L’Ape in festa tra i borghi della Riviera Ligure

Un piccolo e caratteristico borgo ligure sta per diventare l’epicentro di una passione che attraversa generazioni e confini.

Il 18 e 19 aprile, Vallebona, 1200 abitanti nell’entroterra di Imperia, si trasformerà in una vivace capitale europea delle tre ruote ospitando “EuroApe”, il raduno internazionale dedicato alla storica Ape Piaggio.

Un appuntamento che assume un significato ancora più speciale nell’anno in cui questo iconico veicolo festeggia 80 anni di storia e l’Ape Club d’Italia celebra due decenni di attività.

Per un intero fine settimana, il borgo della Riviera dei Fiori si riempirà di appassionati, collezionisti e curiosi provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi europei, con le vie del centro riempite dal suono caratteristico dell’Ape si intreccerà e dai profumi dei prodotti locali.

Un sabato da sapori e tradizione

La giornata di sabato 18, sarà dedicata a un programma ricco e accessibile a tutti, senza biglietto d’ingresso.

Tra piazze e vicoli si susseguiranno degustazioni, musica, visite guidate e iniziative pensate per valorizzare le eccellenze del territorio.

Tra gli appuntamenti più attesi l’apertura della mostra dedicata ai vent’anni dell’Ape Club d’Italia negli spazi del Palazzo Comunale e, nel tardo pomeriggio, l’Ape-ritivo: dalle 18:30 prodotti tipici e la musica della banda locale accompagneranno uno dei momenti più conviviali della manifestazione.

Per rendere più semplice la partecipazione, saranno attive navette gratuite da Bordighera dalle 10 alle 22, con partenza dal piazzale della stazione e fermate intermedie, fino al cuore dell’Ape Village allestito a Vallebona.

Lo spettacolo della parata

Domenica 19 aprile sarà invece il momento più spettacolare, con la ApeParade: una sfilata di decine di Ape lungo le strade panoramiche della Riviera.

Il corteo partirà alle 10 da Vallebona e raggiungerà Seborga, 286 abitanti e lo status di Principato (mai riconosciuto), per poi proseguire verso Camporosso, tappa finale dedicata al pranzo.

Dal dopoguerra a icona del design

Ma EuroApe è soprattutto un viaggio nella storia di un mezzo che ha accompagnato l’Italia nella sua trasformazione.

L’Ape Piaggio nasce nel 1948, in un Paese ancora segnato dalle difficoltà del dopoguerra.

In una realtà complicata in cui i trasporti erano inefficienti e costosi, tra grandi camion di derivazione militare e mezzi commerciali poco accessibili, mancava una soluzione agile ed economica per il lavoro quotidiano.

L’intuizione di Enrico Piaggio e Corradino D’Ascanio fu di adattare la “Vespa” trasformandola in un piccolo veicolo da trasporto: una struttura semplice, con due ruote posteriori a sostenere un cassone e una parte anteriore derivata direttamente dallo scooter.

Le prime versioni vennero persino presentate con nomi come “VespaCar” o “TriVespa” e vendute a circa 170.000 lire, una cifra relativamente contenuta per l’epoca.

Un mezzo che ha cambiato il lavoro quotidiano

Con il tempo, il progetto si evolve e dalla terza serie l’Ape assume una struttura autonoma rispetto alla Vespa, pur mantenendo molti elementi in comune, come il manubrio e il cambio manuale.

La diffusione in compenso è rapidissima: diventa il mezzo ideale per artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, contribuendo ad ampliare il raggio d’azione delle attività e diventando un simbolo della ripresa economica italiana.

Oggi, a distanza di quasi ottant’anni, l’Ape continua a essere prodotta anche fuori dall’Italia e a vivere nuove forme, come quella del celebre Ape “Calessino”, utilizzato in molti Paesi asiatici come mezzo di trasporto pubblico.

Ma il suo legame con l’immaginario collettivo italiano resta fortissimo: un oggetto semplice e ingegnoso che racconta lavoro, quotidianità e capacità di adattamento.

Un evento per tutti

EuroApe 2026 si ritaglia uno spazio in questa lunga storia, trasformando un raduno in un racconto collettivo fatto di memoria e movimento.

L’invito è aperto a tutti: cittadini, famiglie, appassionati e curiosi, e per chi possiede un’Ape, partecipare significa entrare a far parte di una comunità internazionale, condividere la strada e fare la propria parte per tenere viva una tradizione che continua a viaggiare.