue – ha disputato i primi giri come fosse un rally.

Poi, con le temperature alle stelle, è stato necessario alzare il piede.

Alla fine il quarto posto è quel che si poteva ottenere. Bravo Charles 8,5.

GP d'Italia F1
©Ferrari.com

Hamilton non è mai troppo distante dal compagno, ma nemmeno mai troppo vicino.

In più a Monza ha pagato la penalità in griglia, chiude al nono posto. Verrebbe da dire, senza infamia e senza lode. Voto 6.

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E la squadra? Ha preparato al massimo l’auto per questa pista molto particolare, ma alla fine si resta sui livelli solito di quest’anno. Voto 6.

Ma certo l’annata almeno sino a questo momento, la sufficienza non la prende.

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Due domande:

  • ma l’anno scorso Charles non aveva vinto?
  • perché Hamilton non ha dato la scia al compagno sabato in qualifica?

La prima è una domanda retorica, alimenta tristezze e basta. La seconda apre un interrogativo, purtroppo destinato a rimanere tale.

Mercedes: 6

Nel GP d’Italia si pensava a qualcosa in più, lo ha ammesso anche Toto Wolff.

Russell. ©Pirelli.com

Russell lotta, poi gestisce: voto 6.5.

Antonelli. ©Pirelli.com

Antonelli finalmente finisce la corsa, porta a casa dei punti. Ma la partenza non è granché e si prende anche una penalità.

L’augurio è che sia sia lasciato alle spalle il momento più difficile della sua prima stagione da titolare e ora si prepari a un chiaro miglioramento. Voto 6.

Williams 7

Molto meglio in qualifica che in gara.

E, ancora una volta, meglio Albon (7.5) che Sainz. Il tempo passa, lo spagnolo via via comincia a capire la chiave per portare in alto la sua monoposto. Però, per una ragione o per l’altra (questa volta un contatto) non raccoglie. Voto per Sainz 5.5.

Sauber: 8

La quasi-Audi non molla la presa e il talentuoso Gabriel Bortoleto (scommessa di Mattia Binotto) chiude all’ottavo posto: bravissimo (voto 8.5).

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Bortoleto. ©Pirelli.com

Hulkenberg, costretto al ritiro e senza voto.

Racing Bulls: 8

Sempre concreti, i ragazzi di Faenza.

Lawson (voto 6) “litiga” con Sainz, prende penalità, non brilla.

Hadjar (voto 9) finisce a punti partendo dalla pit lane: qualcuno ha ancora dei dubbi sulle sue qualità?

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Hadjar. ©Pirelli.com

Haas: 6

S’è visto di meglio quest’anno, sia da parte di Bearman che di Ocon. Voto 6 a entrambi.

Alpine: 5.5

Gasly e Colapinto arrivano vicini, dopo una gara senzxa squilli. Voto 5.5.

Aston Martin: 5

Stroll finisce la corsa (voto 5), Alonso (s.v.) costretto a ritirarsi per la rottura della sospensione.

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Pirelli: 7 (e nel GP d’Italia festeggia i 500 GP)

Nel GP d’Italia festeggia i 500 GP (già raggiunti in Olanda, ma giustamente celebrati in Italia) e mette in pista gomme così buone che sarebbe stato possibile finire la corsa senza nemmeno un pit.

Dice Mario Isola, direttore del Motorsport: “È stato un GP che ha condensato tutte le emozioni nei primissimi giri”.

“Poi, una volta stabilizzatasi la situazione, abbiamo assistito ad una corsa molto lineare dove tutti i piloti hanno cercato di estendere al massimo i rispettivi primi stint, a prescindere dalla scelta della mescola”.

“A differenza dello scorso anno, il graining è stato praticamente assente e su un asfalto molto liscio come questo il degrado prestazionale è stato pressoché pari a zero”.

“Tutto sommato, se volessi sintetizzare il giudizio sulla prestazione delle gomme in questa gara mi verrebbe da dire che sono state troppo buone: sarà importante analizzare bene i dati raccolti e capire come intervenire in ottica sviluppo delle mescole per l’anno prossimo”.