lunedì 25 Maggio 2026 - 03:33:00

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Camion elettrici ora o mai più, la sfida francese secondo T&E

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Camion elettrici in Francia: le proposte T&E per accelerare la rivoluzione del trasporto pesante

In Francia, la transizione dei camion verso l’elettrico sta finalmente prendendo corpo, ma resta un percorso disseminato di ostacoli.

Secondo un briefing di Transport & Environment (T&E) recentemente pubblicato, la partita è tutt’altro che vinta perché il mercato cresce, ma ancora troppo lentamente.

T&E afferma che è frenato da distorsioni economiche e da un quadro politico che non sempre premia chi investe nel trasporto a zero emissioni.

Il paradosso è che a fronte di 1,3 miliardi di euro di sovvenzioni pubbliche ai combustibili fossili nel 2024, l’elettrico ha ricevuto appena 155 milioni di euro.
Eppure, i numeri raccontano un potenziale enorme.

Un camion elettrico emette cinque volte meno CO₂ sul ciclo di vita rispetto a un diesel equivalente (215 gCO₂e/km contro 1.079 gCO₂e/km), e i costi operativi iniziano a convergere grazie alla discesa del prezzo delle batterie e all’efficienza energetica superiore di oltre il doppio.

Camion elettrici in Francia

Quota di camion elettrici sulle vendite 2025 1,9 % (contro 1,2 % nel 2023)
Camion elettrici in circolazione ~1.500 unità
Obiettivo nazionale 2030 80.000 camion elettrici
Emissioni camion diesel 2023 27,9 Mt CO₂e
Subvenzioni fossili Vs. elettriche 2024 10:1 a favore del fossile

Fonte – T&E 2025

Tre leve per cambiare marcia

T&E individua tre assi d’azione complementari per decarbonare il trasporto pesante.

Il primo è la transizione tecnologica. L’elettrico è oggi la tecnologia più matura e pronta su scala industriale, con riduzioni delle emissioni tra il 70 e il 90% sul ciclo di vita rispetto al diesel.

Quindi, l’ottimizzazione logistica in quanto fino al 25% dei viaggi dei camion francesi avviene a vuoto, e il 50% con carichi parziali. Ridurre i viaggi inutili significherebbe tagliare le emissioni del 18% entro il 2050.

Infine, il report modal: spostare parte del traffico verso il ferro e il fluviale, e favorire la micro-logistica elettrica nei centri urbani (cargo bike fino a 250 kg), può ridurre drasticamente le emissioni e migliorare la qualità dell’aria.

2030, forte calo delle emissioni o fallimento annunciato

Il regolamento europeo sulle emissioni dei veicoli pesanti fissa obiettivi precisi: un calo del 45% di CO₂ entro il 2030, del 65% entro il 2035 e del 90% entro il 2040.

La Francia, nel suo piano di décarbonation, punta a un mercato dei nuovi camion per il 50% elettrico entro il 2030, cioè circa 80mila veicoli in circolazione. Ma la realtà industriale è meno ottimista.

Secondo le previsioni di filiera, la quota potrebbe fermarsi al 21%, con 37mila immatricolazioni cumulative.

Dietro questa discrepanza si nasconde il problema principale, cioè che mancano ancora incentivi stabili e una fiscalità coerente con gli obiettivi climatici.

Il costo del progresso

Il Total Cost of Ownership (TCO) resta la chiave di volta.
Oggi, un camion elettrico costa da
2 a 3 volte più di un diesel (fino a 150mila € contro 350mila €), ma il suo costo operativo per chilometro è inferiore del 50% grazie al minor prezzo dell’energia e alla ridotta manutenzione.

Secondo T&E, l’autonomia reale dei camion elettrici oscilla ormai tra 300 e 600 km, più che sufficienti per il 40-50% delle missioni giornaliere francesi (sotto i 300 km).

Il limite, semmai, sono la ricarica, i tempi e i costi di allaccio ai depositi.

Per T&E quindi l’elettrificazione del trasporto merci deve diventare un’opportunità per i trasportatori, non un rischio di fallimento economico.

Pagare il giusto prezzo

Il documento T&E propone una svolta radicale

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foto © Volvo

Spostare parte della responsabilità dalle aziende di trasporto ai grandi committenti logistici (chargeurs), cioè chi ordina e paga i trasporti.

Tre strumenti sono sul tavolo, il primo è il mandato CO₂ per i grandi chargeurs (>250 dipendenti) con un calo del 45% di emissioni logistiche entro il 2030.

Il secondo la traiettoria di elettrificazione del budget trasporti, con un 5% del budget in trasporto zero emissioni entro il 2028, 10% nel 2030.

Infine, il contributo Climat, cioè una tassa del 0,5% sui trasporti carbonati, esonerabile per chi adotta rapidamente il trasporto elettrico.

I proventi di questa “eco-contribution” finanzieranno le TPE e PMI del trasporto, sostenendo l’acquisto dei veicoli, la formazione e la transizione tecnica.

La ricarica in deposito, il vero “game changer”

Il nodo infrastrutturale non riguarda tanto le autostrade quanto i depositi aziendali.

Il 70% della ricarica di un camion elettrico può avvenire in sede, durante la notte, con costi medi di 0,16 €/km contro 0,35 €/km del diesel.

Il problema è la burocrazia, cioè tempi di connessione al network elettrico troppo lunghi, incertezza sul ritorno dell’investimento e limiti fisici di spazio.

T&E chiede quindi di rendere eleggibile la ricarica privata ai crediti ambientali (meccanismo IRICC, ex TIRUERT), sul modello tedesco.
In Germania, il sistema
THG-Quote consente ai trasportatori di rivendere i crediti generati dall’uso di energia rinnovabile. Applicato in Francia, ridurrebbe il TCO del 20-30% e potrebbe azzerare la differenza con il diesel già entro il 2030.

Tipo di veicolo Créditi stimati annui (€/anno) con IRICC esteso
Camion porteur 12-19 t 992 – 1.559 €
Camion porteur >26 t/trattore 2.200 – 9.400 €
Trattore regionale ~6.000 €
Trattore lunga distanza fino a 9.000 €

Elaborazione T&E, 2025

Seguire la rotta tedesca

Dal dicembre 2023, la Germania applica già una componente CO₂ ai pedaggi per camion, con tariffe fino a 200 €/tCO₂.

I veicoli elettrici e a idrogeno sono esentati e il risultato è che un trasportatore zero emissioni risparmia fino a 43mila euro l’anno di pedaggi rispetto a un diesel, risorse che vengono reinvestite in infrastrutture e logistica verde.

T&E propone di estendere questa misura alla rete nazionale francese già dal 2026, introducendo un sistema di tariffe differenziate per emissioni e usura.
Una simile riforma, applicata anche in Italia, permetterebbe di internalizzare i costi climatici e infrastrutturali reali, garantendo equità tra tratte autostradali e strade ordinarie.

Fiscalità, è tempo di coerenza

Il punto forse più controverso riguarda la fiscalità del gasolio. Nel 2025, il rimborso parziale della TICPE (tassa sui carburanti) vale ancora 1,42 miliardi di euro.

A questo si aggiungono le agevolazioni sui biocarburanti come il B100, che T&E considera “un vantaggio competitivo artificiale” perché si tratta comunque di combustibile di prima generazione.

La proposta è chiara: ridurre progressivamente il rimborso TICPE, abolire le agevolazioni sul B100, riservare il superammortamento solo ai camion zero emissioni, oggi ancora condiviso con i biocarburanti.

Solo così, sostiene T&E, si invierà un “segnale di prezzo coerente” con la neutralità climatica.

La voce dei trasportatori

Nel primo trimestre 2025, T&E France ha condotto un’indagine tra 37 imprese di trasporto, in gran parte TPE e PMI.

I risultati confermano la frattura tra ambizioni politiche e realtà operativa. Il 94,6% degli intervistati cita il costo d’acquisto come principale ostacolo.

Il 75,7% non riesce a ribaltare il sovrapprezzo sul cliente e il 70,3% lamenta il costo del raccordamento elettrico.

Infine, l’89% dei clienti non è disposto a pagare di più per un trasporto “decarbonato”, tuttavia quasi due terzi (63,9%) dei trasportatori sostiene l’idea di una contribuzione dei chargeurs, a dimostrazione di una volontà condivisa di transizione, purché equa.

Un nuovo equilibrio per il trasporto merci europeo

Il futuro dell’autotrasporto elettrico non è solo una questione di tecnologia, ma di governance industriale.
L’Europa, avverte T&E, rischia di perdere fino all’
11% del suo mercato dei veicoli industriali entro il 2035 se non accelera la conversione.

Al contrario, una filiera elettrificata e integrata potrebbe consolidare la leadership continentale contro Stati Uniti e Cina.

Il tempo delle scuse sta finendo. Con l’obiettivo 2040 (-90% CO₂) già fissato, la corsa è iniziata: ogni anno perso nella transizione aumenta la dipendenza energetica, l’inquinamento e i costi futuri di adeguamento infrastrutturale.

I giganti cambiano pelle

Per decenni, il rombo dei diesel ha scandito la colonna sonora del trasporto europeo. Oggi, il silenzio dei camion elettrici promette una rivoluzione più profonda di quanto sembri, non solo tecnica, ma culturale.
L’energia pulita che alimenta un TIR da 40 tonnellate è anche quella che alimenta la fiducia in un modello industriale capace di reinventarsi.

L’Europa, e con essa la Francia, ha davanti un bivio. Continuare a spingere sul pedale del passato o imboccare con decisione la corsia elettrica del futuro.
T&E lo ricorda con lucidità, affermando che la transizione deve diventare un’opportunità, o non sarà transizione.

E&T
T&E propone incentivi mirati, tariffe CO₂ e ricariche in deposito per la transizione zero emissioni