
Bloodhound: il record è vicino. Con tempi più lunghi di quanto annunciato nel precedente incontro con la stampa, procede il programma per la conquista del primato di velocità.
Auto Tecnica ha gia avuto modo di occuparsi del Bloodhound (segugio o cane di Sant’Uberto) – più recentemente sul N. 401, gennaio 2015 – poiché quello che qualche giornalista ha prontamente definito “un aeroplano che non vola” presenta considerevoli spunti d’interesse. Si tratta, infatti, di un’automobile destinata a conquistare il primato assoluto di velocità al suolo, attingendo largamente a tecnologie aerospaziali e, in particolare, ad un turboreattore a doppio flusso Eurojet EJ200, uno dei propulsori che, in due unità, spingono il caccia Eurofighter EF-2000 Typhoon. Quindi un’automobile “sui generis”, nata da un programma britannico che, tuttavia, ha anche qualche cosa di italiano, proprio in quel motore EJ200, coprodotto dalla torinese Avio.

Il Bloodhound SSC (Supersonic Car) Team ha presentato al pubblico l’automobile in forma pressoché completa, per la prima volta, dal 24 al 26 settembre con una sorta di… vernissage a East Wintergarden, nel quartiere londinese di Canary Wharf. L’occasione ha fornito l’opportunità, oltre che di vedere l’auto da vicino, di apprendere nuove informazioni sul programma.

Il tentativo di record è previsto per il 15 ottobre 2016, sulla pista desertica di Hakskeen Pan, in Sudafrica, con un’altitudine di 15 m sul livello del mare, una condizione alla quale il numero di Mach (cioè la velocità di propagazione del suono) ha un valore impercettibilmente inferiore a 1.225 km/h. In questo primo tentativo, il pilota collaudatore designato Andy Green, già titolare dell’attuale primato mondiale di velocità con la Thrust SSC a 1.227,952 km/h (praticamente Mach 1), tenterà di raggiungere le 800 miglia orarie, cioè 1.287 km/h (Mach 1,05), mentre nel 2017 si dovrà ottenere il risultato finale di 1.000 miglia orarie (1.609 km/h o Mach 1,31).

È stato confermato che la motorizzazione della Bloodhound, grazie alla partnership con Jaguar, comprenderà un otto cilindri a V, sovralimentato, di 5,0 litri con 550 HP con il quale è azionata la turbopompa del motore razzo a propellente ibrido NAMMO, provato al banco nel dicembre 2014. Quest’ultimo propulsore, realizzato dall’azienda finno-norvegese specializzata in propulsione a razzo, esplosivi e munizioni, è alimentato da HTPB (polibutadiene con radicali ossidrilici terminali) come combustibile e perossido di idrogeno come ossidante e con le sue quattro camere di combustione dovrà produrre una spinta massima di 11.350 kg per 20 secondi, con un valore di picco di 12.485 kg/spinta. La propulsione “di crociera” sarà ottenuta grazie al turboreattore a doppio flusso Eurojet EJ200-01A, provato al banco fino a 8.657 kg/spinta con postbruciatore; in questo modo, la velocità massima sarà raggiunta, dopo l’accensione del razzo, con una spinta complessiva di 21.140 kg circa.

L’esemplare specifico del motore EJ200 montato sulla Bloodhound SSC è uno dei propulsori utilizzati nella fase iniziale del programma Eurofighter e sarebbe stato destinato all’esposizione in un museo se non lo si fosse scelto per quest’originale progetto. In occasione dell’evento londinese sono stati presentati anche gli automezzi di supporto per il tentativo di primato che sono la berlina supersportiva Jaguar XJR Rapid Response Vehicle apparsa per la prima volta al Goodwood Festival of Speed che ha un motore da 542 HP, con il quale va da 0 a 60 miglia orarie (quasi 97 km/h) in 4,4 secondi, e l’autocarro ad alta mobilità Supacat HMT-600 Coyote, basato su un veicolo per forze speciali.


















