
Aprire oltre un punto vendita ogni ventiquattr’ore. Non è il ritmo di una multinazionale che brucia liquidità per conquistare quote di mercato a colpi di acquisizioni miliardarie, ma la velocità con cui “Point S” sta crescendo nel 2026, anno in cui il colosso indipendente dei pneumatici spegne 55 candeline.
Un traguardo che, nel settore dell’aftermarket, suona quasi come una provocazione: crescere così in fretta, e per di più senza rinunciare all’anima indipendente che ha sempre contraddistinto il marchio.
Dagli inizi di gennaio a oggi, 116 nuovi centri assistenza hanno scelto di entrare nella rete. Un dato apparentemente amministrativo, che racconta una realtà ben diversa: ogni mattina, da qualche parte nel mondo, un’officina, un gommista o un centro di assistenza veicoli ha appeso per la prima volta l’insegna “Point S” sulla propria facciata.
E poi il giorno dopo, e quello dopo ancora.
Un 2025 da record come trampolino

Il 2026 conferma la già potente accelerazione dell’anno scorso. Nel 2025, Point S aveva accolto nella propria rete ben 389 nuovi affiliati (quasi uno al giorno anche allora, ma su scala annuale) segnando il risultato migliore della sua storia cinquantacinquennale.
Un traguardo che aveva sorpreso gli analisti del settore, e che il 2026 sembra intenzionato a superare con disinvoltura.
Fondato in Francia nel marzo 1971, in un’epoca in cui l’automobile stava trasformando radicalmente le abitudini di mobilità degli europei, Point S ha costruito la propria identità su un principio semplice ma complicato da replicare: mettere insieme la forza contrattuale di una grande rete con la flessibilità e la prossimità al cliente tipiche delle realtà locali.
Cinquantacinque anni dopo, quel principio non solo regge, ma sembra più attraente che mai.
Il network conta oggi oltre 7.000 punti vendita distribuiti in 54 paesi, numeri che lo collocano stabilmente tra le reti indipendenti più estese al mondo nel settore dei pneumatici e dei servizi automotive.
Un’infrastruttura globale che si traduce, per gli automobilisti e per le flotte aziendali, in un accesso capillare a servizi che vanno dalla vendita e montaggio degli pneumatici alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei veicoli.
La forza del modello indipendente
In un panorama dominato da grandi catene che espandono la propria presenza attraverso acquisizioni dirette e controllo centralizzato, Point S ha scelto di non acquisire officine, ma di aggregarle.
Gli operatori locali mantengono la propria identità imprenditoriale, il proprio nome, la propria clientela costruita negli anni.
In cambio, ottengono l’accesso a qualcosa che da soli difficilmente potrebbero permettersi: contratti internazionali con i principali fornitori di pneumatici e componenti, infrastrutture di marketing strutturate, programmi di supporto tecnico e sistemi gestionali collaudati su migliaia di punti vendita.
Un pacchetto “chiavi in mano” — come lo definisce la stessa azienda — che abbassa sensibilmente le barriere d’ingresso senza imporre la logica rigida e spesso soffocante del franchising classico.
L’affiliato non compra un format preconfezionato: entra in una rete, porta con sé la propria esperienza e il proprio radicamento territoriale, e trova dall’altra parte strumenti per competere su scala globale.
Un dettaglio tutt’altro che trascurabile, in un momento storico particolarmente complesso per le officine indipendenti.
La varietà del parco veicoli circolante si sta moltiplicando a una velocità senza precedenti: auto elettriche e ibride con architetture elettroniche sofisticate, sistemi ADAS sempre più pervasivi, piattaforme tecnologiche che cambiano di generazione in generazione.
Stare al passo richiede investimenti continui in formazione, attrezzature diagnostiche e aggiornamento delle competenze, una serie di costi che le realtà più piccole, se lasciate sole, faticano a sostenere senza mettere a rischio la sostenibilità economica.
È in questo panorama che il modello Point S dimostra il suo valore più concreto, non solo come strumento di crescita commerciale, ma come risposta strutturale a una pressione che il mercato sta esercitando sull’intera filiera dell’assistenza indipendente.
Un’espansione che guarda a nuovi territori
La crescita del 2025 e del 2026 non ha interessato soltanto i mercati in cui Point S era già presente e consolidata.
Una parte significativa delle nuove aperture ha riguardato territori inediti, dove il marchio ha fatto il suo ingresso per la prima volta, o mercati in cui la presenza era ancora limitata.
Questo doppio binario, rafforzare le posizioni acquisite ed esplorare nuove geografie, riflette una strategia di sviluppo che non si accontenta di presidiare le aree di comfort.
La domanda di servizi automotive qualificati e affidabili è in crescita ovunque, trainata dall’aumento del numero di veicoli in circolazione, dalla complessità dei sistemi da gestire e da una clientela sempre più attenta e informata.
L’espansione geografica porta con sé anche una diversificazione operativa che, se gestita male, potrebbe rivelarsi un punto di debolezza.
Ma se organizzata come si deve diventa un ulteriore elemento di resilienza: una rete presente in 54 paesi è per definizione meno vulnerabile alle crisi locali e più capace di trasferire competenze e best practice da un mercato all’altro.
Un anniversario che guarda avanti
Cinquantacinque anni sono un traguardo ragguardevole in qualsiasi settore. Nel mondo dell’automotive, dove le tecnologie si trasformano rapidamente, i margini si assottigliano e la concorrenza si fa più aggressiva ad ogni ciclo di mercato, sono la dimostrazione che un modello di business può resistere alle turbolenze senza perdere la propria identità, e anzi rafforzarla nel tempo.
Point S entra nel suo 56° anno con oltre 7.000 punti vendita, una rete in accelerazione e un posizionamento che risponde alle esigenze di un mercato in rapida evoluzione.
















