In Cina gli ubriachi non guidano, lo fa l’autista on demand

Al netto di qualche eccezione raccontata dalle cronache, le nuove generazioni certe lezioni sembrano averle capite. Capita spesso che nel gruppo di amici, chi guida si offra di evitare gli alcolici, per poter riaccompagnare a casa tutti gli altri senza rischi.

Una saggezza che non sempre i loro padri riuscivano ad avere, ma erano altri tempi, mettiamola così.

Driver a richiesta

In Cina però, hanno pensato di fare molto meglio: chi alza un po’ il gomito deve solo riuscire ad entrare in un’app, per richiedere un autista surrogato che guidi la macchina al suo posto.

Si chiama “Dai Jia”, che tradotto al meglio del cambio attuale suona come “autista designato”, ed è una delle tante soluzioni pratiche con cui la Cina prova a risolvere problemi che altrove sembrano difficili da estirpare, come la guida in stato di ebbrezza.

Il concetto è tanto semplice quanto geniale: chi ha bevuto e non se la sente di guidare preme un pulsante sullo smartphone e un autista sobrio, qualificato e assicurato arriva con la sua piccola bici nel giro di pochi minuti, sale sull’auto e guida fino a casa del proprietario in preda ai fumi dell’alcol.

Poi sparisce nella notte, riprendendosi la bici pieghevole che aveva caricato nel bagaglio.

La soluzione per evitare rischi

Dietro l’idea c’è anche “Didi”, il colosso cinese dei trasporti (la risposta cinese a Uber), che con “Didi Chauffeur” ha trasformato l’autista designato in un servizio di massa.

Attivo in diverse città, permette di chiamare un “taxi senza taxi”: niente vettura estranea, solo qualcuno disposto a prendere il volante dell’auto di chi l’ha chiamato.

Una soluzione perfetta per chi esce con l’auto e non vuole ritrovarsi il giorno dopo a recuperarla con il mal di testa, o peggio ancora in una corsia d’ospedale o perfino in galera, visto che da quelle parti la polizia su certe cose non scherza affatto.

Il calo del numero di ubriachi alla guida

I numeri spiegano perché il modello funziona: tra il 2011 e il 2014 in Cina si sono registrati oltre 1,3 milioni di casi di guida in stato di ebbrezza, mentre oggi, secondo alcune stime, i servizi “Dai Jia” gestiscono più di 200 milioni di corse all’anno.

Detto in modo ancora più chiaro: qualche milione di guidatori ubriachi in meno sulle strade.

In più, il servizio spesso è compreso fra le voci delle assicurazioni, ma anche senza quello la spesa si aggira su pochi euro, volutamente tenuta molto bassa perché sia accessibile a tutti.

Il sistema è rodato come quello delle app di ride-hailing: prezzi a distanza, supplementi notturni, assicurazione inclusa e valutazione dell’autista a fine corsa.

Sempre che il passeggero sia abbastanza sveglio da lasciare le cinque stelle.