
Ufficialmente, il nome del patron di “Amazon” non compare, ma ci sarebbero i suoi dollari dietro l’arrivo di un piccolo veicolo dal costo assai contenuto, spartano e personalizzabile a piacere
Non c’è pace sotto il cielo di Elon Musk: malgrado il passo vistoso indietro dalla scena politica, capriccio che gli è costato milioni di dollari, il folletto dell’automotive mondiale continua a registrare un calo verticale di popolarità che non accenna a diminuire. E a tutto questo si sta aggiungendo un nuovo problema da risolvere: il debutto nel mercato dell’auto di Jeff Bezos, il signore assoluto dei pacchi, acerrimo nemico con cui si alterna da anni alla guida della classifica degli uomini più ricchi del pianeta.
IL “VEDO NON VEDO” DI JEFF
In realtà, Bezos non ha alcuna intenzione di mettere marchio e faccia su una gamma di nuove vetture, ma secondo voci assai informate ci sarebbero i suoi denari dietro l’operazione “Slate”, nome proprio di un pick-up elettrico realizzato da una start-up con sede dell’Indiana: secondo molti una risposta all’avveniristico Cybertruck marchiato Tesla.

Slate, rigorosamente prodotto negli Stati Uniti (come piace a Donald), è promesso ad un prezzo che non dovrebbe superare i 25mila dollari, più o meno 23mila euro. Un mezzo da lavoro ma anche da diletto lungo 4,41 metri che può portare fino a 650 kg e trainare rimorchi di 420 kg, con due porte e due posti ma attraverso un kit trasformabile in Suv per cinque passeggeri, portato avanti da un motore elettrico che sviluppa l’equivalente di 201 CV e una batteria da 52,7kW che assicura 240 km di autonomia. Per chi avesse bisogno di qualcosa di più è pronta una variante dell’accumulatore da 84,3 kWh che alza la percorrenza a 400 km, mentre per la ricarica sarebbero sufficienti meno di 30 minuti per passare dal 20 all’80%.
SPARTANO, ANZI SCARNO

Ridotto all’essenziale negli interni, Slate non presta il fianco alla tecnologia: niente schermi formato famiglia e via perfino gli alzacristalli elettrici, la radio e la vernice della carrozzeria in plastica stampata a iniezione. Si salvano solo l’aria condizionata, il cruise control, 8 airbag, la frenata di emergenza con avviso di collisione e una presa USB per collegare il proprio smartphone, tutto qui.
In realtà ci sarebbe il trucco, perché Slate (lastra, tradotto dall’inglese, ma anche l’anagramma di Tesla, forse non a caso), è configurabile a piacere attingendo ad un elenco di oltre 100 fra optional e accessori, comprese diverse pellicole wrapping per rivestire la carrozzeria. “Slate – ha spiegato l’ad Chris Barman – nasce per riportare il potere nelle mani dei clienti, a lungo ignorati dall’industria automobilistica”. Le prime consegne sono previste alla fine del prossimo anno.















