1977 Pontiac Firebird Type K

1977 Pontiac Firebird Type K

1977 Pontiac Firebird Type K

1977 Pontiac Firebird Type K – La storia delle wagon americane è tutta particolare, non solo perché questa tipologia di veicoli ha rappresentato un momento storico e culturale per l’intera nazione americana, ma anche per il tipo di stile che le ha sempre caratterizzate, almeno nel passato. Oggi una station wagon è pressoché uguale, in America, in Europa e anche nei paesi asiatici. Dal punto di vista strettamente generale, quindi, il concetto moderno di wagon è abbastanza unificato. In passato, però, in America, si sono visti prodotti anche molto particolari come, per esempio, la Chevrolet Nomad, una wagon a due porte bellissima, almeno a nostro giudizio, e molto ricercata tra gli appassionati (vi forniamo una brochure dell’epoca).

1977 Pontiac Firebird Type K

Dopo la Nomad, però, non si vide più nulla del genere, ma General Motors cercò più volte di introdurre nuovamente il concetto senza però andare oltre delle concept. Il marchio più popolare di GM, Chevrolet, ci provò nel 1970 con una versione della Camaro, la Camaro Kammback per l’appunto, ma subito dopo, il brand sportivo (Pontiac) di General Motors volle proporre la sua. I marchi condividevano la medesima piattaforma, la nota F-Body, e pertanto non fu difficile per Pontiac realizzare la Type K che vedete nelle immagini che accompagnano questo articolo. Da notare, le due vetrature che si aprono come dei veri e propri lucernari o, se volete, come dei boccaporti o, ancora, ad ali di gabbiano. La Type K risale al 1977 e rappresenta un esercizio di stile tutto particolare, la cui realizzazione si deve a Jerry Brockstein, coadiuvato dalla direzione di David R. Hollis. Gli spunti concettuali sotto forma di design sono notevoli e numerosi.

Si potrebbe, per esempio, sottolineare la fascia posteriore che copre la fanaleria e che rende visibile quest’ultima solo in occasione dell’accensione di una delle luci. A capo del design di GM, c’era Bill Mitchell, una figura di cui abbiamo già parlato in passato. Mitchell intravide una certa potenzialità del modello e decise di far realizzare due concept, una color oro con interni beige, l’altra argento con interni rossi. Erano anni in cui GM osava parecchio e ciò che accadde successivamente dimostrò come, talvolta, il Generale fu capace di proporre qualcosa di troppo avanzato per quella che era la percezione del pubblico americano, tra l’altro già piuttosto incline a prodotti del tutto particolari. Il pubblico, infatti, giudicò bene la Type K. GM esplorò la situazione e fece tutti i conti del caso, pensando di vendere la vettura ad un prezzo dell’epoca di circa $16.000. Incredibile, se pensiamo che una Pontiac Trans Am si vendeva a poco meno di $6.000. Tra l’altro, e questo ci fa onore, la realizzazione delle vetture sarebbe stata appaltata a Pininfarina che si occupò di assemblare anche i due prototipi, quello oro e quello argento. Per motivi non conosciuti, GM distrusse la versione gold, mentre quella argento fece la comparsa in una puntata di Agenzia Rockford, di cui vi forniamo un’immagine.

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