Lancia di nuovo esclusa dai piani di FCA

Siamo entusiasti del rilancio di Fiat e di Alfa Romeo, con l’arrivo tanto atteso della nuova Giulia, della 124 e i rumors sul nuovo SUV Stelvio.

I tempi bui dei gruppo FCA sembrano ormai acqua passata e i numeri lo confermano con la revisione al rialzo degli utili, da +15% a +20%, da qui al 2018.

In un momento così, dove il volano sarebbe in grado di trainare le vendite di qualsiasi modello (purché ben fatto) c’è però un grande marchio escluso: Lancia.

Al salone di Parigi, come già accaduto a Ginevra a inizio anno, Lancia non è presente, lasciando con l’amaro in bocca migliaia di appassionati.

Inoltre, Lancia non viene nemmeno menzionata nell’ultimo piano industriale di FCA, presentato a settembre agli investitori internazionali, poiché la produzione dell’unico modello a listino, la Y, è ormai confinata al mercato italiano.

In una delle prime slide del piano, vengono identificate le categorie chiave e si attribuisce ragionevolmente il lusso a Maserati, la sportività premium ad Alfa Romeo, e il “mass market”, cioè i grandi volumi, a tutto il resto: Fiat, Jeep, Ram, Chrysler e Dodge.

Ma se Maserati sarà acquistabile da pochi fortunati in Italia (con Ghibli si parte da quasi 70.000 euro per la diesel), il lusso accessibile, quello che attira i giovani e il pubblico femminile, non è presente nel piano.

Una fascia di mercato che per molto tempo è stata la sfera di interesse di Lancia (fondata nel 1906, esattamente 110 anni fa), che faceva dell’eleganza unita alla qualità costruttiva, la sua arma più affilata.

L’A.D. Marchionne in una famosa intervista del 2012 si sbilanciò confermando l’eclissi del marchio, affermando che “tutto è stato fatto per tentarne il rilancio” e che “Lancia non ha più appeal nel mondo”.

Noi non siamo pienamente d’accordo, infatti il recente e goffo tentativo di camuffare i modelli oltreoceano Chrysler C200 e C300 con il marchio Lancia, non è uno sforzo degno della storica casa torinese ed era più che altro legato al momento di forte crisi che il gruppo stava vivendo.

Fortunatamente giungono spesso notizie che confermano l’attrazione di Lancia nel mondo, l’ultima ad agosto, quando a Pebble Beach, al più esclusivo concorso di eleganza al mondo, è stata eletta come auto più bella (“Best of Show”) proprio una Lancia, per l’esattezza una Astura Pininfarina Cabriolet del 1936.

E’ poi superfluo ricordare che Lancia detiene il record di numero di titoli costruttori nei Rally (ben 11, tre in più rispetto a Citroen), collezionati in anni in cui le corse e i rally erano molto seguiti.

Sfruttando l’ottimo pianale di Giulia, basterebbe poco per dare vita a un nuovo modello Lancia, ma se la volontà è invece quella di relegarla all’oblio, allora forse è più auspicabile che il marchio venisse venduto ad altri investitori, come successo per Volvo e Jaguar, che stanno rivivendo un momento di grande rilancio.

 

DCF 1.0
Nel 2003, accadde un fatto emblematico per la storia recente del marchio: venne presentata al Salone di Francoforte la nuova Fulvia Coupé, una concept car (costruita sulla base della Fiat Barchetta) che reinterpretava in chiave moderna l’omonima antenata. Nonostante il successo enorme di critica e pubblico, non vide mai la luce.