2015 Mini Clubman

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2015 Mini Clubman – Quello che va riconosciuto al marchio Mini e al suo marketing è senza dubbio di aver creato un mondo a parte, con una precisa identità e un modo di porsi al cliente decisamente fuori dai canoni tradizionali. Dalle presentazioni stampa fino ai ‘porte aperte’ dei concessionari (per la Clubby il classico week end diventa una settimana intera, dal 2 all’8 novembre…), alla Mini riescono ad anticipare i tempi. E ad essere regolarmente copiati dai concorrenti…

Federico Izzo - Mini Sales and Brand Manager - Sergio Solero - AD BMW Italia - e Cristiana Lattuada - Press Office Mini.
Federico Izzo – Mini Sales and Brand Manager – Sergio Solero – AD BMW Italia – e Cristiana Lattuada – Press Office Mini.

Se la ‘porta di servizio’ laterale della prima serie aveva un po’ disorientato il pubblico che ha comunque reagito positivamente a una proposta decisamente anticonvenzionale, la nuova Mini Clubman rientra nei ranghi ma non diventa banale. Anzi. Restano infatti le due ‘split doors’ posteriori che ora incorporano i gruppi ottici e possono essere aperte indipendentemente senza toccarle, se si acquista l’optional Comfort Access con la funzione Easy Opener… Le 4 porte canoniche danno accesso a uno spazio interno che è superiore anche a quello della nuova Mini 5 porte, grazie ai 27 cm in più di lunghezza, 9 di larghezza e 10 di passo. Una differenza che si vede anche a occhio e che insieme a una cura dei dettagli da premium rende la vettura appetibile anche a chi è in cerca della principale auto di famiglia.

Le 6 porte rendono unica la Mini Clubman.
Le 6 porte rendono unica la Mini Clubman.

Il rinnovamento della Clubman rientra in un progressivo cambio generazionale che interesserà da qui al 2020 tutta la gamma Mini, senza ovviamente perdere quella personalità che finora ne ha decretato il successo, che per la Clubman è confermato dalle 12.000 unità vendute. Un numero interessante, vista la singolarità della proposta. Un risultato che fa parte di trend positivo che ha premiato il marchio con un +14% nelle vendite tra settembre 2015 e lo stesso periodo del 2014, e gli ha consentito di entrare nei Top 100 Brand al mondo secondo Interbrand, un riconoscimento al marketing di Mini, al positivo andamento delle sue vendite e alla capacità di essere riconosciuto e apprezzato dalla clientela. Un risultato che per consolidarsi e migliorare ancora richiederà una grande apertura all’innovazione, non solo tecnica ma anche nel modo di comunicare coi clienti. Cosa che a Mini riesce indubbiamente piuttosto bene…

Shooting-Brake
Potrebbe essere definita una vettura famigliare (per gli inglesi una estate car) ma la Clubman trasporta questo concetto su una vettura dall’anima sportiva. Ben venga dunque il termine shooting-brake che identifica carrozzerie funzionali dal punto di vista dell’accesso al vano di carico, ma con uno stile che le distingue dal classico concetto delle station wagon. Ovviamente è il posteriore il primo lato che vado a osservare appena approccio la vettura.

Il posteriore è il lato più caratteristico della Clubman.
Il posteriore è il lato più caratteristico della Clubman.

Le due porte da ‘furgoncino’ hanno un maniglione orizzontale ben evidente e i gruppi ottici ovali completamente inseriti nei battenti, con gli stop posti nelle luci orizzontali supplementari poste nel paraurti La superficie vetrata è maggiore rispetto al passato, ma la visibilità resta comunque non eccezionale. Nessuna è come lei, vista da dietro. E questa individualità, nel panorama odierno del segmento, è un pregio… Il muso è decisamente Mini: ha i fari tondi (a richiesta a LED) e il powerdome al centro del cofano, ma pare quasi schiacciato per esaltare l’effetto di vettura bassa e larga. Nella vista laterale, infine, spiccano la lunghezza (ora a 425,3 cm, 27 in più rispetto alla 5 porte) e il passo di 267 cm, (10 cm superiore a quello della 5 porte) che fanno intuire una buona ospitalità interna.

La Mini Cooper D Clubman con motore diesel TwinPower Turbo da 150 CV oggetto della nostra prova su strada.
La Mini Cooper D Clubman con motore diesel TwinPower Turbo da 150 CV oggetto della nostra prova su strada.

Proseguendo l’analisi esterna segnaliamo gli Air Breather ricavati in parte sui passaruota in plastica anteriori e in parte sulla carrozzeria che movimentano quella zona della fiancata. Da lì esce l’aria che entra dalle prese d’aria verticali poste ai lati inferiori del paraurti e che transitando raffredda l’interno del passaruota.

 

Sul muso spiccano i classici gruppi ottici tondi, disponibili anche LED.
Sul muso spiccano i classici gruppi ottici tondi, disponibili anche LED.
Ai lati delle luci diurne si notano le due prese aria verticali.
Ai lati delle luci diurne si notano le due prese aria verticali.

Resta la caratteristica linea del tetto, che sembra quasi un coperchio appoggiato sulle ampie finestrature perimetrali, essendo i montanti molto ben mascherati. E per finire i corti sbalzi anteriore e posteriore ripropongono ancora una volta uno dei temi della Mini originale di Issigonis, le cui ruote erano poste sui quattro spigoli della carrozzeria e contribuivano allora come oggi a dare alla vettura un confortante effetto di stabilità. Al lancio sono disponibili quattro tinte pastello e otto metallizzati, di cui due inediti. Il tetto a contrasto, bianco argento o nero, è fornito senza sovrapprezzo, mentre le strip sul cofano fanno parte del kit Chrome Line esterno.

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Interni Premium
La seduta bassa non lascia dubbi sull’anima sportiva della Clubman che pur nella sua funzionalità ‘da famiglia’ non ruba spazi di mercato alla Countryman. Nella vettura che abbiamo provato, una Cooper D, erano montati i sedili sportivi rivestiti in pelle e con regolazioni elettriche. Una cura nel dettaglio che traspare da tutti i componenti interni e che lascia intendere la volontà di porre questa vettura nella zona premium del segmento delle compatte. Lo stile, che unisce classico e moderno può ovviamente piacere o meno, ma senza dubbio nella Mini si ha la sensazione che gli interni ci avvolgano, trasmettendo a chi li occupa un senso di protezione. Il cruscotto resta inconfondibilmente Mini, con quell’aspetto un po’ retrò che a noi personalmente piace.

Il display Head Up, disponibile come optional, fornisce le info fondamentali per la guida.
Il display Head Up, disponibile come optional, fornisce le info fondamentali per la guida.

Lo strumento tondo che svetta dietro il volante ha un sapore vagamente motociclistico, mentre l’unità centrale tonda, ormai un marchio di fabbrica, circoscrive il monitor a colori da 6,5 oppure 8,8 pollici. Sotto c’è, per la prima volta su una Mini, il tunnel rialzato sul quale spiccano il Touch Controller, un selettore sensibile che facilita il dialogo con la vettura, una serie di tasti per accedere rapidamente alle principali voci del menù e il pulsante del freno di stazionamento elettrico. La leva selettrice del cambio automatico, lo Steptronic a 6 oppure a 8 rapporti, a seconda della versione, non è troppo comoda da azionare se si vuole passare in modalità manuale. Meglio utilizzare i paddle al volante, di serie però solo sulle versioni automatiche della Cooper S e Cooper SD. Nell’ambito infotainment, per connettere il proprio smartphone si utilizzano app specifiche compatibili con sistemi operativi Apple iPhone e Android. E’ pure possibile equipaggiare la vettura con una SIM che attiva una Emergency Call in caso di incidente e comunica la posizione della vettura. Buona l’abitabilità posteriore, anche in altezza grazie alla seduta bassa. Con 5 posti disponibili il bagagliaio ha un volume di 360 litri. Lo schienale è ribaltabile nel rapporto 60:40 ma a richiesta può dividersi in tre (40:20:40) ed essere regolabile nell’inclinazione. Il volume può dunque crescere fino a 1.250 litri.

Il bagagliaio passa da 360 litri a 1.250 litri abbattendo i sedili posteriori.
Il bagagliaio passa da 360 litri a 1.250 litri abbattendo i sedili posteriori.
Lo spazio per i passeggeri è maggiore grazie al passo aumentato di 100 mm rispetto alla Mini 5 porte.
Lo spazio per i passeggeri è maggiore grazie al passo aumentato di 100 mm rispetto alla Mini 5 porte.

Motori per tutti
Ci sono tre motori benzina e altrettanti diesel nella gamma Mini Clubman, tutti Euro6. La nostra Cooper D Clubman montava il quattro cilindri TwinPower Turbo da 150 CV e 330 Nm di coppia accoppiato al cambio automatico Steptronic a 8 rapporti, una motorizzazione che riteniamo adeguata alla filosofia del mezzo. I 190 CV (e soprattutto i 400 Nm) dello stesso motore montato sulla Cooper SD Clubman permettono di accelerare da 0 a 100 km/h in 7,4s sia col cambio manuale a 6 marce sia con lo Steptronic. Per entrambi i diesel la coppia assume il valore massimo a 1.750 giri/min e rimane costante per 1.000 giri, l’ideale per mantenere sempre il motore ‘in tiro’ ai regimi di maggior utilizzo. Non abbiamo provato il tre cilindri diesel 1.5 litri a iniezione diretta da 116 CV della Mini One D Clubman, ma ne eravamo rimasti favorevolmente impressionati sulla 3 porte: prestazioni brillanti e consumi contenuti ne faranno a nostro giudizio una scelta da considerare. Chiaro che il rapporto peso/potenza in questo caso, come col tre cilindri a benzina della Mini One Clubman (102 CV e 180 Nm) diventa un po’ penalizzante (il peso è attorno ai 1.400 kg secondo UE, con 75 kg di guidatore) e dunque se si cercano le prestazioni o ci si muove spesso a pieno carico occorre considerare un consumo diverso dal dichiarato. Infatti per la Mini Cooper Clubman che monta la versione da 136 CV e 220 Nm, la Casa dichiara lo stesso consumo del 102 CV. Al top della gamma si pone la Mini Cooper S Clubman, col quattro cilindri a benzina TwinPower Turbo da 192 CV e 280 Nm. I motori a benzina hanno iniezione diretta al centro della camera di scoppio, l’alzata variabile delle valvole Valvetronic (brevetto BMW) e la fasatura variabile Doppio VANOS che agisce su entrambi gli alberi a camme. Tutti i motori sono forniti di serie col cambio manuale a 6 rapporti; in opzione c’è lo Steptronic a 8 rapporti per le versioni Cooper e lo Steptronic a 6 rapporti per le One.

La Guida: è una Mini
Dopo aver provato altre vetture della stessa categoria, quando si prende in mano il volante della Mini si cambia marcia. Fin dai primi metri percorsi in città si sente lo sterzo più diretto che magari affatica un po’ nel traffico ma sappiamo si farà apprezzare fuori. Partiamo in modalità Green che privilegia consumi ridotti e appena inizia il misto passiamo in Sport con lo sterzo ancora più diretto, e gli step di cambiata più estesi per sfruttare meglio l’allungo del motore, e il Dynamic Damper Control settato più rigido. La scritta sul monitor ci ricorda che siamo alla guida di una vettura in ‘modalità go-kart’ (decisamente originale…) e dunque ci sentiamo autorizzati a ‘tirare’. L’assetto basso e le ruote da 18″ con pneumatici 225/40 trasmettono direttamente al volante ciò che accade sull’asfalto e quando si prende il ritmo sui tratti misti basta davvero girare il volante e la vettura si mette dove si vuole, letteralmente come sui binari. Il multilink posteriore aiuta in inserimento e percorrenza e l’impronta a terra dei pneumatici fa il resto. Il cambio automatico lavora a dovere, anche se talvolta avremmo voluto una risposta ancora più pronta, pur restando, da questo punto di vista, uno dei migliori in circolazione. Buoni i freni, anche se in un tratto in discesa percorso a forte andatura, sia per le staccate sia per l’intervento sui dischi da parte del DSC, hanno mostrato i limiti con un marcato allungamento della corsa del pedale. Ma parliamo di condizioni davvero limite, non certo quelle che si troverà ad affrontare chi utilizzerà questa vettura per lo scopo per cui è stata concepita. Resta comunque il fatto che a parità di potenza poche altre vetture di questa categoria possono reggere il passo della Mini e questo dimostra come, in condizioni più normali, la guida di questa vettura possa dare grande sicurezza a chi è al volante. Nel 2015 si può ancora fare una vettura per famiglie in grado di dare emozioni. E questo, da appassionati, non può che farci piacere. Buona la silenziosità, anche se in Sport e coi cerchi da 18″ su un fondo che non sia un biliardo le sospensioni si sentono. Il motore, da parte sua, è ben insonorizzato.

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Ricapitolando, l’offerta Mini Clubman, ruota su sei versioni: la One con motore tre cilindri a benzina da 102 CV (€ 22.300), la One D col tre cilindri diesel da 116 CV (€ 24.800), la Cooper col motore della One portato a 136 CV (€ 24.800), la Cooper S col 4 cilindri 2 litri da 192 CV (€ 28.800) e infine le due versioni col quattro cilindri diesel di 2 litri Cooper D (€ 27.300) e Cooper SD (€ 31.300). Parliamo di versioni base cui preparatevi ad aggiungere una buona dose di optional da scegliere su un ricco e accattivante elenco, indispensabili per rendere ancora più personale la vostra Clubby…

SU STRADA
Abbiamo provato la MINI Clubman in versione Cooper S. Il pacchetto tecnologico dei motori a benzina comprende la sovralimentazione turbo, il sistema d’iniezione diretta di benzina con iniettori posizionati centralmente, il comando valvole variabile sotto forma del VALVETRONIC, brevettato dal Gruppo BMW e la variazione di fase degli alberi a camme al lato di aspirazione e di scarico (Doppio VANOS). Questa combinazione assicura caratteristiche prestazionali particolarmente sportive del motore quattro cilindri 2 litri Cooper S Clubman. Il propulsore eroga una potenza di picco di 141 kW/192 CV e alla coppia massima di 280 Nm, disponibili già a 1.250 g/min., e potenziabili temporaneamente con l’overboost fino a 300 Nm. La MINI Cooper S Clubman accelera da 0 a 100 km/h in 7,2 secondi (cambio automatico: 7,1 secondi) e tocca la velocità di punta di 228 km/h (228 km/h). Questi valori vengono combinati con un consumo di carburante nel ciclo combinato di 6,3 – 6,2 litri (5,9 – 5,8 litri) per 100 km ed emissioni di CO2 di 147 – 144 grammi per chilometro (137 – 134 g/km, valori nel ciclo di prova UE, in dipendenza della misura dei pneumatici selezionata). Un ulteriore optional disponibile per la nuova MINI Cooper S Clubman è il cambio sportivo Steptronic a otto rapporti che realizza dei tempi di cambiata ancora più brevi e può essere comandato nella modalità manuale con i paddles del volante. Il cambio comprende inoltre la funzione Launch Control che permette accelerazioni da fermo a trazione ottimizzata e con il massimo dinamismo.