
Sulle pagine del nostro magazine avrete già visto disegni come quelli che trovate all’interno di queste due pagine. Nella fattispecie, si tratta di due viste in trasparenza: quella di una Chevy Camaro e quella di un V8, sempre Chevrolet, destinato alla leggendaria ‘Vette. L’autore di queste e molte altre prodezze è David Kimble.
Mi piace ricordare figure così carismatiche. Si tratta di uomini che praticano una forma d’arte in via d’estinzione. Kimble ha prodotto moltissimi spaccati, viste in sezione o, se preferite, trasparenze di grande portata e uno dei suoi più grandi clienti è sempre stato, senza ombra di dubbio, il Generale. Molte delle illustrazioni dei prodotti di GM, infatti, sono opera di quest’uomo visionario cresciuto nella Southern California, luogo di culto per hot rodder e appassionati di automobilismo sportivo. L’incredibile passione per l’anatomia delle macchine, intesa in senso più generale possibile, lo portò presto ad abbandonare il suo ruolo di Ingegnere Meccanico progettista per dedicarsi al suo innato talento: l’arte dell’illustrazione. David Kimble ha da poco festeggiato il suo 70° compleanno e dopo 38 anni di dedizione totale al mondo delle illustrazioni tecniche ha maturato un’esperienza e una capacità di finitura delle sue opere che ha quasi dell’incredibile. Quasi ogni volta che metto mano ad un pezzo in cui si parla di vetture appartenenti all’universo GM, scopro qualche sua opera che mi lascia stupefatto. Volta dopo volta, quest’uomo è riuscito ad elevare il processo di illustrazione di dettagli tecnici a livelli incredibili. Lui stesso ha più volte affermato di essere inorridito della sua prima opera risalente all’ormai lontano 1964, l’Halibrand Shrike Indycar. Parlare di Kimble in questi termini, però, è assolutamente limitativo, se si pensa che oltre alle Corvette e alle Ferrari, l’americano che ha studiato al Pasadena College e che ora vive a Marfa in Texas, ha realizzato viste esplose anche di oggetti come navi della marina militare americana (la US Navy), scarpe da corsa della Nike e Jukebox. Come lui stesso racconta, lavorare per General Motors, o per mostri sacri come la US Navy, ha sempre richiesto particolari doti di riservatezza. La stessa GM scambiava informazioni con Kimble attraverso la posta ordinaria, per evitare che dati tecnici non ancora ufficializzati finissero su qualche circuito stampato sbagliato. Definisce ciò che fa con la dizione: “Jurassic Art” e quando qualcuno gli chiede che tipo di software utilizzi per realizzare le sue trasparenze, i suoi spaccati e i suoi esplosi, risponde sempre: “quello tra le mie orecchie”. David Kimble è un pezzo d’antiquariato che sta cercando di sopravvivere nell’era moderna dei CAD, in un mondo moderno che ragiona con tempi e modalità di lavoro completamente differenti. Immerso in un mondo completamente digitale, guardo sempre con grande stima questo genio “analogico” che mi stupisce disegno dopo disegno, cutaway after cutaway.

















