Umberto Palermo: da UP Design a Mole Automobiles

Mole rappresenta lo stato dell'arte dell'espressione stilistica di Umberto Palermo
Le Concept di Umberto Palermo sono esposte in una show room interna all'azienda
Le Concept di Umberto Palermo sono esposte in una show room interna all’azienda

Quarantatrè anni, il fare spigliato di chi sa ciò che vuole, l’abbigliamento un po’ eccentrico ma scelto con gusto. Umberto Palermo ci riceve nella sede della sua azienda, la UP Design, nata nel 2011 a Moncalieri. All’ingresso alcune delle sue creature. Non le automobili, quelle hanno uno spazio a parte, ma biciclette, oggetti d’arredo e piccoli elettrodomestici, frutto della proficua collaborazione con Ariston Thermo, nata tanti anni fa per portare un tocco di stile in un settore dove si è sempre badato soprattutto alla funzionalità e che contribuisce ad alimentare il sogno di Umberto, ovvero le Supercar. 002L“Da quando ho iniziato ho creato dieci concept, le ultime sei come UP Design” esordisce il giovane designer. “Di queste molti considerano Luce come il prodotto della maturità estetica. Qualcuno l’ha paragonata alle Pininfarina del passato. Un onore, per me. E’ una vettura compatta, non ha quelle grandi dimensioni che generano un forte impatto visivo o colori vistosi. Le è bastato un normalissimo grigio. Vittoria, la concept che l’ha preceduta, voleva stupire, Lucrezia invece era una vettura azzardata, con Mole siamo rimasti aderenti al concetto di Supercar, rossa, larga, bassa… Luce non ha nessuna di queste caratteristiche ma probabilmente le ha tutte amalgamate per creare un insieme che può essere semplicemente definito ‘bello’…”. Ed è significativo che la vettura più bella condivida il nome con la prima figlia di Umberto. Ma il nostro interlocutore non si ferma qui. Le provocanti concept saranno prodotte in piccola serie presso le Officine Umberto Palermo di Rivoli col marchio Mole Automobiles.

Mole Automobiles, un vero e proprio brand…
Esatto, una piccola realtà che vuole restare tale ma che ha grandi ambizioni. Raccontare ciò che ha portato alla sua nascita è abbastanza semplice. Nel 2015 abbiamo realizzato il prototipo Mole Costruzione Artigianale 001, presentato al Salone dell’Auto di Torino; una vettura che esprimeva il concetto di proporre innovazione estetica su una meccanica non attuale, nello specifico quella di una Ferrari Mondial.

Nel 2016 abbiamo presentato, sempre al Salone dell’Auto, Mole Valentino Personalizzazione, una Tesla Model S rivista nello stile e nelle finiture e Mole Luce Concept che invece seguiva gli stilemi tipici della UP Design, con l’utilizzo di materiali innovativi. Il brand dei due modelli è Mole Automobiles, la creatività sempre quella di UP Design: a fine anno arriverà la Fiat 124 Personalizzazione, con una precisa identità Mole, seguirà Mole Luce Prototipo, ancora elettrica ma che avrà tanto ‘made in Italy’ anche a livello tecnico. Il prossimo anno sarà la volta di Mole 4C Costruzione Artigianale Stradale e di Ghibli Mole. Nel 2018 la Mole Luce Prototipo diventerà Stradale, ovvero sarà pronta per divenire la prima vettura ‘di serie’ di Mole Automobiles. I valori distintivi del marchio? Italianità, artigianalità e non industria, emozione e non ipertecnologia.

Mole rappresenta lo stato dell'arte dell'espressione stilistica di Umberto Palermo
Mole rappresenta lo stato dell’arte dell’espressione stilistica di Umberto Palermo

Nello stile quanto entra direttamente Umberto Palermo e quanto è invece opera del suo staff?
Lo sviluppo dello stile è sempre opera di un gruppo di persone, ma il 100% dell’impostazione del progetto è mio. I ragazzi che collaborano con noi sono selezionati da giovanissimi in maniera tale che possano essere in qualche modo ‘indottrinati’ al nostro modo di pensare e vedere lo stile. Mole è un brand con alcuni tratti caratteristici forti che devono essere sempre rispettati. Quando abbiamo disegnato Luce, ad esempio, abbiamo attinto dal nostro passato: il posteriore è stato sempre caratterizzato da una chiusura ‘a tappo’, con gli ‘occhi’ molto larghi posti alle estremità, dai parafanghi ben evidenti e dall’assenza del lunotto. E poi il logo di Mole, posto verticale che idealmente taglia in due il volume della carrozzeria. Questi e altri pochi stilemi si ritroveranno anche sulle vetture rivisitate da Mole, siano esse Fiat, Alfa Romeo, Maserati, Tesla o magari anche Aston Martin e Jaguar…

Mole Valentino segna l'ingresso di Palermo nel mondo delle vetture elettriche. La base è Tesla.
Mole Valentino segna l’ingresso di Palermo nel mondo delle vetture elettriche. La base è Tesla.

Dove trovate i vostri collaboratori?
Molti sono torinesi, ma con noi lavorano anche un gruppo di argentini, un greco, un francese, giovani professionisti che hanno già avuto esperienze magari nella grande industria e vogliono trovare una propria identità in una realtà più piccola. Ma ci sono anche studenti che vengono da noi per uno stage o per essere seguiti nello sviluppo della tesi.

Arriverà in futuro una vettura Mole popolare?
Sicuramente prima o poi ci avventureremo anche su una vettura ‘alta’, tipo SUV, per intenderci. Ma il prodotto Mole, per scelta, resta costoso ed esclusivo. Non siamo una Casa automobilistica ma un atelier di design sartoriale che realizza piccole serie. Se dovessi immaginare un’auto piccola dovrei pormi dei limiti che si scontrano con la mia filosofia. E poi non intendo andare a rubare spazio ad altri… Abbiamo una nostra identità ormai riconosciuta ma attenzione, Mole non vuole fare tre auto l’anno per pochissimi nababbi, ne vuole fare cinquanta, massimo cento per altrettanti intenditori. Diciamo che potendo lavorare coi Marchi che ho citato credo e spero di non dover mai arrivare a personalizzare un’utilitaria, con tutto il rispetto anche storico per questo segmento dell’automobilismo. Sto cercando di realizzare un sogno bellissimo, e sognare non è proibito…

Mole fa stile, ma sperimenta anche materiali innovativi. Ce ne parli…
Mole Luce Concept è realizzata parzialmente con un materiale per ora mai utilizzato per le pannellature di una carrozzeria, il PVC. Non si può fare un’auto completamente in PVC ma solo alcune parti come il cofano, il padiglione e l’apertura posteriore.

Umberto Palermo presenta Luce.
Umberto Palermo presenta Luce al Salone dell’Auto di Torino 2016.

Perchè il PVC?
E’ un ottimo materiale termo e fonoassorbente, due caratteristiche fondamentali su un’auto. Si tratta di un espanso che viene iniettato in uno stampo e subisce poi dei trattamenti epidermici per passare poi alla verniciatura e alla finitura.
Facciamo un esempio. Normalmente il padiglione è costituito da uno strato visibile esterno in lamiera, chiamato pelle, da una parte non visibile, ovvero la ossatura, e un altro strato visibile interno, detto imperiale. Il tutto crea un sandwich di un certo spessore con funzione strutturale e isolante. Nella nostra soluzione c’è un ‘biscotto’ unico nel quale si possono pure inglobare i passaggi per i cablaggi. E’ un materiale riciclabile, dunque ecologico, e inoltre, a parità di resistenza, pesa circa la metà di una soluzione tradizionale.

Coda tronca e assenza di lunotto, dettagli tipici di  Palermo
Coda tronca e assenza di lunotto, dettagli tipici di Palermo

Come vede Umberto Palermo il futuro della trazione elettrica?
Non è il futuro, ma il presente! E’ un processo irreversibile che è già avviato da tempo. Non si può più tornare indietro. Tesla è ormai una realtà inconfutabile. Abbiamo un’idea precisa dell’auto elettrica che sarà costruita da Mole. E’ noto che il punto debole dell’auto elettrica di oggi è l’autonomia. In effetti la prima domanda che ci si pone davanti a nuova auto elettrica è quanti chilometri fa con una carica. Una paura giustificata, poiché colonnine di ricarica per ora non ce ne sono e dunque se si resta ‘a piedi’ può essere davvero un problema. Poi vengono le prestazioni. Quando si parla di auto di livello, cavalli, accelerazione e chilometri orari restano fattori di scelta fondamentali. Poi non li si usa quasi mai, ma questo è un altro discorso… L’elettrico può offrire prestazioni eccellenti, sicuramente comparabili con le più potenti vetture tradizionali, ma con una fortissima riduzione dell’autonomia. Ispiriamoci al mondo dei cellulari: il 90% dell’utenza utilizza il 5% delle sue potenzialità, io compreso! Cerchiamo allora il giusto equilibrio tra autonomia e prestazioni. Limitiamo ad esempio l’accelerazione da 0 a 100 km/h a 5 secondi. Vi garantisco che è più che sufficiente per emozionare. E manteniamo quei fatidici 250 km/h, visto che l’elettrica ne è capace, ma per solo il 10% del ciclo di scarica. Per il restante 90% limitiamoci ai 170 orari, anche questi più che adeguati al traffico odierno. Giochiamoci quella pillola energetica per ricavarne emozioni forti e per il resto manteniamoci a livelli ‘umani’ e più sicuri. Sono certo che questo sia la svolta nella trazione elettrica. Mantenere limitato il concetto di ‘giocattolo’ e per il resto possedere una vettura intelligente che consente di marciare in sicurezza e con impatto zero.

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Quale vettura del passato avrebbe voluto progettare Umberto Palermo?
L’ultima auto che definirei ‘bella’ nella pienezza di ciò che questo termine può indicare, è stata la Brera di Giugiaro, la concept, beninteso. Quella di serie è tutt’altra cosa… Io mi ritengo un seguace di Pininfarina, amo l’eleganza unita alla sportività mentre Giugiaro è più legato all’innovazione formale. Avrei forse voluto progettare l’Alfa Romeo Duetto, il cui stile è definito da due colpi di matita, per poi contrappormi alla SZ di Zagato del 1989 che comunque è un ‘mostro’ che ancora oggi è copiato. Guardate il muso dell’ultima Bugatti… Si, forse avrei voluto disegnare la SZ. E chissà che magari fra trent’anni qualcuno copi qualcosa dalla mia Mole Luce…