Audi A4 allroad quattro: spirito avventuriero

Audi A4 allroad quattro ultra

Audi A4 allroad quattro: spirito avventuriero – A sette anni dall’anteprima mondiale, la Station Wagon camaleontica di Ingolstadt, icona del segmento D premium, si rinnova per la seconda volta introducendo non poche novità in materia di efficienza, comfort e piacere di guida.

Inconfondibile

Audi A4 allroad quattro ultra

Basata sulla nuova piattaforma modulare MLB per motori longitudinali, la nuova Audi A4 allroad quattro, pur seguendo il pieno il nuovo corso stilistico intrapreso dalla Casa degli anelli con la nuova Audi A4, si distingue non poco dalla Avant tedesca di segmento D in versione classica. Il look deciso, possente ed originale è, infatti, caratterizzato all’anteriore dalla classica calandra single frame, questa volta però con listelli verticali cromati, e dai taglienti e futuristici fari “undercut” con tecnologia Matrix LED (Xenon Plus) e indicatori di direzione dinamici. Nella vista laterale non passano di certo inosservati i passaruota maggiorati e rinforzati in plastica, le minigonne laterali rinforzate e cromate e i mancoretti sul tetto cromati e rialzati. Al posteriore spiccano i proiettori dal design caratteristico con tecnologia Full LED e indicatori di direzione dinamici ed il doppio terminale di scarico cromato. E se ciò non bastasse, i cerchi in lega specifici da 17 pollici, le protezioni sottoscocca cromate anteriori e posteriori, l’immancabile badge “allroad” sui fianchi e sul portellone posteriore e la maggiore altezza da terra, ben 34 millimetri in più rispetto alla A4 Avant, la rendono davvero inconfondibile anche all’occhio meno esperto.

Tecnologica e digitale

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Aprendo la portiera, invece, si ritrova esattamente quell’ambiente premium già visto sulla nuova Audi A4 berlina e Avant. Un ambiente caratterizzato da materiali di altissima qualità, pellame di buona fattura, plastiche pregevoli, precisi accostamenti di svariati materiali e finiture certosine. Un abitacolo che, allo stesso tempo, risulta essere allo stato dell’arte in quanto a tecnologia. Dietro al volante multifunzione trova posto una strumentazione completamente digitale (Audi Virtual Cockpit) caratterizzata da uno schermo da 12,3 pollici ad altissima risoluzione ed estremamente fluido nei cambi di schermata. Mentre al centro della plancia a farne da padrone c’è l’innovativo sistema di navigazione multimediale (MMI Plus con MMI touch) di ultima generazione integrato con i più recenti servizi come Audi connect con LTE, Audi smartphone interface e Audi phone box per la ricarica wireless induttiva. L’abitabilità a bordo è molto buona per quattro persone mentre il quinto passeggero risente dell’ingombro del tunnel dell’albero di trasmissione; l’accesso è ben facilitato sia davanti che dietro dalle portiere ad ampia apertura; l’abitacolo è ottimamente insonorizzato e totalmente esente da vibrazioni o fruscii. Infine il vano di carico, ad apertura automatizzata, consente una capacità di carico di ben 505 litri, che possono diventare addirittura 1510 litri a sedili abbattuti, grazie ad una superficie di carico regolare e piatta e ad una soglia di carico bassa.

Dieta dimagrante

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Ma è sotto pelle dove la nuova Audi A4 allroad quattro è cambiata maggiormente. Le dimensioni, rispetto alla A4 Avant, sono cresciute (4.750 mm di lunghezza, 1.842 mm di larghezza, 1.493 mm di altezza e 2.818mm di passo) ma il peso totale è stato ridotto di ben 90 kg facendo registrare una massa totale di appena 1.580 kg. Grazie, infatti, ad un attento uso di materiali leggeri e a nuove tecnologie di progettazione il telaio pesa ora 15 kg in meno, lo sterzo elettromeccanico 3,5 kg in meno, l’intera catena cinematica 5 kg in meno e le sospensioni anteriori e posteriori ben 12 kg in meno. A crescere non sono state solo le dimensioni ma anche, sempre rispetto la Avant tradizionale, l’altezza da terra che fa ora registrare un +34 mm consentendo alla nuova allroad di affrontare con maggiore disinvoltura i percorsi più difficili. Completano la lista di novità tecniche l’assale anteriore a cinque bracci ottimizzato, l’assale posteriore con strutture a cinque bracci in luogo delle precedente a bracci trapezoidali, la trazione integrale permanente quattro di serie su tutta la gamma, la nuova modalità Off-Road dell’Audi Drive Select (che interviene su sterzo, motore, cambio, trazione integrale e controlli) e le sospensioni adattive a controllo elettronico che si adattano, tramite le informazioni inviate da numerosi sensori, alle diverse caratteristiche della strada e alle diverse condizioni di guida (peccato per la mancanza delle sospensioni pneumatiche regolabili adottate dalla sorellona A6 allroad).

La magia dell’Ultra

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Con tutte le motorizzazioni della nuova Audi A4 allroad quattro continua a essere impiegata la trazione integrale permanente quattro, che opera in modalità puramente meccanica. Il suo differenziale centrale autobloccante, concepito come rotismo planetario, nel normale utilizzo ripartisce il 60% della coppia all’assale posteriore e il 40% all’assale anteriore. Quando il sistema modifica questa ripartizione, le forze possono essere convogliate al retrotreno in misura pari all’85% e all’avantreno in misura pari al 70%. Oltre alla trazione integrale permanente quattro i clienti potranno optare per la nuova trazione integrale quattro con tecnologia Ultra che farà il suo debutto inizialmente sulla sola motorizzazione 2.0 TFSI. Si tratta nello specifico di una trazione integrale ottimizzata ai fini dell’efficienza ideale per vetture che nascono longitudinali e a trazione anteriore. Grazie all’azione congiunta di numerosi sensori/centraline e di una logica di funzionamento più sofisticata sarà praticamente impossibile percepire alcuna differenza, in termini di resa e dinamismo, rispetto ai sistemi permanenti tradizionali. Nell’utilizzo standard, caratterizzato da bassi carichi e nessun rischio di slittamento, la nuova trazione quattro sfrutta i vantaggi della trazione anteriore, ma è sempre pronta ad attivare la trazione integrale non appena ciò risulti necessario. In tal modo è possibile ridurre in maniera sensibile il potenziale svantaggio tra consumi di una trazione integrale permanente e quelli di una trazione anteriore (-0,3 l/100 km).

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Nello specifico il controllo della trazione integrale intelligente lavora in modo predittivo: utilizzando una vasta sensoristica e analizzando ogni 10 millisecondi i dati sulla dinamica di marcia, sulle condizioni della strada e sul comportamento del conducente (come angolo di sterzata, accelerazione trasversale e longitudinale e coppia del motore, solo per citarne alcuni), il sistema è in grado di prevedere istantaneamente le varie necessità di guida. Il calcolo avviene con circa 0,5 secondi d’anticipo rispetto all’evento. Se la ruota si avvicina, entro un range predefinito, al limite di aderenza, viene attivata la trazione integrale. Invece, nel caso delle attivazioni di tipo reattivo (assai più rare), il sistema reagisce a improvvise variazioni dei valori di aderenza, che possono verificarsi per esempio se le ruote, viaggiando su asfalto asciutto, si ritrovano improvvisamente su un fondo a bassa aderenza, attivando tempestivamente anche in questo caso la trazione integrale. Per poter funzionare gli ingegneri di Ingolstadt hanno dovuto inserire due frizioni all’interno della catena cinematica. Quando il sistema passa infatti alla trazione anteriore, la frizione, a lamelle sull’uscita del cambio, scollega l’albero cardanico. Inoltre nel differenziale posteriore si apre una frizione di separazione integrata. Questa blocca la forza principale delle coppie frenanti nella parte posteriore della catena cinematica, ovvero la grande corona conica, che gira in bagno d’olio.

Efficienza in primis

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La Station Wagon tedesca dall’animo off-road è equipaggiata con ben 5 diverse motorizzazioni: un benzina e quattro diesel con potenze da 163 fino a 272 CV.  Sul fronte dei diesel si può optare per il 2.0 litri TDI quattro nelle varianti da 163 e 190 CV. Entrambe le versioni erogano una coppia massima di 400 Nm e sono abbinate al cambio automatico a doppia frizione e 7 rapporti (S-Tronic). Per i più esigenti è, invece, disponibile il 3.0 litri V6 TDI quattro nelle varianti da 218 e 272 CV. Se la prima variante eroga una coppia massima di 400 Nm ed è abbinata al cambio automatico a doppia frizione e 7 rapporti (S-Tronic), la seconda variante eroga addirittura 600 Nm di coppia massima ed è abbinata al cambio automatico a convertitore di coppia da 8 rapporti (TipTronic). Sul fronte dei benzina, la scelta può ricadere solamente sull’unica motorizzazione 2.0 litri TFSI quattro da 252 CV e 370 Nm abbinata al cambio automatico a doppia frizione e 7 rapporti (S-Tronic). Merito della riduzione dei pesi e dell’incremento dell’efficienza generale, queste motorizzazioni hanno visto un incremento di potenza di circa 27 CV e una riduzione delle emissioni inquinanti di circa 21 g/km rispetto alla precedente generazione di propulsori. Purtroppo, per tutto il periodo di lancio, la gamma italiana sarà composta solamente dalle motorizzazione 3.0 litri V6 TDI quattro mentre per le altre motorizzazioni si dovrà attendere fin dopo l’estate.

Premium ovunque

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La nuova Audi A4 allroad quattro, commercializzata da giugno 2016, è importata in Italia nelle versioni Business (+1970 euro) e Business Evolution (+3780 euro). La prima è caratterizzata principalmente dal navigatore MMI e dal sistema di ausilio al posteggio con sensori posteriori mentre la seconda è caratterizzata principalmente dal navigatore MMI, dal sistema di ausilio al posteggio con sensori posteriori, dal climatizzatore a 3 zone e dai fari a LED anteriori e posteriori. A queste versioni si aggiunge il pacchetto Evolution (+1810 euro) che comprende il climatizzatore a 3 zone e i fari a LED anteriori e posteriori. Come già detto in precedenza, al lancio si potrà optare solamente per le varianti a gasolio da 3.0 litri. Per queste due unità propulsive i prezzi partono da 51.900 euro per la 218 CV e 53.900 euro per la 272 CV. Solo dopo l’estate la gamma si completerà con l’introduzione delle restanti motorizzazioni con prezzi che indicativamente dovrebbero aggirarsi intorno ai 46.000 euro per la motorizzazione entry level (2.0 TDI da 163 CV). Infine, verso fine anno dovrebbe arrivare anche una versione G-Tron a metano.

Off-road sull’Etna

Audi A4 allroad quattro ultra

Abbiamo avuto modo di provare la nuova Audi A4 allroad quattro su un percorso off-road davvero speciale. Stiamo parlando del caratteristico paesaggio lunare in cui ci si trova immersi affrontando la salita alla cima dell’Etna sul versante nord. Un percorso in salita sterrato, o meglio carico di fuliggine, pieno di buche, fossi, sassi e dall’aderenza a dir poco precaria. Le premesse per provare la nuova trazione integrale quattro ultra ci sono tutte e noi, inserita la modalità offroad nel Drive Select, siamo pronti a mettere alla frusta la nuova Audi A4 allroad quattro. Saliti a bordo della motorizzazione 2.0 TFSI in allestimento Business Evolution ci si trova accolti da un ambiente elegante, premium e fortemente tecnologico. La posizione di guida è ben strutturata grazie alle innumerevoli regolazioni elettriche dei sedili, l’abitacolo è insonorizzato al punto tale da non far percepire alcun minimo rumore fruscio o vibrazione, lo spazio a bordo abbonda e l’abitabilità è buona. Fin dai primi chilometri percorsi su questa salita impervia la nuova Station Wagon di segmento D ci ha sorpreso per l’ottima taratura delle sospensioni a controllo elettronico che riescono allo stesso tempo a filtrare perfettamente anche le buche più grosse e a mantenere sotto controllo la dinamica della vettura su un terreno così scivoloso. Lo sterzo elettromeccanico, davvero molto morbido in manovra, non risulta poi troppo filtrato così da permetterci di capire dove stiamo posizionando le ruote. Il motore turbo benzina da 252 CV e 370 Nm spinge via bene la massiccia station wagon regalando al conducente un erogazione lineare fluida e pronta fin dai regimi più bassi (1.750 giri/min).

Audi A4 allroad quattro ultra

Di cavalli ce n’è in abbondanza e la silenziosità e l’assenza di vibrazioni regnano sovrane a qualsiasi regime motore. Il cambio automatico a doppia frizione e 7 rapporti (S-Tronic), grazie a logiche di gestione intelligenti, ci mette lo zampino rendendo possibili passaggi di marcia veloci, fluidi e impossibili da avvertire. Ma arriviamo all’aspetto più interessante o meglio il fiore all’occhiello di questa nuova Audi A4 allroad quattro: la trazione integrale quattro ultra. Siete pure liberissimi di non crederci ma la Station Wagon rialzata dei quattro anelli non si è mai trovata in difficoltà su questo difficile terreno vulcanico. La trazione, seppur di base anteriore, ci ha sempre tirato fuori anche dalle situazioni più critiche donandoci ottima motricità, un pieno controllo del mezzo e anche quel pizzico di divertimento che non guasta mai. Senza alcuna minima indecisione la trazione ultra previene la perdita di aderenza calcolando se attivare o meno la trazione integrale e in caso affermativo l’esatto quantitativo di coppia da ripartire su ogni singola ruota. Il tutto lo fa con una rapidità senza pari (0,5 secondi prima della perdita di aderenza) e senza che il conducente si possa accorgere di ciò che sta accadendo sotto di lui. Alla fine di questa fantastica prova ci prendiamo la responsabilità di poter affermare che nonostante l’assenza delle ridotte e di angoli di attacco e di uscita da vera fuoristrada, la nuova Audi A4 allroad quattro non vi farà rimpiangere la mancanza di un SUV nettamente più blasonato.

La qualità e l’avanzata tecnologia del Marchio Audi, come abbiamo detto sopra, non hanno certo bisogno di presentazione. Lo ha certificato anche la nostra prova della A4 Avant 2.0 TDI 150 CV Business Design che vedete qui sotto.