Intelligenza artificiale: tutti pronti… ma con calma!

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Il Bosch Tech Compass rivela come l’intelligenza artificiale sia la tecnologia più influente del futuro - foto © Bosch

L’intelligenza artificiale è ormai il motore invisibile che accelera il futuro.

Lo conferma il Bosch Tech Compass 2025, una delle indagini globali più autorevoli sul rapporto tra società, tecnologia e innovazione.

Il 70% degli intervistati considera l’AI la tecnologia più influente dei prossimi anni. Un dato mai stato così in alto, che racconta una fiducia crescente ma anche un paradosso tutto contemporaneo.

Mentre l’AI corre, l’uomo vorrebbe rallentare. Non è solo entusiasmo ma consapevolezza.

E, in alcuni casi, vera e propria stanchezza da progresso.

Forza trainante dell’innovazione

Secondo lo studio Bosch, condotto su oltre 11mila persone in sette Paesi, l’intelligenza artificiale non è solo percepita come la tecnologia più influente.

È anche quella con il maggiore impatto positivo sulla società, pari al 43%.

Sanità, mobilità, sicurezza informatica, sostenibilità: sono questi i campi in cui l’AI promette di ridisegnare i paradigmi industriali e sociali.

Ma la medaglia ha un rovescio. Il 34% degli intervistati indica l’AI anche come la tecnologia con gli effetti negativi più rilevanti, superando robot umanoidi e veicoli a guida autonoma.

Timori legati a occupazione, controllo, sicurezza dei dati e affidabilità degli algoritmi emergono con forza, soprattutto nei settori più tecnologicamente maturi come l’automotive.

Quando il progresso corre troppo

Il dato forse più sorprendente del Bosch Tech Compass è un altro.

Il 57% degli intervistati vorrebbe poter “premere pausa” sullo sviluppo tecnologico. Non per fermarlo, ma per comprenderlo meglio.

È un segnale chiaro, l’innovazione non può più essere solo una questione di prestazioni, potenza di calcolo o velocità di sviluppo. Serve tempo per l’adattamento culturale, normativo e umano.

Un tema cruciale anche per l’industria automotive, dove l’AI è già integrata in sistemi ADAS avanzati, guida automatizzata, gestione predittiva della manutenzione, ottimizzazione dei consumi e delle emissioni, cybersecurity dei veicoli connessi.

Germania, aspettative altissime

Il caso tedesco è emblematico.

Il 77% degli intervistati in Germania considera l’AI la tecnologia più influente del prossimo decennio, ma solo il 40% si sente realmente pronto per l’era dell’intelligenza artificiale.

È la percentuale più bassa tra tutti i Paesi analizzati.

Due indicatori chiave emergono con chiarezza: il sistema educativo favorevole all’innovazione (30%) e normative che promuovono l’innovazione (23%).

Un cortocircuito che rischia di rallentare anche uno dei Paesi simbolo dell’ingegneria e dell’automotive europeo.

In Germania – ha dichiarato Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch – dobbiamo aumentare l’accettazione delle innovazioni da parte della società” sottolineando la necessità di meno burocrazia, più agilità e maggiore propensione al rischio.

Startup, rischio e cultura dell’errore

L’atteggiamento verso l’innovazione è anche una questione culturale.

A livello globale, il 59% degli intervistati incoraggerebbe il proprio figlio a fondare una startup, anche rinunciando all’università, se avesse un’idea rivoluzionaria. In Germania la percentuale scende al 52%.

Eppure, è proprio da questo spirito che nascono le tecnologie che oggi guidano la trasformazione della mobilità: dall’elettrificazione ai software-defined vehicle, fino all’AI embedded nei sistemi di bordo.

La sfida non è solo tecnologica

Per Bosch, il messaggio è chiaro: innovazione e responsabilità devono procedere insieme.

È fondamentale introdurre regole per un’AI affidabile a livello globale, evitando però che una regolamentazione eccessiva soffochi sviluppo e applicazione”, ha spiegato Tanja Rueckert, membro del Board e Chief Digital Officer di Bosch.

Un equilibrio delicato, soprattutto in un settore come l’automotive, dove sicurezza funzionale, etica degli algoritmi e affidabilità dei sistemi sono requisiti non negoziabili.

Uno sguardo al futuro

Il Bosch Tech Compass fotografa una società pronta a scommettere sull’intelligenza artificiale, ma non disposta a farlo a occhi chiusi.

L’AI è vista come una straordinaria opportunità, ma anche come una forza che va governata, compresa e accompagnata.

Forse il vero “tasto pausa” che chiediamo non serve a fermare la tecnologia, ma a riallineare il ritmo dell’innovazione con quello dell’uomo. Perché il futuro, per essere davvero intelligente, deve restare profondamente umano.