
C’è qualcosa di profondamente italiano nel ritrovarsi attorno allo sport.
La capacità di unire, di emozionare, di far sentire parte di una storia collettiva.
E questa volta, a Roma, nella sede del CONI, il racconto ha preso forma attraverso due voci che rappresentano molto più di un’industria.
John Elkann, presidente di Stellantis, e Olivier François, Global Chief Marketing Officer di Stellantis e CEO di Fiat.
Il momento era quello dell’annuncio ufficiale della partnership tra la Fondazione Milano Cortina 2026 e i brand italiani del gruppo – Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Maserati e Abarth – che saranno Automotive Premium Partner dei XXV Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Una collaborazione che va ben oltre la sponsorizzazione: è un atto di partecipazione nazionale, un “noi” rivolto al Paese e ai suoi valori.
Una flotta italiana per il più grande palcoscenico sportivo
Il progetto è imponente, circa 3mila veicoli forniti da Stellantis (oltre la metà dei quali elettrificati) viaggeranno sulle strade lombarde, venete e trentine durante i Giochi.
Serviranno atleti, volontari, tecnici, staff, federazioni, troupe televisive e delegazioni internazionali.
Olivier François lo ha definito “il motore dei Giochi, letteralmente”.
E non è un’immagine casuale: si parla di oltre 400mila spostamenti e 1,5 milioni di persone trasportate, in una macchina organizzativa che punta a coniugare efficienza, sostenibilità e identità nazionale.
Cinque marchi, cinque anime, cinque modi di interpretare l’Italia
Stellantis ha associato ciascun brand a uno spirito sportivo, una scelta narrativa ma anche culturale.
| Brand | Anima | Ruolo ai Giochi | Disciplina simbolica |
| Fiat | Solare e popolare | Mobilità giovane e inclusiva | Sport freestyle, urban e creativi |
| Alfa Romeo | Competizione e cuore | Presenza a Cortina e discipline agonistiche | Sci alpino |
| Lancia | Eleganza e armonia | Supporto a Milano | Pattinaggio artistico |
| Abarth | Ribellione sportiva | Edizioni speciali ad alte prestazioni | Spazio “adrenalinico” |
| Maserati | Prestigio e tradizione | Momenti istituzionali e cerimonie | Cerimonie ed eventi ufficiali |
Non è solo marketing ma una narrazione identitaria.
E in questa narrazione, le serie speciali “Edizione Milano Cortina 2026” capitalizzano il valore emotivo dell’evento. Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Abarth e Maserati presenteranno modelli con badge celebrativi e contenuti esclusivi, pensati “per chi vuole sentirsi parte di qualcosa di più grande”.
Il ritorno della 500, e un richiamo alla storia
Sia Elkann sia François hanno ricordato Torino 2006, quando Fiat (allora in fase di rilancio) fu protagonista con l’icona Cinquecento.

Anche oggi, l’arrivo dei Giochi coincide con un nuovo capitolo del modello, un parallelismo che assume quasi il tono del destino industriale.
Quando l’Italia si prepara a vincere, Fiat si rimette in moto.
Oltre lo sport, una questione industriale
Nell’intervento di Elkann, accanto all’orgoglio nazionale, è emersa anche una riflessione lucida.
L’industria automotive europea sta attraversando una fase critica. Il Presidente ha richiamato la necessità di adattare norme e strategie affinché il mercato rimanga competitivo e accessibile.
“Stellantis – ha sottolineato – continuerà a investire in Italia, in tecnologie, produzione, formazione e comunità”.
Qui lo sport diventa metafora: competere tra rivali, ma anche contro il tempo.
La fiaccola che attraversa il Paese
Stellantis ospiterà il percorso della torcia olimpica in alcuni suoi stabilimenti, coinvolgendo famiglie e lavoratori, con 120 dipendenti selezionati come tedofori.
Un gesto simbolico, ma anche una dichiarazione culturale perché l’industria non è solo fabbriche, ma persone, storie, radici.
Milano Cortina 2026 sarà una prova collettiva, una prova di territorio, di ingegno, di passione.
E Stellantis, con i suoi marchi e la sua storia, sceglie di esserci non come spettatore, ma come parte attiva, trasportando atleti, storie, emozioni.
Perché, come ha detto Olivier François, quando l’Italia lascia un segno, quel segno rimane, sulla neve, sull’asfalto, nella memoria condivisa.
E forse è proprio questo lo spirito olimpico, non solo vincere ma lasciare traccia.

















