
Per una volta, l’Italia sale sul podio europeo, ma sarebbe molto più simpatico se non lo fosse, visto che il triste primato racconta il Paese del vecchio Continente con il più alto tasso di furti d’auto. Nel solo 2024, ben 2.800 veicoli a settimana hanno forzatamente cambiato proprietario, per dirla così.
Ma non basta ancora, perché oltre al veicolo per intero, da queste parti il più aggiornato trend delle ruberie vede in crescita i furti parziali di autovetture, fenomeno che si accanisce in particolare sulle utilitarie, ma senza tralasciare i modelli Premium.
Ad attirare l’attenzione dei ladri i veicoli di età compresa fra 4 e 6 anni, anche se quelli più recenti raggiungono il 28% del totale.
La verità raccontata dai numeri
Lo racconta un report realizzato da “LoJack”, società del Gruppo CalAmp specializzata nelle soluzioni telematiche per l’automotive e nel recupero dei veicoli rubati, secondo cui sempre nel 2024 gli interventi per riparare auto vittime di furti parziali o tentativi di furto sono stati circa 14mila, con un preoccupante aumento del 3,5% rispetto ad un anno prima.

Lo dimostra il conto dei primi sei mesi di quest’anno, con 1.032 veicoli recuperati grazie al sistema LoJack per un valore pari a 33,4 milioni di euro. Va da sé che i danni per i proprietari dei veicoli “cannibalizzati” il danno medio si aggira sui 5.000 euro al netto di una copertura assicurativa, cifra che spesso supera tranquillamente i 10mila per tutti gli altri.
L’analisi passa al setaccio i dati provenienti di elaborazioni e studi sia nazionali che internazionali, integrato con le statistiche del milione e più di dispositivi installati a bordo di veicoli in circolazione.
Sullo sfondo si agita il mercato illegale dei pezzi di ricambio, nel nostro Paese e in Nord Africa, Emirati Arabi e Sud Africa.
I modelli più appetibili
Non esistono dati precisi che indichino quali sono i brand più colpiti dal fenomeno, anche perché il furto spesso si concentra sui modelli più diffusi sul mercato, quindi con una maggiore richiesta di pezzi di ricambio.
Tra i modelli che conviene tenere sotto chiave alcuni del Gruppo Stellantis (Fiat Panda, 500, Punto, Lancia Ypsilon, 500X e Jeep Renegade), ma non mancano Audi, Smart, Alfa Romeo, Ford, Peugeot, Renault, Citroen, Toyota, Lexus (prese di mira soprattutto per le batterie), Range Rover e Volkswagen.
A livello geografico, al Sud svettano Fiat Panda e 500, mentre al Nord prevalgono modelli Toyota, Lexus, Range Rover e Volkswagen.
Nel dettaglio, la Lombardia è la regione italiana più colpita, terreno di caccia per quasi la metà dei casi (40%), seguita a ruota da Lazio (27%) e Campania (18%).
Fra le città, l’accoppiata Roma e Milano registra il 28% del totale dei danneggiamenti, mentre la Puglia, in particolare l’area tra Manfredonia e Cerignola è la zona in cui le vetture corrono il maggior rischio di essere cannibalizzate per via della presenza di numerose centrali di smontaggio sparse nelle campagne, spesso in combutta con officine e autoparchi che immettono sul mercato i pezzi rubati.
Ma cosa rubano di più?

Secondo le statistiche, questo genere di furti sembra concentrarsi su specifici componenti in cui il valore può variare in modo consistente in base al mezzo.
Si va dalle telecamere di bordo ai paraurti (con un valore compreso tra 45 e 800 €), e ancora monitor (dai 180 ai 920 €), fanali (dai 500 ai 2.500 €), cerchi in lega (dai 450 ai 1.500 €) e catalizzatori, ambiti soprattutto per la presenza di platino e palladio, richiestissimi sul mercato nero.
Le tecniche dei furti
Mediamente, per portare via un’auto, ad un ladro esperto sono sufficienti tra 50 e 90 secondi, mentre lo smontaggio all’interno dei capannoni attrezzati richiede fra tre e quattro ore, con i pezzi destinati a partire immediatamente per i mercati illegali in Nord Africa, Emirati Arabi e Sud Africa.
Spesso si tratta di furti studiati a tavolino sulla base delle richieste, messi a segno soprattutto su strade meno trafficate e meglio ancora se scarsamente illuminate.
“Oltre ai 136mila veicoli che ogni anno vengono rubati nel nostro Paese, esiste un fenomeno che quotidianamente colpisce un numero crescente di automobilisti italiani, il cosiddetto furto parziale, cioè la sottrazione di componenti dalle vetture parcheggiate.
Un business che ormai ha assunto dimensioni significative e alimenta stabilmente il mercato nero dei pezzi di ricambio- commenta Maurizio Iperti, Presidente Automotive LoJack International – i ladri sono oggi sempre più tecnologici e spesso impiegano attrezzature all’avanguardia che consentono anche in pieno giorno di sottrarre componenti della vettura o di far sparire l’intera auto per poi procedere rapidamente allo smontaggio e alla commercializzazione dei pezzi ottenuti, provocando danni anche di diverse migliaia di euro per i malcapitati proprietari”.
















